SCENA VI.
Detti; il Principe; Tommaso; il comm. Ottavi; poi Fabrizio; Gustavo; il conte Sereni, e due Signori, che entreranno con l'ordine più innanzi indicato.
(Il Principe entra appoggiato al braccio di Tommaso. — Si ferma nel fondo ad ascoltare le ultime parole di Moretti. — Ha l'aspetto d'uomo abbattuto e sofferente).
Mor. (interrompendo Riccardo) A tutto!... Noi non siamo di quelli che si fermano al primo ostacolo!... Abbiamo superato ben altra crisi che questa, caro Ingegnere... (sulle mosse per andarsene) e se lei si affoga in un bicchier d'acqua... io... vede... non mi affogo neanche... se cascasse il diluvio! (via, minacciando).
Princ. (avanzando verso il proscenio) Perchè Moretti se ne va minacciando?
Ricc. Perchè gli ho negato il danaro che mi chiedeva per subornare gli operaj!
Princ. (alterato) Che vuol fare?!
Ricc. Del chiasso, per la sospensione de' lavori!
Princ. (con dolore) Ci mancherebb'altro!
Ricc. È tipo da farlo anche senza il nostro ajuto!... Non intende ragione!
Princ. (sedendo, accasciato) Ah!... ma è la rovina completa, dunque?!
Ott. Via, Principe... non si accuori per ciò!
Princ. Si crederà che siamo noi a provocare, sottomano, i disordini!... Abbiamo tanti nemici!... Avete visto, questa mattina, all'Assemblea?!... Non una voce in nostra difesa!... E, in fine, chi perde di più... sono io!... La metà de' lavori è stata fatta col mio danaro!... Un terzo de' terreni erano miei!... E chi alzava la voce non aveva sborsato nemmeno diecimila lire!... Ma com'è accaduto, che le azioni... sottoscritte tutte da amici... siano andate in mano di quella gente?!
Tomm. Giuochi di borsa!
Ott. Gli amici non avevano nessuna fiducia... e ci hanno traditi... gettando tutte le azioni sul mercato!
Princ. Oh, io non avrò la forza di sopportare questo colpo!
Ott. Via, Principe... coraggio!
Ricc. (combattuto) Nel suo stato... farebbe molto bene a non trovarsi al Consiglio!
Princ. E perchè?!
Ricc. Perchè dovrà sentire delle rivelazioni ancor più dolorose!
Tomm. (al Principe) Sì... sì... sarebbe un'imprudenza!... È già tanto agitato!
Princ. (agitatissimo) No!... Voglio saper tutto!... E subito!.. (con impazienza) Cosa fanno, che non vengono?!
Tomm. (udendo un rumore di passi) Eccoli, Eccellenza!.. Io mi ritiro... (entrano Fabrizio, Gustavo, Sereni e due Signori).
Princ. (a Tommaso, con tono imperioso) No... resta!
(I nuovi arrivati salutano affettuosamente il Principe e Ottavi: — i due Signori, e Sereni, rispondono freddamente al saluto di Riccardo: — Fabrizio e Gustavo non lo salutano).
Gust. (al Principe) Dunque, caro zio... eccoci qui tutti... rassegnati a sentire quali altre disgrazie ci ha preparato il nostro Direttore!
Ricc. (freddo) Sono ai loro ordini!
(A un cenno del Principe tutti prendono posto. — Il Principe rimane dove si sarà seduto entrando. — Riccardo resta in piedi. — Durante questa scena, Fabrizio, Gustavo e Ottavi sederanno, per restar poi in piedi. — Sebbene la scena rappresenti un Consiglio, è necessario dare a esso un grande movimento, secondo l'azione. — Nella prima parte, uno de' due Signori prenderà degli appunti; e cominciata la disputa, smetterà di scrivere).
Princ. (a Riccardo) Dica pure.
Ricc. (freddo, sostenuto, sforzando di serbarsi tranquillo) Nell'ultimo Consiglio ho esposto la situazione... e ho spiegato come... dopo il rifiuto della Banca di darci altro danaro... riuscisse impossibile di continuare i lavori, senza un nuovo sacrifizio da parte degli azionisti.... Non ostante i miei sforzi... e non ostante l'esempio del Principe... la maggioranza ha determinato di liquidare la Società.
Gust. Se questa determinazione è stata presa, si deve all'imprudente restituzione del milione di lire alla Duchessa... restituzione che ha irritato quanti siamo!
Fabr. La sola vera causa del disastro!
Ricc. Domando scusa... ma quella restituzione fu approvata dalla maggioranza del Consiglio!
Ott. Perchè si fece credere che non avrebbe danneggiato l'azienda!
Ricc. (severo, freddo, contenendosi) Sì, è vero!... Ed è vero anche che ne furono dette le ragioni, e furono indicati i modi co' quali si doveva, da allora in poi, proseguire.... E avete votato anche questi!... Ecco il verbale firmato!... Perchè non si volle, perchè non si potè adoperarli.... lo vedremo.... Io accetto la mia responsabilità... ma soltanto se gli altri assumeranno la loro!
Princ. Sì... ma dopo che lei avrà reso il conto!
Ricc. (interrompendo) Di tutto!... Li ho convocati per questo!
Princ. (agli altri) Lasciatelo, dunque, parlare!
Ricc. Una volta determinata la liquidazione, io non dovrei far altro che presentare, a' liquidatori, i miei registri... ma....
Princ. Ebbene!?
Ricc. Se non si rimedia in tempo, dal loro esame risulteranno gravi irregolarità, che possono anche far dichiarare doloso il fallimento!
(Azione e movimento generale).
Princ. Non comprendo!
Ricc. Quando ho assunto la direzione, ho trovato un grande disordine amministrativo... ma non credevo che potesse nascondere delle vere frodi!
Tutti. (con grande protesta) Frodi?!
Ricc. (accennando Gustavo) Il Marchese, lo sospettava!
Gust. (con grande vivacità) Non ho mai detto questo!
Ricc. (contenendosi, c. s.) Sì... ed è in seguito a' suoi avvertimenti, che son voluto andare al fondo di ogni cosa.... Esaminando le carte di tutta l'azienda... ho trovato che il male era più grave di quanto si poteva temere.
Fabr. (pronto, vivace) Il debito lasciato dal primo Direttore!
Ott. (c. s.) Qualche cambiale non pagata!
Ricc. E anche ben altro!
Princ. (agitatissimo) Che cosa?!... In nome di Dio, lo dica!
Ricc. (osservando degli appunti) Abbiamo, prima di tutto, in circolazione, 400 azioni... dal n.º 6400 al 6800... che non furono mai pagate... e perciò si sarebbero dovute annullare!
Princ. E chi le ebbe?
Ricc. (pronto) Dugento, il commendator Ottavi....
Ott. (pronto, vivace) Mi furono regalate, per le concessioni che seppi ottenere dal Governo!
Ricc. Ma ciò non risulta!
Princ. (interponendosi) È vero... lo ricordo!... Ho proposto io stesso questo compenso.
Ricc. Che il Consiglio però... non poteva fare!
Ott. (alzando la voce) E perchè?!
Ricc. Perchè non ne ha la facoltà!... (tutti protestano vivacemente) In ogni modo, bisognava registrare... sotto un titolo qualunque... la somma corrispondente... al passivo... e liberare le azioni... mentre, così, figurano emesse illegalmente!
Princ. (a Riccardo) E le altre!?
Ricc. (accennando Gustavo) Le ebbe il Marchese!
Gust. (pronto, vivace, risoluto) Non lo nego!... E costituiscono un mio debito!... Ecco tutto!
Ricc. Ho paura che il tribunale non lo chiamerà un debito!
Gust. (con vivacità, c. s.) Che cosa, dunque!?
Ricc. Una frode!... (proteste generali, vivacissime) Certo, perchè si tratta di titoli senza valore.... venduti alla Borsa!
Ser. È una illegalità che si può sempre sanare!
Tutti. (meno Riccardo, con alte grida) Certo... certo!... sì... sì!
Princ. Vediamo che cosa c'è d'altro!?
Ricc. Molte cambiali di capomastri immaginarj, che figurano d'aver ricevuto delle anticipazioni per lavori non mai eseguiti!
Ott. Ma sono passività antiche!
Ricc. (pronto, energico) Che nel fare i conti ritorneranno a galla!
Ott. Sì... ma con vantaggio di nessuno!
Ricc. Sia pure!... ma non senza grave danno... morale... di chi ha ottenuto lo sconto di quegli effetti... cioè... (notando le parole) di tutti loro!
Tutti. (eccetto il Principe e Riccardo, con alta protesta) Noi!?... come?!... perchè?!
Ricc. Alle cambiali sono uniti gli appunti e le lettere... di chi le ha raccomandate!
(Parlano tutti, protestando calorosamente e rapidamente).
Ott. Che si è pensato bene di conservare?!
Fabr. A quale scopo, poi!?
Gust. Da chi!?
Ricc. (dominando tutte quelle voci) Dal cassiere e dagl'impiegati... per giustificarsi!
Ott. Non ne hanno di bisogno!
Ser. Sono carte, che si possono sempre bruciare!
Ott. Ma certo... certo!
Tutti. Sì... sì!
Princ. (a Riccardo, c. s.) Ed è tutto qui?!
Ricc. Ci sono, inoltre, parecchi contratti che si possono anche impugnare... di falso.
Tutti. (come, sopra, con animazione crescente) Di falso?!
Ricc. (alzando la voce; fiero, energico) Sì... perchè si tratta di ricomprare, a prezzi esorbitanti, de' terreni venduti... qualche mese prima... a uomini di paglia!
Fabr. (scattando in piedi; pronto, vivace) Ciò non è facile a provarsi!
Ott. E nessuno farà una simile ricerca!
Ricc. (dominando con la sua la voce di tutti) La faranno gli azionisti danneggiati... la farà il tribunale!
Gust. (urlando) Sono spauracchi!
Ricc. (c. s.) No!... sono pericoli... che è dover mio di svelare!
Princ. (a Riccardo) E che cosa propone lei per isventarli?
Ricc. Il pagamento dell'ammontare delle azioni, emesse illegalmente... il ritiro delle cambiali fittizie!
Gust. (sempre gridando) Ma, per far questo, non basta mezzo milione!
Ricc. (pronto, energico, fiero) Che tutti insieme potranno trovare!... Pensino che è questione d'onore!
Fabr. (scattando in piedi, e alzando la voce) È una pazzia!
Ser. Certo... certo!
Gust. (c. s.) Ci sono tanti modi per riparare!
Tutti. (parlando insieme, con grande animazione) Sì!... sì!
Ricc. (c. s.) Quali?!... Non li vedo!
Gust. (pronto, vivace) Si aggiustano... i registri!
Ser. Si sopprimono le carte inutili!
Fabr. E si presentano solo gli ultimi contratti!
Ott. Ben inteso.... con le partite già liquidate!
Gust. E i bilanci in regola!
Tutti. (c. s.) Sì... sì!
Gust. (accalorandosi, sempre più) È questione di un po' di lavoro!
Ott. (pronto, vivace) E tutto si accomoda!
Ser. (pronto, vivace) Ma sicuro!
Ricc. (contenendosi a stento: quasi fremente) Sicchè, io dovrei... secondo loro... alterare i registri?!
Ott. (pronto) No... correggerli!
Ricc. (c. s.) Fare sparire i documenti?!
Ser. (stringendosi nelle spalle) Basta non mostrarli!
Ricc. (c. s., al colmo dell'esasperazione) Cioè... mentire cogli azionisti... co' giudici!... falsificare le carte!... rendermi complice di tutti i loro... pasticci!... assumere la responsabilità morale di tutte le frodi commesse dal giorno che fu impiantata la Società?!
Ott. (gridando) Nessuno le dice di far questo!... Si tratta solo di riparare al male!
Ricc. (c. s., fremente) Che io non ho fatto... e del quale non devo rispondere!... Sono un uomo onesto, io... e mi fa maraviglia che si possano farmi simili proposte!... Ho svelato loro i pericoli, a' quali vanno incontro... perchè riparino... se vogliono... onestamente... finchè ne hanno il tempo!... Non già per ajutarvi a coprire, con nuove frodi, le vecchie!... Vi ho dato il mio lavoro... il mio ingegno... la mia influenza... ma non vi ho venduto il mio onore!... Mi avete sfruttato in tutti i modi... ma non mi farete diventare nè un ladro... nè un falsario!...
(Durante la sfuriata di Riccardo, l'azione dev'essere animata da parte di tutti. — Il Principe si agita sempre più: Tommaso cerca di calmarlo: gli altri, in piedi, minacciano Riccardo, protestando, interrompendo, ecc. ecc.).
Devo agli azionisti la verità intera... e la sapranno!... Questi documenti... che nessuno di voi altri vuol riscattare... anderanno al tribunale!... Essi proveranno che l'idea grandiosa del Principe non è fallita per colpa mia... nè per forza di eventi... ma perchè, sino dal primo giorno, egli ebbe la disgrazia di circondarsi d'uomini senza scrupoli... veri parassiti!
Tutti. (fuorchè il Principe, protestando, con alto clamore) Non è vero!... menzogna!... è falso!... calunnie!
Ricc. (continuando, senza badare a nessuno, e dominando tutti con la sua voce) Mi duole per il Principe... che lo scandolo sarà enorme... e colpirà persone che gli sono care.... Ma chi ha rotto deve pagare!... E tanto peggio per tutti, se... credendo di trovar qui un ingenuo... hanno provocata la ribellione di un galantuomo... e lo hanno spinto... per liberarsi dal fango che si vuol gettare sopra di lui... a denunziare i veri colpevoli!
Tutti. (Urli, e proteste generali).
Princ. (tremante dalla commozione, con uno scoppio violento d'ira) Lei non denunzierà nessuno... non farà scandoli... non getterà la vergogna sopra un'impresa creata da me!
| Ott. Bravo! | (tutti insieme, con alte grida di approvazione). |
| Ser. Bravo! | |
| Gust. Così... così! |
Princ. (continuando) Se ci sono de' colpevoli... io solo ho il diritto di giudicarli!... Io, che ho dato alla Società il mio nome, e de' milioni... non chi è stato pagato per il suo lavoro!... (approvazioni generali, clamorose. — Dopo breve pausa) Se il fallimento è una disgrazia inevitabile... lo scandolo non avverrà fin che io vivo!... Se nessuno riparerà le colpe di un'Amministrazione disordinata... pagherò io per tutti!... (con ira generosa, a Riccardo) A me quelle carte... che lei non ha il diritto di gettare in pascolo alla folla!... (fa un passo verso Riccardo, per togliergli di mano le carte).
Ricc. (quasi istupidito, afferra le carte e le salva) Ah, no!
Princ. Lo voglio!... Qui comando io! (continuando, con grande commozione) Sotto le rovine della Società... resterà travolta la mia fortuna... non l'onore della mia famiglia!
Ricc. (pallido, fremente, ma risoluto) Eccellenza... l'onore della sua famiglia... vale il mio!... E queste carte non usciranno dalle mie mani... finchè io non le avrò poste al sicuro dalle accuse di chi ha... rubato qui!... (stringe le carte tra le mani, con moto convulsivo, e fa per uscire).
Tutti. (balzando in piedi, furiosamente) Non lo lasciate uscire!... È troppo!... Ladri noi?!... Ma il ladro, è lui!... Fermatelo!!... (alcuni trattengono Riccardo: altri, sempre minacciosi, sulla porta, si preparano a sbarrargli la via. — Grande chiasso e confusione. — Quadro!).
Princ. (ergendosi della persona, alto, solenne) Silenzio!... Lasciatelo uscire!... (movimento e meraviglia in tutti) Lo voglio!... (a Riccardo) Signore, domani.... lei mi darà quelle carte!
Ricc. (vincendosi a stento) Sì... se lei assumerà... con atto formale.... la piena responsabilità dell'azienda!
Princ. (solenne, c. s.) Quest'atto... lo avrà!... (vinto dalla commozione, si avvia verso la comune, sostenuto da Tommaso e da Ottavi).
(Gustavo, Fabrizio e gli altri lo seguono, gesticolando, parlando animatamente, e gettando sguardi d'odio e di sprezzo sopra Riccardo; che, ritto in piedi, pallido, fremente, ride convulsivamente, con grande sarcasmo). — (Quadro).
(Cala la tela).
Fine dell'Atto Terzo.
ATTO QUARTO
Gabinetto-salotto nell'appartamento privato del Principe. — Scrivania con sopra libri, carte ecc. — Mobili artistici, quadri alle pareti, vasi di porcellana ecc. — Porta nel fondo, e porta laterale.