II.

Corse un anno da quel giorno: e al nuovo maggio, sull'angoloso torrazzo di Brivio sventola, distinto di fasce bianche e vermiglie, lo stendardo del barone, che richiama alle fraterne battaglie. Papa Gregorio XI perdonava i peccati a chiunque assumesse le armi e la croce contra i signori Visconti di Milano; ed all'appello assecondando, i Guelfi della Martesana forbivano ogni arma, dalla lucente alabarda fino al coltello traditore. Grandi baldorie fiammeggiano sulle vette del Mombarro, del Montorobio, del Sanginesio, del Monteveggia; il campanone di Brianza tre dì e tre notti rintoccò; tre dì e tre notti squillò ad intervalli il corno dei torrioni di Brivio, dove al quarto son tutti radunati i guerrieri. Qui gli Annoni d'Imbersago, i Medici di Novate, i Riboldi di Besana, i Petroni di Cernusco, gli Ajroldi di Robbiate: qui i Capitanei di Hoe e di Mombello: qui coi loro vassalli Oldrado da Giovenzana e Guglielmo da Sirtori. Pagano Beretta guida i Cornaggi da Bernareggio: ai terrieri di Lecco accenna Cressone Crivello: prete Pietro va innanzi ai Corradi dei Licurzi, portando la croce, segno d'amore e di perdono, sotto la quale vanno a commettere odii e stragi. La fazione dei Melosi di Vimercate segue Obizzone da Bernareggio, il più largo posseditore della Martesana: l'abate di Civate mutò la cocolla e il pastorale nella lancia e nella corazza.

Forti nella concordia dei voleri, che non avrebbero potuto? Ma, sciagurati! come il pugnale mal chiuso nella vagina taglia la mano che l'impugna, sciagurati! corrono per guadagnarsi il paradiso coll'ammazzare, col farsi ammazzare — e sono fratelli.

Ma nel feroce tripudio della vendetta e della strage più vivamente Oldrado esultò: e la memoria d'antichi oltraggi, le guerresche abitudini, il furor di parte, l'amore della preda gli traspajono dalla fronte più del consueto corrugata. La guerresca ordinanza fuor del castello difilavasi, quand'egli scende dall'echeggiante scalone; scende affibbiandosi al giaco di maglia lo stilo del pome dorato, ministro di sue vendette: e ad Ermellina, che gli viene timidamente a fianco, rinnova una tante volte replicata querela perchè sì fredda esprimesse l'amor comandato.

Oh! chi compera un'arpa, compera forse insieme la virtù di destarne le armonie divine? La bella, fra il dover amarlo e il sentire di non poterlo, guardava il signor suo colla calma della rassegnazione: non seppe reggere lo sguardo onde, traverso alla bruna visiera, egli la fiammeggiò, quando, già montato in arcione, le strinse la mano, e addio.

Spronò il bajo corsiero, ed ultimo fece sonare colle ferrate zampe il ponte levatojo, che dietro lui si alzò.

Procedevano i battaglieri tra' tuoi poggi ridenti, o mia terra natale; e qualche villanella, mal nascosta dietro ai penduli tralci, con desio cercava il noto cimiero del suo vago: l'agricoltore appoggiato alla marra, li guardava, pensoso ai campi ove porterebbero la ruina: e qualche vecchio, rivolto sull'utile pensiero del sepolcro, compassionava i tanti prodi, che forse tra un mese non sarebbero più, siccome l'erba che calpestavano passando. Ma essi in loro coraggio spensierato, venivano confusi, inordinati, vari d'arme e d'arnesi: e chi rassettavasi al petto la croce; chi a tempo incioccava la lancia sul palvese; chi riandava i compianti consigli d'una cara abbandonata; chi millantava sue passate venture: chi intonava quel carme di guerra usato dai Brianzuoli:

Alla morte col sorriso

Il crociato se ne va:

Dalla pugna al paradiso

Il crociato volerà.

Su, destiamo i corpi e l'alme

All'invito del Signor:

Ci s'intreccino le palme

Del martirio e del valor.