V.
A questa domanda seguì immediatamente nell'interno della mia coscienza una risposta crudele... Ciò che altre volte mi era accaduto nel mio pellegrinaggio sentimentale, ciò che inesorabilmente mandò a vuoto tutte le mie intraprese più serie in fatto di amore; il grande, l'insormontabile ostacolo mi si parava dinanzi all'indomani del mio arrivo—prima ancora che io avessi concepita nonchè espressa una speranza legittima sul conto delle avvenenti figliuole...
Ed esse sfilavano dinanzi a me cogli occhi bassi, e torcevano il collo sdegnosamente, e si affrettavano ad intingere la bella manina nel vasello dell'acqua santa per cacciare la tentazione col segno di croce.
In verità, che a vedere quel gesto di religioso dispetto, mi parve anche intendere parecchie voci pronunciare il vade retro Satana degli esorcisti.
—Francesco! diss'io, stringendo convulsivamente il braccio dell'amico....
«Francesco!!!»
Quegli mi guardò in faccia, e l'impressione del mio aspetto non fu certo promettente per lui, poichè egli mi allontanò a forza dalla chiesa e mi condusse di nuovo sulla spianata.
—Francesco! ripresi meno bruscamente, poichè entrambi ci fummo assisi a poca distanza dal lago; io vorrei un po' sapere chi abbia già detto a quelle... e ai padri, ai tutori, agli zii di quelle... sì, di quelle pettegole... io vorrei un po' sapere chi abbia palesato il segreto della mia professione...
—La tua professione non poteva rimanere un segreto, rispose pacatamente l'amico; poichè ier sera non appena tu consegnasti il passaporto all'albergatore, il piccolo dell'osteria si affrettò a copiare esattamente il tuo nome e i tuoi connotati, onde appagare le numerose richieste.... degli abitanti di Nyon, i quali da circa un'ora assediavano le porte dello stabilimento. Il tuo nome e i tuoi connotati, prima di mezzanotte, furono riprodotti in circa duecento esemplari, e ti giuro che il piccolo ci ha guadagnato delle buone monete pel suo incomodo.
—Dunque... oramai tutti sanno...?
—Tutti sanno che tu sei nato a Macerata, che tuo padre era segretario di un vescovo, che il vescovo per amor di tua madre, ti ha fatto educare in seminario, dove imparasti a cantare da soprano, e che infine, avendo tu cogli anni acquistata una bella voce da tenore, lasciasti la sacristia per tentare la sorte avventurosa del teatro, ove a quest'ora hai già guadagnata una fama ed una pancia molto rispettabile.
—Tutte queste cose si sanno a Nyon... sul conto mio? Ed anche qui.... in un oscuro paesello della Svizzera... in un paese che vanta libere istituzioni, che si crede molto avanzato nelle idee democratiche... anche qui dovrò temere i pregiudizii delle nostre città imbastardite dal clericume! Anche qui... le ragazze faranno le smorfiose dinanzi ad un leale ed onesto cittadino, il quale non ha altro torto in faccia al mondo fuori quello di essersi consacrato ad un'arte.... che egli credette e crede tuttavia la più nobile, la più lucrosa, poetica delle arti...! Sì, la più poetica.... giuraddio!... sono pronto a sostenerlo in barba a tutti gli imbecilli dell'universo.
—Amico!—disse Francesco colla usata sua flemma; tu corri troppo alle ipotesi..!. Tu ti lasci trascinare da un impeto di passione, che finora non trovo per verun conto giustificabile. Aspettiamo... vediamo.... interroghiamo.... giudichiamo.... Finora non si è fatto alcun passo per conoscere i sentimenti di quelle caste e sensibili figliuole.... Se veramente tu avessi in animo di sposarne una... si potrebbe, con buona grazia, colla debita circospezione, farsi innanzi.... persuadere i parenti...
—Sposarne una!... Ascoltami, Francesco.... Tu sai che io non sono l'uomo delle mezze misure.... quando mi sento offeso nell'amor proprio... Ah! Francesco!—E questa volta l'offesa fu tremenda!—perocchè è partita simultaneamente da dodici punti diversi....
—E da altrettante virgole.... Perdono! le donne io le chiamo virgole e non punti; perocchè esse appartengono al genere femminino.... ed anche per altre ragioni che il pudore mi vieta di ripetere...
Questa osservazione dell'amico interruppe il corso della mia collera, ed io dovetti sorridere. Dopo quel sorriso mi sentii l'anima raddolcita.
—Or bene!.... So io come s'ha a finire questa faccenda, dissi all'amico dopo breve silenzio... Credi tu, che se io invitassi gli abitanti di Nyon ad una accademia di declamazione e di canto nella gran sala dell'albergo maggiore, questi si rifiuterebbero di intervenire al trattenimento?....
—Ci avrei qualche dubbio... Tutto sta che il prezzo del biglietto sia piuttosto moderato...
—Quanto, per esempio?...
—Gratis!
—E sia pure gratis!... a patto che il pubblico non manchi. Ciò che mi importa è di avere presenti allo spettacolo tutte le dodici vergini di Nyon, coi loro rispettivi padri, tutori e zii.
—Te ne rispondo sulla mia onoratezza...
—Ed io ti prometto, che se le dodici ragazze verranno al concerto, all'indomani avremo libera scelta tra esse...
—Ho io ben compreso?... Hai tu detto: avremo?...
—Avremo! Io ti farò sposare una dote di cinquecentomila franchi, e la più bella delle belle... Vuoi tu?...
—Se io voglio?!!!
L'amico Francesco pareva ammaliato.