La Casa abbandonata.
Ho visitata una casa abbandonata; un antico palazzo arabo comprato da un cristiano, consacrato al culto cristiano, deturpato da mani cristiane per il futile motivo che mani cristiane lo avevano eretto qualche centinaio d’anni fa quando i corsari saraceni battevano il mare e traevano schiavi gli uomini delle nostre spiagge.
Un’epigrafe ampollosa, redatta nello stile dei vecchi quaresimali sta sul muro sgretolato fra le piante rampicanti che vi si abbarbicano. Che cosa dica precisamente non ricordo bene, ma pare che il compratore fosse convinto di compire opera altamente meritoria verso la Chiesa, riscattando da mani arabe il bel monumento per depredarlo e saccheggiarlo e ridurlo a uno scheletro nudo.
Le vendette della fede hanno simili incoerenze: giusto perchè elevata da mani cristiane la dolce casa doveva essere saccheggiata. Non domandiamo un perchè nè cerchiamo la logica di tali fatti; potrebbe dirsi fanatismo se non fosse ciò che oggi chiamano affarismo; un affarismo ipocritamente beghino che rivolge al suo Dio occhi pietosi e ne fa commercio.
Tutti i magnifici lavori in ceramica di cui si adornava questa casa di letizia hanno esulato. Le belle stanze circondanti il patio, i loggiati, le fontanelle, il patio stesso serbano le tracce di tale depredazione. Si è venduto tutto, non sono rimaste che le mura dispoglie, i marmi bianchi e neri e la grazia architettonica che non poteva essere incassata per qualche collezionista. Una malinconia viva; come un volto sfregiato che non ha perduto il suo sorriso.
Nessuno abita il bel nido. Nel patio quadrato, racchiuso fra l’armonico giro degli archi moreschi, crescono erbacce e rovi; nelle stanze polverose corrono ragni e topi.
Se gli uomini che credono in Dio rispettassero l’arte che non ha paese, nè setta religiosa, nè intendimenti meschini! Essa potrebbe dimostrar loro come esista in realtà, nell’anima umana, qualcosa che l’avvicina ad una fede universa, che l’eleva ad una zona uguale nella quale non è che una luce divina per tutti i nati di donna i quali abbiano cuore e intendimento.