X.

Altresì tutto 'l mondo

Dal ciel fin al profondo

È di quattro elemente

Fatto ordinatamente:

D'aria, d'acqua, e di foco;

E dentro in suo loco,

Che per fermarlo bene

Sottilmente convene

Lo freddo per calore,

E 'l secco per umore,

E tutti per ciascuno

Sì refrenare ad uno,

Che la lor discordanza

Ritorni 'n aguaglianza,

Ch'è ciascuno contraro

All'altro ch'è disvaro:

Ogni uomo ha sua natura

E divisa figura;

E son tuttor dispare.

Ma i' li faccio pare;

E tutta lor discordia

Ritorno alla concordia:

Che io per lor ritegno

Lo mondo, e lo sostegno;

Salva la volontade

Della Divinitade.

Ben dico veramente,

Che Dio onnipotente

Fece sette pianete,

Ciascuna 'n sua parete;

E dodici segnali:

I' ti dirò ben quali.

E fu lo suo volere

Di donar lor podere

In tutte creature,

Secondo lor nature.

Ma senza fallimento

Sotto mio reggimento

È tutta la lor arte:

Sì che nessun si parte

Dal corso ch'i' ho dato,

A ciascun misurato.

E dicendo lo vero

Cotal è lor mistero,

Che metton forza e cura

In dar freddo e calura;

E piova e neve e vento,

Sereno e turbamento.

E s'altra provedenza

Fu messa 'n lor potenza,

Non ne farò menzione:

Che piccola cagione

Ti poria far errare:

Che tu de' pur pensare,

Che le cose future,

E l'aperte e le scure

La somma maestade

Ritenne 'n potestade.

Ma se da Astorlomia

Vorrai saper la via

Della luna e del sole,

(Come saper si vuole)

E di tutte pianete;

Qua 'nnanzi 'l troverete

Andando 'n quelle parti,

Ove son le sette arti.

Ben so che lungamente

Intorno al convenente

Abboti ragionato;

Sì ch'i' t'abbo contato

Una lunga matera,

Certo 'n breve manera.

E se m'hai bene inteso,

Nel mio dir ho compreso

Tutto 'l cominciamento,

E 'l primo movimento

D'ogne cosa mondana,

E della gente umana:

Ed hotti detto un poco,

Come s'avvene loco,

Della Divinitate:

Ed holle tralasciate,

Sì come quella cosa

Ch'è sì preziosa;

E sì alta e sì degna,

Che non par che s'avvegna

Chi mette 'ntendimento

In sì gran fondamento.

Ma tu semplicemente

Credi veracemente

Ciò che la Chiesa santa

Ne predica e ne canta.

Appresso t'ho contato

Del ciel com'è stellato,

Ma quando fie stagione,

Udirai la ragione

Del ciel com'è ritondo,

E del sito del mondo;

Ma non sarà per rima,

Come questo di prima;

Ma per piano volgare

Ti fia detto l'affare,

E dimostrato aperto,

Come sarai più certo.