SCENA V.
Licinia, Fulvia e Detti, con Birria in disparte.
(Licinia e Fulvia indossano la stola, stretta all'imbusto da due cinture. Quella di Licinia, di color bruno; quella di Fulvia di color cenerognolo, o bianco. Ambedue portano in capo il ricinio).
Claudia
(muovendo incontro a Licinia)
Ben vieni, o Licinia. La casa di Lucio Valerio è tua.
Licinia
Tu sei sempre cortese, o nobile Claudia. Marco Porcio rammenta sempre ciò che deve a Lucio Valerio.
Claudia
E noi, mogli a tai valentuomini, ci siamo sempre amate.
Licinia
Bontà tua! Noi povere campagnuole....
Claudia
Zitta! La virtù non conosce differenze di villa e di città, di patriziato e di plebe. Tuo marito dalla sua virtù fu tratto in alto, non dal favore di Lucio Valerio.
(sotto voce a Marzia)
Me ne fate dire, voi altre!
Volusia
(a Fulvia)
Come ti sei fatta bella!
Fulvia
Annia
(a Marzia)
Come lo dice: «ne godo!» Vedete che contadina rifatta!
Marzia
La bellezza, te lo dirò con mia madre, non conosce differenze di villa e di città....
Annia
Salvo le lentiggini!
Marzia
Ah sì, ne ha qualcheduna; ma certi uomini vogliono che sia questa una bellezza di più.
Annia
Che gusti!
Volusia
(a Fulvia)
Ti rammenti di Tuscolo e dei nostri bei campi? E di quella fontana, dove c'era un'eco meravigliosa, che ci rimandava tante belle cose? Io ero molto piccina....
Fulvia
Ed io molto grande.
Volusia
Oh, vediamo! Quanti anni hai!
Fulvia
Indovina.
Volusia
Diciotto. Io ne ho quasi sedici.
Fulvia
Sono più vecchia.
Volusia
Venti?
Fulvia
Va innanzi.
Volusia
Ventuno?
Claudia
Zitta là! non si chiedon gli anni a nessuno.
Fulvia
Perchè, nobilissima madre? Lasciala dire. Amo parerle giovine tanto; ma in verità, carina mia,
(volgendosi a Volusia)
ne ho venticinque.
Marzia
Eh via!
Fulvia
Certamente. Son nata colla seconda guerra punica, sotto il consolato di Livio Salinatore.... quando incominciò tanta carestia d'uomini. Il che non era di buon augurio per me.
Claudia
Cara ed ingenua sempre!
Licinia
Ma, una così leggiadra adunanza?....
Marzia
Fulvia
Come sarebbe a dire?
Marzia
Che qui si congiura.
Fulvia
(mostrando di vedere Fundanio)
Ah, per altro, fino a tanto egli c'è un tribuno della plebe, la repubblica non ne avrà detrimento.
Annia
(sotto voce a Marzia)
Ben detto, per una contadina!
Marzia
Or dunque, sediamo, con gravità romana. Vi dirò ora il perchè vi abbiamo qui convocate. Tu, Licinia, e tu, madre, siete i consoli. Fulvia, Annia, Luscina e Volusia, son le centurie.... un po' smilze....
Fundanio
(sotto voce a Marzia)
Di numero?
Marzia
Ci s'intende. Io, poi, sarò il tribuno, con tua licenza, o Fundanio.
Fundanio
Oh, di gran cuore; ma io?
Marzia
E tu sarai il littore.
Fundanio
Sta bene; dunque incomincio. Non vengo attorno, o centurie, a distribuirvi le tavolette pel voto, perchè questo già s'indovina.
Fulvia
Che ne sai tu, littore?
Fundanio
Possibile? Daresti tu il voto contrario alla dimanda.... d'un tribuno? Basta, lasciamola lì. Dirò invece che non distribuisco tavolette, perchè non ne ho. Sono côlto alla sprovveduta. Il voto lo darete ad alta voce, nè ci sarà confusione.
(imitando il far dei littori)
Ora, se vi pare, fate silenzio, o Quiriti. Tribuno, esponi la causa.
Marzia
(alzandosi)
Incomincio. Egli fu dopo la rotta di Canne, consoli Quinto Fabio Massimo e Tito Sempronio Gracco, che i padri nostri votarono la sciocca legge, proposta da Caio Oppio tribuno. Che dico sciocca? scellerata ed iniqua. «Niuna donna abbia ne' suoi ornamenti più che una mezz'oncia d'oro; nè usi vesti ricamate di varii colori; nè possa andare in cocchio per Roma, o per altre città, ovvero a mille passi in giro di quelle, se non per cagione di pubblici sacrifizii». E v'ebbero cittadini, che la diedero vinta a quel pazzo!....
Fundanio
Per non dirne altro!
Marzia
Le madri nostre si comportarono degnamente. La patria era in pericolo. Rinunziarono agli ornamenti loro, non pure al superfluo, ma al necessario eziandio; certe che gli uomini non sarieno stati da meno di loro e che, rifiorite le sorti della patria, la legge sarebbe stata cassata. Vent'anni sono trascorsi, e questa bellezza di legge è viva pur sempre. E perchè, perchè si conserva, ora che le sorti di Roma sono di tanto cangiate? Vônno ricondurci ai vieti costumi dei pastori del Lazio; pretendono che i nostri ornamenti, il lusso nostro (se lusso può dirsi un limbello di porpora, due libre d'oro lavorato sulla persona e un cavalluccio da tiro, due alle più grave, per fare le nostre visite) guasterebbero, farieno tralignare questi forti Romani! Ma, per Quirino e per Venere genitrice, chi è che li fa, questi forti Romani?
Volusia
Noi!
Fundanio
(sotto voce, da sè)
Finora no.
Annia
I nostri mariti trionfano in cocchio; noi andiamo umilmente a piedi.... e non c'è mica occasione di trionfi, per noi.
Fundanio
(sotto voce, ad Annia Luscina)
Eh via, s'ha da credere?
Annia
Eglino in tuniche palmate, in toghe ricamate, listate di porpora; noi in lana greggia, e d'un solo colore. Se capita un forastiero a Roma, torrà noi per uomini, e per matrone romane i nostri mariti.
Fundanio
Se capita un forastiero con questa sorta d'occhi, io, nella mia qualità di littore, lo accoppo!
Marzia
Conchiudo. Le cause che fecero proporre la legge, dato che ragionevoli cause ci fossero, non esistono più. E per dignità nostra, e per decoro del nostro sesso, e per ragione d'uguaglianza cogli uomini, si chiede la cassazione della legge. E la si concederà, se non si vuole la nostra vergogna. Ho detto.
(segni di approvazione di tutti, salvo da parte di Fulvia, che è rimasta sovra pensieri)
Fundanio
Ottimamente,... tribuno. Ma consenti ad un amico del vero di mettere in sodo, che, bene o male in arnese, siete poi belle del pari.
Marzia
Grazie,... littore, sebbene, a te non spettasse parlare; ma vedi? come la bruttezza può esser scemata, così la bellezza può essere accresciuta, da un po' d'ornamenti. Olà, Birria!
(a Birria)
Birria
Padrona!
Marzia
Vanne a Mirrina, tu, e dille che si faccia innanzi. Or ora vedrai.
(a Fundanio)
Birria
(da sè)
Ah, questa poi di fargliela vedere!.... Che volesse invescarlo di Mirrina?
Marzia
Non vai?
Birria
Vo, corro, volo.
(esce)
Fulvia
(a Marzia)
Che è ciò che prepari?
Marzia
Tu pure vedrai. La donna bella che può diventare bellissima; la natura rinfiancata dall'arte!