L'anatra Muschiata

Nello stesso modo che al tacchino, importato dall'America del Nord furono dati più e diversi nomi allorquando venne conosciuto nelle diverse parti d'Europa, anche l'anatra venuta dall'America Meridionale ricevè svariate denominazioni: anatra di Guinea, indiana, turca, di Barberìa, tutte, meno la più semplice, la giusta, quale sarebbe stata quella Sud-Americana, ma era forse... troppo lunga!

Pare che dopo la scoperta del Brasile verso la fine del 1400 — arrivarono in Europa dalle nuove terre numerosi campioni dell'originale palmipede che viveva colà allo stato selvatico; presto venne diffusa in Francia dove, disse lo scrittore Belon (1555), era conosciuta col nome di grossa anatra di Guinea e, secondo lui con quello di Anas lybica, mentre ora con lo stesso criterio cervellotico, la si designa colà col nome di anatra di Barberìa. Successivamente diventò, con termine scientifico nuovo: anas moschata e Linneo le appioppò il dilettevole battesimo di anas facienuda papillosa; ma oltre ai diversi termini consacratile dai naturalisti e dal volgo, a quest'anatra fenomenale fu dato ancora un nome, giustificato forse più degli altri, qual'è quello di muta per significare che va priva, fortunatamente pel comune dei mortali, di quel suono nasale che esce dalla gola ed è comune a tutte le anatre europee, suono sostituito da una specie di sibilo represso, caratteristico di quest'anatra.

Nè ancora è finita la terminologia poichè il grosso palmipede Sud americano vien chiamato nello stesso suo paese d'origine, il Brasile, semplicemente patos forse perchè è quasi grossa quanto un'oca, e... potrei continuare.

Oltre al suo mutismo, quest'anatra ha ancora certi caratteri speciali alla razza, quali sono: una membrana carnosa, rossa, su ognuna delle guancie, una piccola caruncola sulla parte superiore del becco, la mancanza nel maschio, e ben inteso anche nella femmina, del ciuffetto di piume ricurve sulla coda, la tendenza a volar sugli alberi e sui tetti, come allo stato selvatico, e di appollaiarsi sui bastoni in compagnia dell'altra gente alata invece di dormir in terra come fanno le anatre in generale, e finalmente la presenza di alcuno glandole nella parte caruncolata e nel coccige, le quali secretano una sostanza dall'odore del muschio, e da ciò il termine di «muschiata» che, fra gli altri vien dato a quest'anatra sui generis. È già stato fatto osservare che la durata dell'incubazione per le uova della muschiata è più lunga di sette giorni e cioè di 35 invece di 28; anche questa è una sua particolarità.

L'anatra muschiata è la più terrestre di quante esistano; essa non sente menomamente il bisogno dell'acqua, per bagnarsi le basta quel tanto che le occorre per bere, e ciò è assai importante per l'allevatore, e nemmeno la richiede per l'atto della fecondazione come invece è tanto necessaria alle anatre d'ogni altra razza. La lubricità del maschio se non uguaglia quella del gallo e del tacchino, non è molto dissimile; ad ogni modo è sempre maggiore che in altre razze; oltre a fecondare tutte le compagne che si trovano a sua portata, rincorre talvolta le galline; ond'è che si può essere sicuri che anche tutte le femmine comuni daranno delle uova fecondate dal maschio ardente.

La muschiata allo stato selvatico è un animale dalle forme voluminose ed assai sviluppate, di un buon terzo superiore a quella addomesticata, la quale costituisce però sempre un volatile di fortissime proporzioni; Teodoro Pascal asserisce di aver ottenuto dei maschi lunghi 80 e più centimetri e di oltre 5 chilogrammi e delle femmine di 70 centim. di lunghezza, pesanti più di 4 chilogr. Con una diligente selezione fra i capi più grossi che si trovano negli allevamenti rustici della bassa Italia sarebbe possibile raggiungere negl'individui domestici quasi completamente il volume della muschiata selvatica.

La livrea di quest'ultima è nera con riflessi verdi e con qualche piuma bianca alle ali; ridotta a domesticità la muschiata selvatica ha subìto dei cambiamenti specialmente nel piumaggio, in cui il bianco ne ha invaso gran parte e poi tutto il corpo, talchè vi sono individui di questa razza completamente bianchi. Quelli che popolano i nostri cortili sono ora neri con macchie bianche più o meno pronunciate, ora con manto bruno, oppure grigio, irregolarmente pezzato; è insomma un miscuglio, che del resto nulla toglie ai meriti del grosso palmipede. Per conservare o per ottenere la livrea tipica della selvatica occorre una attenta selezione degli individui dal piumaggio a fondo nero con riflessi verde bronzati.

La diversità di colorazione della livrea e certe sfumature di tinte che si ricercano in altre razze hanno un'importanza molto secondaria; non è nè è mai stata un'anatra da sport, ma unicamente da prodotto e su questo terreno si sente padrona. Oltre ad essere per sè stessa grandemente apprezzabile pel suo volume, per la sua rusticità, essa trasmette queste doti così importanti ai prodotti d'incrocio con femmine comuni e quelli poi ottenuti dall'accoppiamento del maschio sud-americano con femmine di razze scelte quali la Rouen, l'Aylesbury, la Pechino sono straordinarie per mole come per attitudine a prender il grasso. Simili incroci si praticano da tempo nella Francia, dove i prodotti vengono chiamati mulards perchè non atti alla riproduzione, ed in Australia.

Il difetto dell'odore di muschio di cui si fa colpa a quest'anitra, che del resto, è facilmente riparabile, non è mai quello che dovrebbe far rinunziare ad allevar un volatile tanto vantaggioso; esso non è punto pronunciato negl'individui che si macellano assai giovani, le glandole secretanti tale sostanza non essendo puranco spuntate; per gli adulti, poi, è sufficiente aver la precauzione di mozzar loro il capo per sacrificarli invece di usar qualsiasi altro sistema ed in pari tempo asportar il coccige, sedi entrambi dell'incriminato malodore, il quale, d'altronde, ben poco si comunica alle altre parti del corpo degli adulti.

L'anatra muschiata è una fetatrice buonissima se non eccellente; la sua fetazione che incomincia nel Gennaio è di 60 ad 80 uova, in alcuni individui arriva anche a 100, in tre volte nell'anno; le uova di forma oblunga o quasi tonda, di color verdastro pesano da 85 a 90 grammi e vengono covate assiduamente dall'anatra stessa, ma come al solito, si preferisce affidarle ad altre chioccie.

Le anatrine non hanno bisogno di cure speciali, si allevano con la massima facilità e crescono in poco tempo; naturalmente, come tutti i volatili di forte volume necessitano di un nutrimento sostanzioso ed animalizzato, l'acqua da bagnarsi è un lusso di cui non solo si può ma anzi si deve privarla, che per tal modo le carni riusciranno più fini e delicate.

Come abbiamo visto l'anatra muta o muschiata ha per sè stessa dei meriti incontestabili che vengono tuttavia utilizzati per comunicarli ad individui deficienti di razza diversa ma più generalmente di razza comune; gl'ibridi che come s'è detto non sono fecondi accoppiati con maschi di razze pure, danno prodotti che riacquistano la facoltà della fecondazione. Negl'incroci si adopera quasi sempre il maschio della muschiata che può fecondare un gran numero di femmine ed i prodotti risultano assai migliorati; ove si procedesse in senso inverso, i risultati sarebbero anche superiori per volume, essendo legge di natura che i caratteri del maschio si trasmettono alla generazione successiva nelle forme e nei colori del piumaggio, mentre la femmina dà il volume; ma è questa una materia per degli studi ed esperimenti che richiedono modo, tempo e passione di dedicarvisi; il campagnuolo e l'industriale ricercano il buono bensì, ma economicamente ottenuto e di questo si accontentano, senza, preoccuparsi del meglio.