Prodoti.
Prodoti è un vecchio cencioso che vive per le vie di Canea. Indossa l’antico costume saraceno comune a tutti; ha le gambe nude e le scarpe rotte. Sui lunghi capelli bianchi e ricciuti calza una vecchia paglietta di colore incerto. Ha gli occhi azzurri e un bel viso largo da profeta. Lo chiamano a scherno Prodoti, il traditore. E il buon vecchio a quando a quando si sofferma, si accende di sdegno, urla improperi e decanta il suo amore per la patria.
Dicono in realtà che, a’ suoi tempi belli, egli fosse uno fra i tanti capitani di ventura i quali, adunato un manipolo di valorosi, muovevano la guerriglia ai turchi. Non ho potuto appurare a fonti sicure il suo passato, ma Prodoti, quando si infuria, sostiene di avere speso 20.000 piastre per la santa causa e di avere ucciso da solo, nel 1866, ben venti turchi.
Il popolo ride; Prodoti impallidisce e se ne va. Non possiede un soldo e molte volte non mangia. Quando la fame lo ha condotto all’esasperazione, verso sera si dirige alla punta occidentale del molo dove sorge il caffè dei ricchi e comincia a girare fra i tavolini, la testa inchina e le mani annodate dietro le reni, e parla concitato e impreca ai conterranei suoi che non riconoscono il valore del suo sacrificio.
La scena continua finchè un cameriere non lo scaccia o qualcuno non gli dona un soldo.
Porta sempre seco il libro dei Profeti, sul quale maledice coloro che lo chiamano traditore.