REDENTOR ANTICO[1]

Presto, Nineta, giustite[2]
El to zendal[3] in testa;
Presto, quel fior che resta
Pòntilo sul tupè!…[4]

Basta, no dar più çipria
Su i to' pometi sguardi…[5]
Fa presto che xe tardi:
Ti sta benon cussì!…

Nineta, zo[6], destrighete[7],
Al Redentor
Zo, vien….
Per nu la festa pararà[8] belissima
Co tanto amor
In sen.

Za pronta xe la gondola,
No tocar più i cavei,
Non metarte altri nèi[9];
Cussì ti xe un bisù!

Eco: te tegno el strássino[10]:
Che amor xe la to testa….
Regina de la festa
Stanote ti sarà.

Nineta, zo, destrighete,
Al Redentor
Zo, vien….
Per nu la festa pararà belissima
Co tanto amor
In sen.

[1] Redentor = festa del Redentore: festa-baccanale che si solennizza a Venezia nella notte della terza domenica di luglio di ogni anno, sino dal 1577.

[2] giustite = accómodati.

[3] zendal = zendado. Il Boerio:

«Drappo di seta leggerissima e notissimo di cui in quasi tutto il secolo ultimo scorso formavasi una specie di abito divenuto quasi nazionale delle Dame e Donne civili in Venezia. Egli era un vestito nero che adattavasi con artificio appuntato sul capo, che copriva e discopriva con malizia il volto, e con eleganza attorcigliavasi alla vita, il che gli dava il potere veramente magico di abbellire le brutte e di fare vie maggiormente spiccare le attrattive delle belle: come vivacemente s'esprime la nobile autrice delle Feste Veneziane.»

[4] tupè = «toupet»: acconciatura dei capelli di moda nel secolo scorso a Venezia.

[5] pometi sguardi = guancie vermiglie, rubiconde.

[6] zo = esortativo: andiamo, via.

[7] destrighete = spicciati.

[8] pararà = sembrerà.

[9] nèi = nèi: quei segni posticci di taffetà, rotondi, falcati o di varie altre figure che si usavano porre sul viso per moda nei tempi andati.

[10] stràssino = lo strascico della veste.