LIII.

Se a tener viva la discussione non fosse bastata l'indole del soggetto, v'avrebbe contribuito l'opportunità del momento. L'intemperie, ben lungi dall'essere sedata dopo uno sfogo di molte ore, pareva ripigliare con maggior impeto. E ad ingannare l'insonnia e lo spavento cagionati dalla terribile armonia della bufera, nulla era più conveniente alle donne, che lo star vicine vegliando e conversando. — Era poco lontana la mezzanotte, quando in un istante di silenzio, parve ad Agnesina udir battere al portone del castello.

“Che è?„ — disse ella, stringendosi nelle spalle con un moto di sorpresa, e stendendo in avanti la destra per invitare la compagna a stare in ascolto.

Pochi minuti dopo si fece udire un raddoppiamento di percosse forti e concitate; alle quali risposero i mastini di guardia.

“Chi può essere?„ — sclamarono all'unisono le due donne dando al sùbito terrore la forma di una oziosa interrogazione. Ognuna ricordava la visita fatale di tre notti addietro.

“A quest'ora, e col tempo che fa!...„ — soggiungeva Canziana, facendo una pausa assai significativa: e stava in attenzione per indovinare che avvenisse, ma il ripigliar del vento eludeva ogni ascolto.... “Scommetterei, ripigliava essa, che il portinaio preso dal sonno non avrà udito, e che appena desto sarà più sollecito ad aprire che a domandar chi è. — Che Dio ne guardi.„

In quella penosa aspettativa surse fra le interlocutrici una gara di ragionamenti per rinfrancarsi a vicenda. L'una tentava di combattere i timori dell'altra, provando non già chi potesse essere il misterioso ospite, ma chi per certo non era. Un famiglio? no: un viandante? si sarebbe indirizzato all'ospizio dei pellegrini... Neppure un uomo a cattive intenzioni, poichè non avrebbe posto l'allarme in tutto il castello colle sue chiamate. Quanto a ciò, le ragioni erano buone, ma non sufficenti a calmare del tutto le apprensioni! — “le intenzioni di malvagi, pensava Canziana, sono torbide ed incommensurabili come l'acqua di una pozzánghera.„

“Zitto, — sclamò sommessamente la donzella accompagnando la parola col gesto; — non m'inganno; non odi tu lo strepito leggero di una pedata che monta i gradini della scala interna?„

Canziana faceva cenno di sì; ma forse non udiva altro che il martellare del suo cuore. — E in quella sospensione d'animo, che si propaga fra i timidi e può diventare un delirio come il coraggio, si avvicinava alle coltri della fanciulla, e vi si stringeva; poi cercata una mano di lei, serrandola nelle sue fortemente, pareva volesse dimandare e promettere soccorso.

Ma quando l'incognito penetrò nella camera vicina, ogni sospetto dileguò. Il rumore di quei passi era noto; noto il bussare alla porta, amica la voce che chiedeva il permesso d'entrare.

La donna del portinajo, mentre questi proverbiava l'arrivato tassandolo d'importuno con un brontolare sottovoce, aveva l'incarico di salire alle stanze di madonna, e di riferirle che una persona venuta da Milano mostrava gran premura di parlare a lei, il più presto possibile, di cose d'alta importanza.

Canziana, come è ben naturale, rispose non essere quello nè momento, nè modo di fare ambasciate; chiunque ei fosse, attendesse.

Tale risposta era preveduta, poichè l'intermediaria l'interruppe soggiungendo: “abbiamo parlato dello stesso tenore anche noi; ma l'incognito, che a mio giudizio benchè burbero ha la ciera di un dabben'uomo, prese la parola per dirci: che quando madonna saprà di che si tratta, stimerà essa pure che per riferire di tali cose non si vada negli scrupoli sull'ora e sul commodo di chi deve ascoltare. — Chi ha tempo non aspetti tempo, e chi vuol star meglio pigli i passi innanzi. — Io m'incamminava per riferire tutto ciò, quand'egli mi fece tornare indietro per aggiungermi: che egli non avrebbe incommodato madonna, se altra persona venisse da lei incaricata d'ascoltarlo in sua vece. — Quando fosse certo che le sue parole erano arrivate all'orecchio della figlia di messer Maffiolo, egli si sentirebbe la coscienza scarica, e non avrebbe altro a chiedere.„

“Ma perchè non disse tutto a voi a dirittura? — dimandò Canziana?

“Perchè, rispose la donzella, ei s'aprirà meglio con te. Va sùbito, ascoltalo; e corri poscia a riferirmi che hai inteso. Il cuore mi dice che la previdenza non ci abbandonerà.„

Canziana non si fece dire due volte d'andare. — L'invito di un incognito le era sembrato un comando odioso; il comando d'Agnesina le parve una affettuosa preghiera: ella volò tosto ad esaudirla. Ma giunta al luogo del ritrovo, appena ebbe fissato l'incognito, lo riconobbe per un antico cliente della casa, un protetto di Maffiolo, un di quei pochi che le avevano giovato nella sua corsa recente a Milano. — S'affrettò quindi a porre un termine alle importune sofisticherie del portinajo, salutando cortesemente l'arrivato, e invitandolo ad entrare in un salotto terreno; dove, per essere sola, spedì il portinajo, divenuto più mansueto ma non meno curioso, a cercar legna onde accendere un buon fuoco, ed a provedere checchè si trovasse per una pronta refezione.

Rimasti soli e postisi entrambi a sedere, Canziana gli volse la parola: “Che abbiam di nuovo, Ginotto?„ — Costui girò lo sguardo intorno, quasi temesse d'essere spiato; poi con quella voce sommessa, che è il veicolo dei secreti importanti: — “Dite a madonna, rispose, che prima dell'albeggiare faccia in modo d'essere fuori da questo castello, e lontana da Campomorto quanto è possibile.„

“Perchè?„ — chiese l'altra con spavento,

“Dite a madonna che non metta tempo di mezzo.„

“Ma in nome di Dio, che mistero è questo?„

“Ho fiutato l'aria che spira dai covi della Rocchetta. La cella di messer Maffiolo è vuota; e il signor Barnabò vuol rifarsi dell'ospite fuggiasco. Egli annasa da lontano, il sapete.„

“Ma qui non siamo vassalli del signor di Milano.„

Il popolano sorrise con amarezza, e — “dove sono i confini, ripigliò, dove i soldati e i giudici del Conte di Virtù? È forse la prima volta che il Visconti di Milano comanda in casa del Visconti di Pavia? Colui mena colpi a dritta e a manca, poi dice: il Papa ve li levi da dosso se può. Fa debito coi vicini, li confessa, e li salda a suo modo. Per carità, non mi fate dir altro. Qui non siamo a Milano, ma gli artigli di Barnabò arrivano fin qui, ed oltre, se ei li spiega e li arrota.„

“Voi mi mettete i brividi. E che dobbiam fare dunque?„

“Ve lo dissi. Svignare a tutte gambe, senza dir motto, e tosto.„

“E dove?„

“Dove meglio v'aggrada; purchè nemmen l'aria lo sappia.„

“Ma alla fin fine, che male si oserebbe fare a madonna? Quali sono le sue colpe, i suoi torti?„

“Che Dio vi perdoni la vostra caparbietà. — Ahi, tristo assunto il drizzar le gambe ai cani! Dovrei dirvi: restate e vedrete; ma non ho cuore d'esporvi a subire una lezione troppo severa. Voi dovreste sapere come vanno queste bisogna. — Il signor Barnabò, voi dite, è troppo alto birbone per spendere le sue forze in queste inezie; lo credo anch'io. Ma quando è in vena di far caccia, lascia scapricciare i segugi anche sur un carcame di leprattino, onde apprendano il mestiere. — Egli avrà detto a' suoi sgherri: Campomorto è roba di rubello, fatene quel che v'aggrada, ve lo do a còttimo. — Lasciate la roba a costoro; ma voi fuggite, perchè, se trovassero qui madonna, andrebbero superbi di presentarla al loro padrone, come il pellegrino, che vien da terra santa, una reliquia.„

“Santo Iddio! ripigliò Canziana, quel che mi dite è pur troppo assai probabile. Se vi ho messo avanti qualche difficoltà, non è che dubiti delle vostre parole; è che, per togliere madonna dal letto ove giace indisposta, e metterla sur una via nel fitto della notte e con un tempo sì indiavolato, ci vuole una ragione forte. Questo che voi mi dite lo è fatalmente; lo è, e dà il tratto alla bilancia. Andrò dunque da lei, e le racconterò il tutto. Poveretta!... intanto voi asciugatevi, e pigliate qualche ristoro. — Dio vi ha bene ispirato, ch'egli vi rimuneri della vostra buona azione.„ — Ed avviandosi a fare la dolorosa ambasciata, ripeteva fra sè “oh Signore Iddio che mare di disgrazie! quanti accoramenti! O vergine santa, ajutateci voi...„ e framezzava le invocazioni coi sospiri.