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Dalmazia (crudeltà della guerra in) V, 344.
Dalpozzo, uno della consulta di Roma. Come giustifichi i giuramenti prescritti agli ecclesiastici, VI, 109.
Damas, conte Ruggiero di. Sbarca ad Orbitello con truppe Napolitane, IV, 150. Costretto a ritirarsi combatte, capitola con onore, e si rimbarca, 156. Si accosta al cardinale Ruffo a rinstaurazione della potestà regia in Napoli, V, 8. Sua guerra in Toscana e come respinto da Pino, 187.
Dandolo, municipale di Venezia, III, 254. Sue promulgazioni in Dalmazia, V, 344.
Dastros (affare di) vicario generale della diocesi di Parigi, VI, 163.
Daunou. Mandato a dar una constituzione a Roma, III, 336.
Davidowich, generale d'Austria. Caccia i Francesi dall'alto Tirolo, II, 230. Vince a Galliano, 231. Sua lentezza dopo la vittoria, molto fatale all'Austria, 253 e 260.
De Angioli, presidente a Verona. Come risponda a Buonaparte, III, 286.
Degerando. Membro della giunta in Toscana e quello che vi fa, VI, 14. Membro della consulta in Roma, dà favore alla Propaganda, 117.
Dego (battaglia del) I, 331.
Deposizione dei principi, fatta dai papi, come spiegata da Pio settimo, VI, 147.
Desaix, generale di Francia, ucciso a Marengo, V, 146.
Devins. Generalissimo degli alleati in Piemonte, sue qualità e disegni, I, 130. Vince a San Giacomo, ed a Melogno, 265. Sue disposizioni per la battaglia di Loano, 292. Afflitto da grave malattia lascia l'esercito, 294. Rivocato con surrogazione di Beaulieu, 305.
D'Eymar, ambasciatore di Francia a Torino invece di Ginguenè, IV, 126.
Dieta militare convocata dai Francesi prima della battaglia di Novi, e pareri che vi sorgono, IV, 361. Simile, convocata nella medesima occasione dai confederati, e pareri che vi sorgono, 365.
Direttorio Cisalpino. Riformato da Trouvé, IV, 58. Costretto dai confederati a lasciar Milano, 254.
Direttorio Francese. Come risponda alle proposte di pace fatte dall'Inghilterra, I, 302. Sua domanda al senato Veneziano rispetto al conte di Lilla, 309. Si risolve del tutto all'invasione d'Italia, 315. Suoi disegni sopra di lei e suo desiderio di rapina, ivi e II, 7. Ordina lo spoglio dei capi d'opera di belle arti in Italia, 16. Condizioni di pace che vuol imporre al pontefice, 154. Taccia a torto la fede Italica, 156. Fa pace con Napoli e con Parma, ivi e 158. Come risponda all'ambasciator di Sardegna, 161. Suo trattato con Genova, 165. Offerte che fa al re di Sardegna per congiungerselo in alleanza, 167. Offerte che fa all'Austria per aver la pace con lei, ivi. Con qual fine proponga un trattato d'alleanza a Venezia, 173. Come senta il rifiuto di lei di entrar in quest'alleanza, 182. Opera rivoluzioni nella terraferma Veneta, e con qual fine, III, 33. Suo trattato d'alleanza col re di Sardegna, 186. Fa il diciotto fruttidoro, 242. Suo costume nei paesi conquistati, IV, 46. Suo trattato d'alleanza colla Cisalpina, 47. Sua riforma nella costituzione Cisalpina, e sdegni che ne nascono, 53. Sue ragioni, 61. Sue risoluzioni rispetto al Piemonte, 89. Mutazione fatta in lui dopo le rotte d'Italia nel 1799, 353. Suoi nuovi pensieri circa l'Italia, 355. Distrutto da Buonaparte, V, 77.
Discolato, che cosa fosse in Lucca, I, 52.
Doge di Genova. Ved. Durazzo.
Doge di Venezia, III, 106. Suoi sentimenti nell'ultima fine della repubblica, 109.
Dolceacqua. Preso dai Francesi, I, 194.
Donato (censore). Mandato dal senato Veneziano a Buonaparte, III, 70. Come gli parli, e quale risposta ne ottenga, 101. Suoi maneggi per cambiare il governo Veneto, 116.
Doria (Andrea). Sua statua atterrata dai novatori, III, 158.
Doria (Filippo). Uno dei capi della rivoluzione in Genova, III, 137. Ucciso e come, 143.
Drake, ministro d'Inghilterra a Genova. Sue superbe intimazioni ai Genovesi, I, 161 e 223.
Duhesme, generale di Francia. Sua spedizione in Puglia, IV, 197. Combatte nella battaglia di Savigliano, 389.
Dumas, generale di Francia, prende il Moncenisio, I, 203.
Duphot, generale di Francia in Genova. Vince i sollevati, III, 166 e 169. Ucciso a Roma, come e da chi, 307.
Dupont, generale Francese. Come combatta alla battaglia del Mincio, V, 180.
Durazzo, doge di Genova. Va a Milano, V, 287. Suo discorso a Napoleone per domandar l'unione di Genova alla Francia, 292.
Dutillot, primo ministro in Parma. Sua buona amministrazione, e sue lodi, I, 36.