XX.
Dicoti apertamente,
Che tu non sie corrente
In far nè dir follia:
Che per la fede mia
Non ha per sè mia arte
Chi segue folle parte.
E chi briga mattezza
Non sia di tal'altezza,
Che non rovini a fondo:
Non ha grazia nel mondo.
E guardati ad ogne ora,
Che tu non facci ingiura,
Nè forza ad uom vivente.
Quanto se' poi potente,
Cotanto più ti guarda:
Che la gente non tarda
Di portar mala boce
Ad uom che sempre nuoce.
Di tanto ti conforto:
Che se t'è fatto torto,
Arditamente e bene
La tua ragion mantene.
Ben ti consiglio questo:
Che se con lo leggisto
Atar te ne potessi,
Vorria che lo facessi:
Ch'egli è maggior prodezza
Rifrenar la mattezza
Con dolci motti e piani,
Che venir alle mani.
E non mi piace grido:
Pur con senno mi guido.
Ma se 'l senno non vale,
Metti mal contro a male;
Nè già per suo romore
Non bassar tuo onore.
Ma s'è di te più forte,
Fai senno se 'l comporte;
E dà lato alla mischia:
Che foll'è chi s'arrischia,
Quando non è potente.
Però cortesemente
Ti parti da romore.
Ma se per suo furore
Non ti lascia partire,
Volendoti fedire;
Consiglioti e comando
Che non ne vad'a bando.
Abbi le mani accorte,
Non temer della morte:
Che tu sai per lo fermo,
Che già di nullo schermo
Si puote l'uom coprire,
Che non deggia morire
Quando lo punto vene.
Però fa grande bene
Chi s'arrischia a morire,
Anzi che sofferire
Vergogna nè grav'onta.
Che 'l maestro ne conta,
Che l'uom teme sovente
Tal cosa, che neente
Li farà nocimento.
Nè non mostrar pavento
Ad uom ch'è molto folle:
Che se ti trova molle,
Piglieranne baldanza.
Ma tu abbie membranza
Di farli un mal riguardo:
Sì sarà più codardo.
Se tu hai fatta offesa
Altrui, che sia ripresa
In grave nimistanza;
Si abbie per usanza
Di guardarti da esso:
Ed abbi sempre appresso
Ed arme e compagnia
A casa e per la via.
E se tu vai attorno,
Sì va per alto giorno
Mirando d'ogne parte:
Che non ci ha miglior'arte
Per far guardia sicura,
Che buona guardatura.
L'occhio ti guidi e porti,
E lo cor ti conforti.
Ed ancora ti dico,
Se questo tuo nimico
Fosse di basso affare,
Non ci ti assicurare.
Perchè sie più gentile,
Non lo tenere a vile:
Ch'ogni uom ha qualche aiuto;
E tu hai già veduto
Ben fare una vengianza,
Che quasi rimembranza
Non n'era fra la gente.
Però cortesemente
Del nemico ti porta:
Ed abbie usanza accorta,
Se 'l trovi 'n alcun lato,
Paie l'abbie trovato.
Se 'l trovi 'n alcun loco,
Per ira nè per giuoco
Non li mostrare asprezza,
Nè villana fermezza.
Dalli tutta la via:
Però che maestria
Affina più l'ardire,
Che non sa pur ferire.
Chi fiede ben ardito
Può ben esser ferito:
E se tu hai coltello,
Altri l'ha buono e bello.
Ma maestria conchiude
La forza e la vertude;
E fa 'ndugiar vendetta,
E fa allungar la fretta;
E mettere 'n obria,
Ed affuta follia.
E tu sie ben atteso:
Che se tu fossi offeso
Di parole o di detto,
Non aizzar lo tuo petto;
Nè non sie più corrente,
Che porti 'l convenente.
Al postutto non voglio,
Ch'alcun per suo orgoglio
Dica nè faccia tanto,
Che 'l giuoco torni 'n pianto;
Nè che già per parola
Si tagli mano o gola,
Ed i' ho già veduto
Uomo che par seduto;
Non facendo mostranza,
Far ben dura vengianza.
S'ha offeso te di fatto,
Dicoti ad ogne patto
Che tu non sie musorno:
Ma di notte e di giorno
Pensa della vendetta:
E non aver tal fretta,
Che tu ne peggiori onta.
Che 'l maestro ne conta,
Che fretta porta 'nganno;
E indugia par di danno.
La cosa lenta o ratta,
Sia la vendetta fatta.
E se 'l tuo buono amico
Ha guerra di nemico;
Tu ne fa quanto puoi.
E guardati da poi
Non metter tal burbanza,
Ched elli a tua baldanza
Cominciasse tal cosa,
Che mai non abbia posa.
E ancora non ti caglia
D'oste nè di battaglia;
Nè non fie trovatore
Di guerra e di romore.
Ma se par avvenesse
Che 'l tuo Comun facesse
Oste ne cavalcata;
Voglio che 'n quell'andata
Ti porti con barnaggio:
E dimostrati maggio
Che non porta tuo stato.
E dei 'n ogne lato
Mostrar viva franchezza,
E far buona prodezza.
Non sie lento nè tardo:
Che già uomo codardo
Non conquistò onore,
Nè divenne maggiore.
E tu per nulla sorte
Non dubitar di morte:
Ch'assai è più piacente
Morir onratamente,
Ch'esser vituperato,
Vivendo, in ogne lato.
Or torna 'n tuo paese,
E sie prode e cortese:
Non sie lanier nè molle,
Nè corrente nè folle.
Così noi due stranieri
Ci ritornammo a Tieri.
Colui n'andò 'n sua terra
Ben appreso di guerra;
Ed i' presi carriera
Per andar là dov'era
Tutto mio 'ntendimento,
E 'l final pensamento;
Per esser veditore
Di Ventura e d'Amore.