XV.
—Ebbene!—disse Edmondo, levandosi in piedi—facciamo a tuo modo! Poichè ti senti spossata e malata, tu rimarrai nella tua stanza.... ti coricherai—- e frattanto io andrò a fare un giro sotto la luna. Laggiù a Milano si moriva dal caldo, ed ho proprio bisogno di empirmi il polmone di questa buon'aria campestre... Se il signore volesse accompagnarmi...?
Amelia mi suggerì la risposta con un'occhiata fulminante... Ma io non ebbi il coraggio di secondarla... e in luogo di improvvisare una scusa qualunque, mi lasciai sfuggire un volontieri, che fece impallidire la signora.
Il signor Edmondo strinse la mano di sua moglie, promettendo di tornare bentosto; e mentr'egli cercava il cappello, la signora Amelia mi diede la buona notte con un accento marcatissimo—e dopo averci accompagnati fino alla porta, si degnò di soggiungere un a domani, che voleva accennare da una possibile amnistia.