L'anatra Corritrice Indiana
Ecco l'anatra che si può chiamar la Leghorn delle anatre, quanto dire, cioè, la miglior fetatrice di tutte quante si conoscono, e come si è visto testè a proposito dell'Orpington, pare abbia trasfuso in quest'ultima l'ammirevole qualità di straordinaria fetatrice che la rendono tanto preziosa per chi la possiede, e può allevarla; ma come succede per la regina delle produttrici d'uova qual'è la gallina italiana, il volume è deficiente, il suo peso non oltrepassando i due chilogrammi, la carne è tuttavia ottima.
La Corritrice viene dall'India e quantunque non sia conosciuta da ieri in Europa, i primi esemplari essendo stati importati in Inghilterra or è assai più di mezzo secolo, da pochi anni soltanto ha attratto su di sè l'attenzione degli avicultori inglesi, per la sua incomparabile produzione superiore assai a quella delle migliori galline, trattandosi comunemente di 200 a 250 uova all'anno, e la sensibile precocità sua, doti entrambe in sommo grado apprezzabili. Un allevatore inglese asserisce di aver fatto schiudere in Marzo delle anatrine di questa razza e queste avevano già incominciato a far uova nel Luglio successivo, continuando durante alcune settimane, dopo di che entrarono in muta, per riprendere verso S. Martino (11 Novembre) e seguitarono quasi tutto l'inverno malgrado il gelo e la neve.
La sua attività nel gettarsi alla ricerca d'insetti, di lumache che va a scovare perfino nei loro nascondigli ha procurato a questo singolare palmipede, pel quale, fra parentesi, l'acqua è un elemento affatto inutile se non per dissetarsi, l'appellativo di Indian Runner, Corritrice Indiana, non essendosene trovato uno migliore per qualificare la propria irrequietezza e l'origine. È curiosa da osservare quando cammina, non si dondola come le altre anatre ma trotterella, fa dei passettini corti, corti, svelta come un topo. Come nella Pechino, ma anche molto più pronunziata, è la posizione del suo corpo; esso è quasi a perpendicolo, formante un angolo di circa cinquanta gradi col suolo, press'a poco come in quello strano palmipede selvatico dalle ali a moncherino che è il pingoino.
La Corritrice Indiana è rusticissima, ha il difetto di essere piccolina, ma la sua carne è ottima, fina, saporitissima, non adatta però per l'ingrassamento. I piccini sono robusti, si allevano facilmente e crescono in minor tempo ancora dei Pechino, al punto che sono mangiabili un mese prima di questi ultimi; solo è questione di volume.
Tutto sommato quest'anatra ha dei numerosi punti buoni al suo attivo e nel momento attuale è molto più in voga presso gli allevatori inglesi di quanto lo sia la nazionale Aylesbury; la sua rusticità, il quasi nessun costo della alimentazione, la fetazione inarrivabile ne fanno un volatile d'infinito valore; le uova, anche d'anatra, sono oggidì un prodotto così stimabile che val la pena di occuparsi seriamente d'una fattrice tanto sublime e ciò succede così infatti colà dove l'interesse va quasi mai scompagnato dal dilettevole; se, almen lo si comprendesse anche da noi!
Anatre Corritrici Indiane
Il piumaggio della Corritrice è bianco e fulvo, più o meno scuro; le macchie di color fulvo si presentano con notevole regolarità, il fulvo partendo dalla guancia contorna l'occhio, ricopre la sommità del capo e scende fino ad un certo punto del collo, dove la piuma è bianchissima; dalla base del collo all'origine delle ali il fulvo si estende comprendendo l'intero torace e si prolunga in punta sulla schiena, poi il bianco riprende, copre le ali e il ventre, quindi il fulvo riappare sul dorso verso il treno posteriore.
La Corritrice Indiana ha gli occhi posti molto in alto, ed il becco non deve far angolo di sorta col cranio, ne è come la continuazione; una conformazione diversa è indizio d'incrocio. Il lungo collo, finissimo, si allunga poi a dismisura durante il periodo della fetazione, che non è breve.
Nascendo l'anatrotto della Corritrice ha il becco verde e giallo, e questo diventa completamente verde soltanto allorquando il volatile ha compiuto l'anno. Le zampe sono nei due sessi di un bel giallo arancione.