SCENA III.

Silvia e il Principe.

Princ. (con ira, a stento repressa) Disgraziata!... quale scandolo!

Sil. (abbattuta, affranta, rimane silenziosa, immobile).

Princ. (c. s.) Come avete potuto dimenticare così la vostra dignità... il vostro nome?... (pausa) Rispondete!

Sil. Lo amavo!

Princ. E osate anche invocare questo amore in vostra difesa?

Sil. No!

Princ. E, allora, quale scusa alla vostra colpa?

Sil. Nessuna!... Anzi, non provo che un rimorso... quello di non averlo seguito!

Princ. Come?!... come?!

Sil. Sì!... Al momento di lasciar Roma... dove, tra corrotti e corruttori, non aveva trovato che offese, ingiustizie, dolori, per tornarsene a New-York, in mezzo a della gente che aveva imparato a stimarlo e ad amarlo.... egli mi propose di seguirlo.... Là era certo di trovar lavoro degno di lui... e, col lavoro, la ricchezza e la gloria!... Mi prometteva così un'esistenza di pace... di amore!... E io ero determinata a seguirlo!... Sentivo che là... con lui... era la vita!... Eppure, non ne ebbi il coraggio!.... Egli supplicò... pianse.... ma invano!... Non ho potuto... non ho avuto coraggio!... (dopo una breve pausa) Non si è nate e cresciute impunemente in questo ambiente di debolezze e di viltà... che si chiamano etichetta, convenienze sociali!... L'energia non è che il risultato di tutta la nostra natura!... Non si può essere energici, risoluti, una volta sola nella vita... O si è sempre, o non si è mai!... Forse, io ero nata forte... ma, nell'ambiente in cui crebbi, la mia indole s'è paralizzata!... Qualche cosa di guasto, di corrotto, s'infiltra sempre nel nostro sangue.... non foss'altro, la tenacia con la quale difendiamo la nostra viltà!... Sì!... io sono stata vile.... vile.... e l'ho perduto!

Princ. (maravigliato) Ed è questo il solo sentimento che domina la vostra anima?!

Sil. Il solo!

Princ. E non sentite nessun ribrezzo?!

Sil. No!

Princ. Nemmeno il rimorso di avere spezzato ogni vincolo con la gente onesta?

Sil. La gente onesta?!... Quale?!

Princ. Neanche il sarcasmo... il disprezzo del mondo!?

Sil. Oh, il mondo!?... Vi chiederò ancora: quale?!... forse, quello che m'ha fatta così?... (con calore crescente, e fremendo) Sì!... quando sono entrata, senza amore, in questa casa, ero ancora buona!... Benchè poco illusa sulla felicità che potevo attendermi, ero disposta ad amare mio marito... o, almeno, a essere per lui un'amica sincera!... Senza grandi ideali... oramai le fanciulle del nostro mondo non ne hanno più!... ma con quella fierezza, che, spesso, è virtù... Altera, superba di rappresentare una bella parte... risoluta a prenderla sul serio... e a essere la dama irriprensibile.... rispettata da tutti!... Cosa ho trovato qui?!... (dopo un'altra breve pausa) Mio marito non interruppe neanche per poche settimane le sue tresche con donne da teatro, note a tutta Roma!... Sino da' primi mesi, io non potevo andare a uno spettacolo, senza il pericolo che, dal palcoscenico, mi dardeggiasse lo sguardo di una cantante... o di una ballerina... protetta dal Duca!... Me ne lagnai con lei... e lei stesso... che è il padre!... rispose alle mie rimostranze ridendo: — Una donna come me, non deve nemmeno accorgersi di simili rivali!... (con ironia convulsa) Quelle donne, che i nostri mariti pagano... non contano... no... nella loro vita!... Non sono delle amanti... ma degli oggetti di lusso... imposti dalla condizione sociale... come il tiro a quattro per le corse... e la grande livrea per i lacchè!... Oh, se il Duca avesse un'amica del nostro mondo... allora... sì... ci sarebbe offesa... e io avrei ragione di dolermi! — Così... così, mi ha parlato lei!... E perchè l'offesa ci fosse, Maurizio scelse l'amica tra le nostre dame.... Sì, una parente... Elena!... E quando io chiesi che le fosse almeno vietata la porta di questo palazzo... mi si rispose con un rifiuto... per evitare lo scandolo!... E, ora, con questi esempj... con queste provocazioni... lei si maraviglia della mia condotta... del mio linguaggio?!

Princ. Mi maraviglia e mi addolora... perchè vi credeva migliore delle altre... e speravo che la fierezza della vostra anima, e l'orgoglio del nome che portate... vi servissero di difesa contro tutte le seduzioni!... E perchè... sapendoti buona... e avendoti vista soffrire... avevo fede che non avresti mai fatto piangere gli altri!... Lo scandolo d'oggi, vedi, m'avvilisce... più di ogni altra sciagura!... Oh, perchè non hai trovato in te stessa la forza di restare onesta!

Sil. E perchè non mi fu mai parlato così prima d'ora?!

Princ. (protestando) Ma non ti ho io trattata sempre come mia figlia?!... Che cosa potevo fare di più?!

Sil. Amarmi... difendermi!... (dopo una breve pausa) Lei mi ha dato l'appartamento più bello del suo palazzo... non la parte migliore del suo cuore... che è rimasto a Elena!

Princ. Non è vero!

Sil. (continuando) Ho avuto tutti i bagliori del grado e della ricchezza, non un affetto!

Princ. E tuo figlio?!

Sil. (scossa) Mio figlio!?... Sì!... Ebbene... lo amo!... (cupa) Ma è il figlio di Maurizio... sicchè non mi spaventa neppure il pensiero che egli, un giorno, saprà quello che ha fatto sua madre!... (dopo una breve pausa) Se dovesse crescere in un altro ambiente, dove c'è qualche cosa di vivo... di potente, rabbrividirei al pensarci!... Ma educato da suo padre... (con ironia amara) dalle facili vittorie che sorridono sempre agli eredi delle grandi fortune... imparerà ben presto a disprezzare tutte le donne... e non sarà molto maravigliato se sua madre....

Princ. (con grande vivacità, interrompendola) Non dirlo... sarebbe orribile!

Sil. (con sincerità) E voglia Dio che non avvenga! (con crescente commozione) Ma se egli, mal vostro grado, crescerà buono... mi comprenderà... e mi perdonerà!... E dovesse anche disprezzarmi.... ebbene, soffrirei rassegnata il suo disprezzo, per il supremo conforto di sapere così che non rassomiglia a suo padre!

Princ. E ora che cosa contate di fare?!

Sil. Parto questa sera!... Mi ritirerò in campagna con mia zia... (con accento commosso) Non mi vedrà più! (fa per andarsene).

Princ. (combattuto, dopo una breve lotta). Addio!

(Silvia s'avvia per uscire dalla porta di sinistra, quando s'incontra con Maurizio. — Si ferma piena di alterezza).