LX.

A mezzo di questi pensieri, mentre l'anima travagliata si riposava alquanto dalle sofferte angosce, fu egli scosso all'improviso da un non so che di nuovo e di strano. Gli parve udire un rumore forte e prolungato, che scendeva lungo il fiume; ben diverso dal solito mormorío della corrente, dallo scrosciare delle foglie agitate dal vento, o dal continuo grido delle veglie. Stette in ascolto: il frastuono durava ed andava crescendo. La mente schierò ben tosto davanti a sè le congetture, più atte a spiegare il fenomeno: ma, esaurito prontamente l'esame ed escendone ignara come prima, provava un'incertezza che lo faceva profeta d'altre sciagure.

Farinello non aveva mai provato il terribile raccapriccio che accompagna lo scuotimento della terra, ma rammentavasi d'averne inteso parlare più volte; la pittura spaventevole di chi ne aveva fatta la prova, gli si ridestò tosto alla mente più viva che mai, e lo fece gelare di terrore. Corse col pensiero alla sua casa, alla sua donna, a' suoi ospiti; ed aguzzò lo sguardo per discernere le mura del suo casolare. Agitato dal delirio dello spavento, Dio sa cosa egli vide: gli sembrò scorgere da lontano un mucchio di ruderi, ne udì forse il rovinío: credette che il terreno della piccola isoletta si squarciasse sotto a' suoi piedi. — Ormai quello strepito spaventevole, di cui poco prima poteva indicare la direzione e la distanza, riempiva lo spazio intorno a lui, e scoteva da vicino quell'aria, che gli sembrava divenuta arsa e greve al respiro. Se il pericolo fosse stato imminente solo per lui, forse non avrebbe trovato il coraggio di porsi in salvo. Ma il pensiero della sua famiglia, della sua roba, dei suoi ospiti gli tornò alla mente, e lo ravvivò. Scese d'un salto nel battello, lo staccò dalla riva, e prese il largo sullo stagno, battendo il remo col metro concitato di chi fugge. Non aveva progetti nè per sè, nè per gli altri: l'istante lo traeva ad avvicinarsi a chi e a quanto gli stava più a cuore.

Giunto a mezzo del suo tragitto, quel frastuono cessò inaspettatamente. Farinello levò il remo e stette ascoltando. Già un largo respiro aveva trovato l'escita dal suo petto; egli era per accusare sè stesso di una visione, quando s'accorse che il fremito della corrente era esso pure più forte dell'ordinario, “Checchè avvenga nel fiume, — disse egli tra sè — non può essere nulla di nuovo o d'impreveduto. È un nemico cotesto, le cui arti mi sono note da un pezzo.„

Non appena la ragione dileguò le paure, riprese l'esame delle cause di quello straordinario fremere delle acque. Di possibili ne trovò parecchie; di probabili una sola: e fu la vera.

Un enorme tronco, scosso dalla procella, colpito dal fulmine, sbarbato alle radici dalla forza corrosiva delle acque, scendeva giù pel fiume, colla velocità della corrente e coll'impeto impresso dal suo peso, abbattendo quanto gli faceva ostacolo. Condotto talora su filoni secondarii, veniva momentaneamente arrestato, ovvero andava ad urtare nelle sponde soverchianti, e ad avvilupparsi nelle macchie della riva. Ma ben tosto la corrente lo accerchiava, lo traeva dagli imbarazzi e, ricondottolo nel filone maestro, ve lo sospingeva di nuovo con maggior violenza.

Ciò era accaduto qualche miglio al di sopra del mulino; e già l'enorme trave aveva recato dei guanti a un meschino casolare percosso di fianco. Fu lo schiamazzo degli abitatori, che Farinello udì in quel rumore lontano e prolungato che gli destò tanta paura. La povera gente, senz'altro mezzo per rendere concordi gli sforzi in quella oscurità fuorchè le grida, riescì a furia di braccia, armate di pali o di puntoni, a rimovere il tronco, che arietava contro le mura della capanna, e la sfasciava come fosse una zolla; ma nel liberarsene, non faceva essa che spingerlo a recar nuovi e forse più gravi danni su quello d'altri.

Poco al di sopra del mulino andò di nuovo in secco, e allora, al cessare dello strepito, il mugnajo venne in chiaro della cosa. Rimaneva però a sapersi se il tronco si fosse così bene fitto nel terreno da non esser smosso più, o se poteva staccarsi di nuovo, e riprendere il malefico suo corso.