SCENA II.

Il Principe, e detti.

Princ. (entrando, a Vittorio). È questa la tua fidanzata?

Vitt. Sì, Eccellenza!

Princ. (fissando Emma). Hai proprio buon gusto, briccone!... Un vero bottoncino di rosa!... (A Emma) E da quando siete fidanzati?

Emma. (con un sospiro). Da due anni, Eccellenza!

Princ. (ridendo). Da due anni!... Per bacco!... È un bel pezzo!

Emma. Che vuole, Eccellenza!... Aspettavamo sempre... per isposarci... che Vittorio ottenesse quel benedetto posto nell'Azienda delle Costruzioni....

Princ. E... ora... lo ha avuto?

Emma. Ora... sì... benchè....

Princ. Benchè... che cosa?

Emma. A dire la verità, mi vergogno... ma se ho osato venire a disturbarla... è stato... anzi tutto per riverirla... sì... ma anche per... un gran favore....

Princ. Coraggio... coraggio... di' su!...

Emma. Ecco, vede... gli avevano promesso 120 lire il mese... e in vece....

Princ. In vece!?

Emma. Sono appena 90!?... Capirà....

Princ. Sicuro che con 90 lire!...

Emma. Se ella, Eccellenza, potesse fargli un piccolo aumento....

Princ. Io non posso nulla... proprio nulla nella Società.... Anzi, mi guardo bene dal metter lingua, quando si tratta del personale.... Però, voglio fare qualche cosa... quello che posso.... Se, per esempio, vi dessi l'alloggio qui, in palazzo?... Ci sono tante stanze libere!... Tu potresti intenderti con la guardarobiera per aver lavoro.... (A Vittorio) Che ne dici?

Vitt. Grazie, Eccellenza!... ma, pur troppo... io desidererei che Emma, quando sarà mia moglie, continuasse a lavorare sì... perchè le mie 90 lire non bastano... ma a lavorare in casa!... Sa bene... fa la sarta... e ha una clientela....

Emma. E... poi... lasciare la mamma sola....

Princ. (con intonazione un po' asciutta). Va bene... va bene... non ne parliamo più! (A Emma) Ti farò io da compare alle nozze!... Sei contenta?

Emma. (con gioja). Oh, Eccellenza!

Vitt. Principe.... sarebbe un onore troppo grande per noi!... Ci farebbe troppi invidiosi!... Sa bene, la gente!...

Princ. La gente... la gente!... Oh, conosco bene quello stupido proverbio: «Compare d'anello....»

Vitt. Oh, non per questo, no!

Princ. E tu lasciala dire la gente.... allora!... In somma, farò quel che potrò per esservi utile.... Addio, carina! (facendo una carezza a Emma). Un vero bottone di rosa!... (A Vittorio) Hai proprio avuto buon gusto, briccone! (li congeda con la mano).

Vitt. (piano, Emma, andando via). Anche la carezza!

Emma. (piano, a Vittorio) Dovevo fargli uno sgarbo!?... E il regalo, allora?! (via, con Vittorio, dalla Galleria).