SCENA II.
Emma e detti.
Emma. (entrando) È permesso?!
Vitt. (con vivacità) Qui... no!
Emma. Perchè?!
Vitt. È lo studio del Direttore!
Usc. Per ora, non c'è pericolo!... (a Emma) Resti pure... (a Vittorio) Se viene... l'avviso. (via).
Vitt. Cosa vieni a fare?!
Emma. Sgarbato!... a vederti!... Sono tre giorni che non ti fai vivo!
Vitt. Ti ho scritto.... Abbiamo avuto da lavorare giorno e notte!
Emma. Se ho visto tutti i tuoi compagni in giro!
Vitt. Loro fanno l'orario... io lavoro col Direttore!
Emma. Sei proprio diventato la sua ombra!
Vitt. Mi vuol bene... e si fida di me.
Emma. Tanto meglio... così ti aumenterà la paga!
Vitt. Questo, per ora... credo che sarà impossibile!
Emma. Ma, almeno, ti daranno gli arretrati!
Vitt. Neppure!
Emma. Bravo!... E il padrone di casa, che aspetta il deposito?!... E il tappezziere che ha portato il conto?!
Vitt. Sta' tranquilla!... Penseremo a tutti.
Emma. (con ironia) Quando?!
Vitt. Quando ci sarà un momento di tranquillità!... Non posso mica seccarlo per delle miserie!
Emma. (risentita) Ma se è danaro che ti devono....
Vitt. Posso aspettarlo... non scappa!
Emma. E sta bene!... Prendila con quella calma... e scapperà la pazienza a me!
Vitt. (cercando di rabbonirla) Sii bonina, Emma... e sta' cheta!
Emma. (alzando la voce) Eh!... Si sono fatte le pubblicazioni... s'è preso casa... abbiamo comperati i mobili... e, ora ch'è il momento di prendere il danaro che hai lasciato accumulare da tre mesi... dici che puoi aspettare!... Ma è una vera burletta!... (irritandosi sempre più). Se tu sei già pentito... dillo francamente... e mandiamo tutto all'aria!
Vitt. Sei pazza!... Qual idea!... (le prende con affetto la mano, che Emma cerca di ritirare; e le dice con grande serietà e dolcezza) L'Ingegnere è molto inquieto, perchè gli affari vanno male!... In questi giorni, capirai, non ho voluto dargli delle seccature; ma domani mi farò dare il danaro.
Emma. (sostenuta) Quanto a me non ti dico più nulla!... Fa' quello che credi!
Vitt. Via... smetti il broncio!... La settimana ventura ci sposeremo!
Emma. Oh, le conosco le tue settimane!
Vitt. Domani vengo da te con le cinquecento lire... e ti lascio carta bianca!... Regolerai le cose a tuo modo.... Sei contenta?!
Emma. (tornando serena) Sarò contenta... se farai sul serio!
Vitt. Cattiva!... Non ti fidi?!... Ma ora vattene!... Vien gente!... Corri... corri!