SCENA II.

Gustavo e detti; indi Ottavi.

Gust. (entrando, con calore al Principe) Oh, caro zio!... Elena è angosciata, fremente, per questo scandolo... Verrà lei stessa a dirglielo.... Io, poi, ne sono furioso.

Princ. (freddo) Grazie... grazie!... ma, con tutta la tua ira, non hai saputo nemmeno rendermi il servigio che ti ho chiesto!

Gust. Co' giornali?!... L'ho tentato; e i più autorevoli di Roma hanno avuto il maggiore riserbo... ma che colpa ho io se, oltre i giornalisti conosciuti, c'è qui una nidiata di corrispondenti anonimi, che appestano la provincia co' pettegolezzi della capitale?!... Non bisognava lasciar partire Riccardo!... Doveva restar qui lui... a liquidare la Società... e a rispondere di tutto!

Princ. E farvi processare per truffa!

Gust. Eh, via!... Una volta che aveva restituito i documenti, era disarmato!

Princ. Li ha restituiti, in cambio della promessa da me fattagli di assumere tutta la responsabilità legale della gestione!... E tu, ora, mi fai una colpa di avervi salvati?!

Tomm. (vedendolo giungere) Il commendator Ottavi.

Princ. (andandogli incontro, con ansietà) Ebbene?!

Ott. Ottime notizie!... Il Ministro s'interessa vivamente a lei.... Il suo tratto nobilissimo ha prodotto la miglior impressione.... Si farà di tutto per ajutarla!

Princ. (con sincera commozione) Grazie!

Ott. Ma ho ancora di meglio... Ho trovato una persona pronta a sborsare il danaro... per coprire le passività di un'indole... sì... un po' delicata... che potrebbero darle noja!

Princ. (con speranza) Davvero?!

Gust. (incredulo, diffidente) Possibile?!

Ott. Sì... sì!... Farebbe un mutuo a lunga scadenza... anche per una somma vistosa!

Gust. Ma vorrà delle garanzie....

Ott. Oh, queste sì!

Princ. e Gust. (insieme) Quali?!

Ott. Un'ipoteca su' beni.

Gust. (con crescente diffidenza) Ah!

Princ. (con rammarico) Non posso darla!

Ott. E perchè?

Princ. Non sono miei!... Io godo solo l'usofrutto!

Ott. Come?!... Il palazzo... le ville....

Princ. Il palazzo... le ville... le grandi tenute... l'intiero patrimonio... appartengono a Maurizio.

Ott. E i poderi delle Marche?

Princ. A lui, e a Fabrizio... Io non ho nulla!

Ott. Oh, ma tutto questo non rende impossibile l'affare!... I suoi figli acconsentiranno certamente.

Gust. Ne dubito!

Princ. Maurizio è stato sempre contrario a' miei progetti!

Ott. Ma oggi è tutt'altra cosa!... È questione di parola data.... di dignità... di onore!... E il Duca, che è un perfetto gentiluomo, lo capirà meglio d'ogni altro.

Princ. Lo crede lei?!

Ott. Ne sono convinto!... Faccia appello al suo cuore... alla sua fierezza... e, trattandosi di salvare il prestigio della Casa, acconsentirà certo.... Ne sono così persuaso che, se lei me lo permette, assumerei l'incarico di persuaderlo!

Princ. (con gioja) Davvero?!... Lei farebbe questo?!

Ott. Perchè no.... se me lo consente?

Princ. Ma con gioja!... Lei mi risparmia un dialogo penoso.... e, forse, un'umiliazione.

Ott. Allora vado subito.

Gust. Vengo anch'io.

Princ. (trattenendolo) Tu no!... Guasteresti la cosa.

Gust. (protestando) Oh, perchè!?... Io ajuterò il Commendatore.... Ho una certa infarinatura negli affari... e so come va preso Maurizio... (con intenzione) Il mio intervento non sarà inutile!... (a Ottavi) Che ne dite, Commendatore?

Ott. (freddo, imbarazzato) Certo.... non potrà far male.

Gust. (trascinando con se Ottavi) Andiamo dunque... (via).

Princ. (a Tommaso) Che te ne pare?!

Tomm. Non ho fiducia!... Il signor Duca è contrario... e il Marchese farà di tutto per fargli dire di no!

Princ. Con quale interesse?!

Tomm. Quello che ha lui... e un'altra persona... che il Duca sia sempre molto ricco!... (azione del Principe. — Vedendo giungere Silvia) La signora Duchessa.

Princ. Lasciami con lei! (Tommaso s'inchina, ed esce).