SCENA I.

Principe e Tommaso; indi Esther.

Princ. (è seduto sopra una poltrona vicino a una tavola ingombra di libri, di carte e di giornali: ha l'aspetto d'uomo abbattuto, sofferente: è molto agitato) Che infamia!

Tomm. (dall'altra parte della tavola, con un giornale in mano, interrompendo la lettura) Basta, Eccellenza!... Mi permetta di non leggere più... (fa per gettare il giornale).

Princ. (nervoso, convulso) No!... continua... Voglio sentir tutto!

Tomm. Perchè tormentarsi così?!

Princ. Leggi... leggi!... Lo voglio!

Tomm. (rassegnato, leggendo) «La condotta della Duchessa spiega tutta la catastrofe. Sono inutili i commenti!»

Princ. Oh, sì... inutili!... (dà un altro giornale a Tommaso) E questo?!... Cosa dice?!... Guarda lì... è segnato in rosso!

Tomm. (leggendo) «Oramai si fa piena luce sulla famosa Società per il quartiere Lanfranchi.... Tra il Direttore e una dama aristocratica, della quale tutti conoscono il nome, correvano delle relazioni che non erano solamente d'interessi.... Di qui, la restituzione del milione di lire, cagione prima della catastrofe.»

Princ. (interrompendo, fremente, imperioso) Va' innanzi... va' innanzi!

Tomm. (continuando) «Ciò spiega la sollecitudine avuta dal Principe nell'addossarsi tutte le passività, e nel far ripartire per l'America l'Ingegnere... Si spera così di soffocare lo scandolo; ma non sarà facile!»

Princ. (con dolore, affranto) Pur troppo!... Oh, questo colpo è il più terribile!... Ma, dunque, tutti conoscevano le relazioni di Silvia con l'Ingegnere!... Anche tu?!

Tomm. Le ho sospettate... ma non avrei mai creduto....

Princ. E perchè non hai parlato?!

Tomm. Per non darle un dolore!

Princ. Hai fatto male!... Un mese fa avrei troncato tutto, senza scandolo... mentre oggi... lo vedi!... col pretesto della rovina finanziaria della Società... si stampano di queste infamie!

Tomm. Ma se lei vuole, può imporre il silenzio... con delle brave condanne!

Princ. De' processi!?... Sarebbe peggio!... E che fa ora la Duchessa?

Tomm. (fingendo) Non so!... Esther, forse, potrebbe dirglielo.

Princ. Chiamala!... (Tommaso s'affaccia alla porta di destra, e dà un ordine). Spero che non vorrà restar qui... e affrontare lo scandolo!

Tomm. Sarebbe un'imprudenza... anzi... un'audacia!

Princ. (vivace) Che io non le permetterò!

Esth. (entrando) Sua Eccellenza mi vuole?

Princ. Sì... vieni!... (con aria di rimprovero) Anche tu sapevi?!... (con ira) E, forse, sei stata sua complice?!

Esth. (con islancio) Che dice mai, Eccellenza?!... Le giuro... che ignoravo tutto!

Princ. (tranquillandosi) Davvero?!

Esth. Sulla mia vita!

Tomm. (insinuante) Può crederle... Esther è incapace di mentire.

Esth. (con simulata ingenuità) Io mi sono sempre occupata esclusivamente del Signorino.

Princ. Che ora va in collegio.

Esth. (con finto dolore) Lo so!... La signora Duchessa me lo ha detto!... E mi ha anche licenziata!

Princ. E ciò ti addolora?

Esth. Sono sola... resto sulla strada!

Princ. Provvederò io anche a te!... E, ora, dimmi: che fa la Duchessa?

Esth. È chiusa nel suo appartamento con la cameriera.... Credo prepari le valigie per partire.

Princ. Per dove?

Esth. Non so!... Forse, per villa Santi... Ho visto che ha spedito de' lunghi dispacci a sua zia!

Princ. (vivace) Prima che parta voglio vederla!... Diglielo!

Tomm. Eccellenza... perchè questo colloquio?

Princ. Lo voglio!

Tomm. (insinuante) Sarà un nuovo tormento!

Princ. (imperioso, a Esther) Hai capito?... Voglio vederla!

Esth. (inchinandosi) Ubbidisco! (via).

Tomm. (insistendo) Creda, Eccellenza... fa male a procurarsi questo nuovo dolore... nello stato di abbattimento in cui si trova!

Princ. (con riso ironico) Hai paura che non resista a tante scosse?!

Tomm. Oh Dio!, Eccellenza!... C'è di che abbattere la fibra più vigorosa!... (insinuante) Se almeno avesse lasciato ad altri la cura di liquidare la Società!... Ma vuol far tutto lei!

Princ. (vivace) È impegnato il mio onore!

Tomm. Sta bene... ma... quando lei ha risoluto il da fare... per l'esecuzione, può affidarsi a qualche persona pratica d'affari, che abbia la mente fredda.... Lei è troppo... sempre gran signore!... Non vede i tranelli che le tendono gli affaristi... e, con l'intenzione di far bene, si esporrà a nuove perdite!

Princ. Non credo!... E, poi, lasciami provare!... Il mio nome... la mia condizione... servono ancora a facilitare certe trattative.... Ci sono molti che s'interessano per me... ho fondate speranze di ajuto.

Tomm. Oh, Eccellenza... non s'illuda!... Quando si tratta di promettere... tutti son pronti... ma prima di sborsare de' capitali!

Princ. Eppure, io ho ancora fede... Ottavi lavora attivamente... e se si può concludere un grosso prestito....

Tomm. Altrimenti?!

Princ. Farò quello che hai detto tu!... Venderemo i quadri... i cavalli: affitteremo....

Tomm. E lei vorrebbe presedere a una simile liquidazione!?

Princ. (vivace) Ah, io no... mai!... Se vi sarò forzato, darò ampia procura al più fidato, e al più devoto de' miei!

Tomm. (agitato) A chi?

Princ. (sorridendo) A te!

Tomm. (fingendo grande maraviglia) A me, Eccellenza?!

Princ. Chi altri troverei più intelligente.... più pratico?!

Tomm. Oh, molti!... ma nessuno più devoto!

Princ. Per questo sarai il prescelto!

Tomm. E vostra Eccellenza resterà a Roma?

Princ. No!... Me ne anderò a Ginevra... all'eremitaggio.

Tomm. Ma non solo!?

Princ. Con chi?!

Tomm. (piano, insinuante) Potrebbe far venire con sè Esther... per governare la casa!

Princ. (con suprema indifferenza) Lei... o altri!... Quando tutto fosse finito... che cosa m'importerebbe più di vivere?

Tomm. (vivace, con sollecitudine) Oh, non si sconforti così!

Princ. (scotendosi) Hai ragione!... (con forza) Ma sei tu che mi fai dubitare di tutto!... Lasciami ancora sperare!... (si alza, e passeggia agitato per la stanza; mentre Tommaso, con giuoco di fisonomia, manifesta l'interna soddisfazione d'aver trascinato il Principe a quell'ordine di idee).