VII.

Ma già cominciava da lungi la luce del Vangelo a risplendere presso gl'Immortali, che, per questa sola credenza loro, doveano riuscire i primi a divenir Cristiani, e riuscirono, fra' popoli detti Barbari dal Greco e dal Romano: da lungi, dico, nè presso tutta la nazione Gotica. Nel 211 già Tertulliano parlava de' Daci, che aveano udita la Buona Novella[19]; ma erano scarsi drappelli, che non ancor poteano rivolgere ad altro e più fausto segno le pratiche dell'Architettura Gotica, sì come avvenne poscia quando il maggior numero della nazione si voltò al Cristianesimo. Intanto il Re Ostrogota degli Amali vinceva i Gepidi, popolo di sangue Gotico[20], il quale avea superato e disfatto i Burgundioni o Borgognoni. Furon costoro annoverati da Plinio fra' Vandali, ed erano genti di Germania verso il Baltico. Le relique di sì fatti Borgognoni furono incorporate fra i Gepidi, e tosto co' Visigoti e cogli Ostrogoti per la vittoria conseguita dal Re Ostrogota. In tal guisa i Borgognoni svestironsi la Germanica loro sembianza, e passarono alla Gotica, e furono sempre ricordati dagli Scrittori antichi fra' Goti. Tale Agatia[21], il quale dà loro espressamente il nome di popoli Gotici, quali veramente divennero e si mostrarono in tutto il corso della loro Storia.

Ne' giorni d'Ostrogota, Origene d'Alessandria in Egitto, prese a difendere il Cristianesimo dall'imputazioni del Filosofo Celso. Pubblicò, verso l'anno 250, i suoi Libri contro esso, il quale tanto aveva esaltato le Gotiche antichità e la sapienza. Origene per altro non negò punto l'antichità de' Geti[22], quantunque inferiore a quella di Mosè. Insigne testimonianza si legge in questo lavoro contro Celso intorno alle verità de' detti di Giuseppe Ebreo sulla conformità d'alquanti costumi de' Geti o Goti con alcune usanze de' Giudei. Non certamente nell'età d'Origene il Sommo Sacerdote degli Ebrei sarebbesi potuto paragonare col Pontefice Zamolxiano o col Decenaico de' Geti o Goti: ma l'inutile aspettazione di costoro, che Zamolxi dovesse venire a regnar sulla terra, diè buoni fondamenti ad Origene di paragonare questa vivissima loro speranza con l'inutile aspettazione del già venuto Messia presso gli Ebrei. Più d'ogni altra Gotica tribù i Crobizj aspettavano Zamolxi, celebrando a tale uopo annui banchetti e sacrifizj. Queste Getiche pratiche religiose non aveano rimesso nulla del loro fervore nell'età d'Origene, quando i Goti non eransi ancora convertiti al Cristianesimo.

D'assai maggior momento per me nella trattazione sull'Architettura Gotica è l'essersi Origene accordato col suo avversario Celso nel fatto notissimo a tutto l'Orbe Romano, che i Goti onoravano Zamolxi col rizzargli e Templi e Statue (νηὼς καὶ ἀγάλματα[23]): tanto la fama così della credenza Zamolxiana come della nuova riforma di Deceneo da per ogni dove sonava, ed anche in Egitto. E però i Geti o Goti non conquistati da Traiano, cioè i Daci liberi, non intermisero giammai la pratica della nazionale Architettura loro, qualunque si fosse; nè poteano intermetterla, perchè sempre obbligati dal loro culto a rizzar Tempj e Cappelle in onore o di Zamolxi, o de' Minori Dei e degli Eroi. Tali pratiche dell'Architettura Gotica si mantenevano intere anche per odio contro i Romani, che signoreggiavano in Sarmizagetusa, dandole il nome d'Ulpia Traiana, e venivano Latinizzando sempre più la porzione caduta in lor potere della Dacia di Decebalo.

Così stavano le cose della Gozia e della Dacia libera da' Romani, verso la metà del terzo secolo Cristiano, quando un insolito moto agitò i popoli Gotici. Furono vinti nel 269 in Tracia dall'Imperatore Claudio, che ne riportò il nome di Gotico. Abbiamo ancor le sue Lettere, ov'egli afferma d'averne ammazzati trecento venti mila, ed affondate due mila lor navi; d'aver in oltre fatto prigioniero uno stuolo infinito di donne, fra le quali Unila, regal donzella de' Goti.

Uno degl'Imperatori più valorosi fu vinto dagl'Iutungi, che Dessippo chiamava Sciti, e che si possono tenere per non diversi da' Tervingi, tribù Visigotica. Parlo d'Aureliano, il quale poscia li vinse; ma conobbe quanti pericoli si minacciavano dalle Gotiche genti all'Imperio. Fra gli altri suoi provvedimenti e' circondò Roma di mura, ed abbandonò la Dacia conquistata da Traiano. Gl'Iutungi fermaronsi finalmente nella Rezia, e nelle parti Meridionali della Germania, ove non si dubita che introdotto avessero l'uso della lingua Gotica. I Borgognoni eziandio, che s'erano fatti Goti, come notò Agatia, e deposto aveano con l'indole Germanica l'uso del guidrigildo[24], sì come apparisce dalle susseguenti lor Leggi, s'accompagnarono co' Goti nelle spedizioni di costoro contro l'Asia Minore. Innoltraronsi poscia verso la Germania Occidentale, dove ristettero fino a che non passarono ad abitar nelle Gallie. Gotica ivi fu la loro Architettura, perchè i Borgognoni divennero fervorosi Ariani: del che or ora dirò una qualche parola.

Ma le tribù de' veri Germani di Tacito si ristrinsero nella primitiva rozzezza loro: e solamente in alcune contrade più prossime all'Imperio cominciò appo essi una lenta ed incerta imitazione dell'Architettura de' Romani. Ammiano Marcellino[25], che nel 361 guerreggiò sotto Giuliano Cesare contro gli Alemanni tra il Meno ed il Reno, vide con sua gran maraviglia costruite alcune borgate con case all'uso Romano.