Nuriè.

Nuriè è una giovinetta turca che ho conosciuta a Rethimo. A tredici anni fu venduta al turpe mercato della strada; ora ha dieciotto anni.

Ha la pallida e calda bellezza delle donne turche, le quali poco vivono al sole, che pure dà agli occhi loro una fosforescenza viva e alla pelle un dolce tono dorato.

I capelli spessi e ricciuti, ribelli ad ogni acconciatura, nerissimi, le formano attorno ai capo un’aureola selvaggia.

Nuriè, come le compagne sue: Azidiè, Fatima, è la vittima inconscia contro la quale si sfoga l’odio dei greci per la razza turca.

Essa deve sottostare ad ogni vituperio, ed ogni vituperio è ritenuto giusto perchè è nata di un altro sangue.

Contuttociò serba, per la sua età giovanile, una freschezza di fiore.

Tutte le sere, per ritornare al mio albergo, debbo passare innanzi alla sua soglia e la vedo ferma sul limitare, i capelli cosparsi di gelsomini.

Ieri a sera la sua lanterna rossa era spenta.

La strada di lei dalle piccole case in legno piene di verande e di terrazze e di pergolati, si illumina a notte di lanterne rosse; ogni soglia ha la sua lanterna fioca: un occhio e un cuore nell’oscurità, un invito a chi è solo, a chi cerca un asilo e una creatura. Ieri a sera Nuriè non era su la soglia.

Non chiesi di lei; andai pel mio cammino. Fra noi non c’era stato che un silenzio, nulla più.

Oggi sul piroscafo che mi conduce a Candia e a Smirne, mentre ero solo sul ponte deserto e guardavo sotto le stelle il lontano profilo del monte Ida, ho veduto una donna ammantata accostarmisi.

Si è soffermata ad un passo, ha sollevato il velo ed è apparso il volto pallido e dolce di Nuriè.

— Vado a Candia — ha sussurrato. — Ti ho veduto. Volevo dirti addio.

Non so che cosa le abbia risposto.

Quando è ripartita e mi ha distese le mani ho sentito al contatto una ciocca de’ suoi gelsomini.

Le sue piccole mani tremavano e negli occhi grandi era un’ombra accorata.

L’ombra di una lanterna rossa nel cuor della notte, in una strada solitaria.

Di lei, della sua vita, del suo destino non so che il mistero.