NOTE:

[1] Trattato della lingua Ebraica sue affini del P. Bonifazio Finetti dell'Ordine de' Predicatori offerto agli eruditi per saggio dell'opera da lui intrapresa sopra i linguaggi di tutto il mondo. Venezia presso Antonio Zatta 1756. in 8.

[2] De antiquitate et affinitate linguae Zendicae, Samscridamicae et Germanicae. Dissertatio auctore P. Paulino a S. Bartholomaeo Patavii typis Semin. 1798. in 4. Il P. Paolino era molto dotto nella lingua Samscrit, che aveva imparata dai Brammani all'Indie, dove stette parecchi anni Missionario. Egli non era abbastanza buon critico, ma tenace delle sue opinioni, per le quali sostenne un ostinato contrasto col celebre P. Giorgi Agostiniano dottissimo nelle lingue orientali. Ma di ciò farò parola in altro luogo. Vuolsi avvertire, che egli chiama Samserdam l'antica lingua degl'Indiani, e questo forse è il vero suo nome, ed io lo chiamo Samscrit, perchè questo nome è più generalmente adottato, e per ciò più inteso. Lo stesso autore ha scritta pure un'altra breve dissertazione de latini sermonis origine, et cum orientalibus linguis connexione. Romae apud Ant. Fulgonium 1802. in 4. Di questa però non parlo essendo essa posteriore all'epoca assegnata.

[3] Tacit. de Situ. ec. Germ. § 2.

[4] Saggi di Dissertazioni dell'Accademia di Cortona T. 3.

[5] Napoli 1778. in 8.

[6] Dell'antiche Colonie venute in Napoli. Napoli 1764. T. 2. in 4. Al Vargas attribuisco quest'opera perchè il suo nome si legge nel titolo. Ma il Bjoernsthael ne' suoi Viaggi dice, che è del Mazzocchi, il quale anzi glie ne mostrò la continuazione, che non fu mai impressa.

[7] Pref. al tom. 1. p. XI.

[8] De praecipuis caussis ac momentiis neglectae hebraicarum litterarum disciplinae disquisitio elencthica. Augustae Taurinorum. 1769. Scrisse altresì. De necessitate linguae hebraicae in theologo ex primariis ejus officiis evicta, opera inedita. V. le Memorie della sua vita nel catalogo dalle opere inedite § XVI. Aggiungerò quì altre sue cose manoscritte, che in parte non essendo assai indicate nel citato catalogo non posso dar loro conveniente luogo, cioè introductio ad studia Orientalia, che forse è lo stesso, che la Clavis litteraturas Orientalis § XXIV. Synopsis quaestionum philologicarum Orientalium § XXIII. De sacro Orientalium linguarum usu oratio habita. Ann. 1769. XLI. Istruzione sopra gli studj Ebraici e la maniera di ben condurli § XLIII. De optima hebraicorum studiorum ratione § XLIV. Di lui si vedano gli Opuscoli di Filandro Cretense cioè del chiarissimo signor Conte Antonio Cerati T. 1. p. 122. dove fra molti leggiadri e veraci ritratti fa quello ancora di questo insigne letterato.

[9] Dell'antica lezione degli Ebrei, e dell'origine de' punti, dissertazione. Milano, Orena 1786. in 8.

[10] Bononiae apud Hieron. Corriolani ec. 1750. in 8.

[11] De antiquis litteris Hebræorum et Græcorum libellus Io. Baptistæ Bianconi. Bononiae, Colli 1748. in 4.

[12] De Hebraicorum characterum origine et antiquitate disquisitio elencthica auctore Fr. Hyacintho Arizzara. Mutinae apud Soc. Typ. 1782. in 4.

[13] De antiq. litt. Haebr. et Gr. p. 29.

[14] Ad Plin, H. N. Lib. 7.

[15] Gr. et Lat. ling. Hebr. p. 62.

[16] Diatrib. qua Bibliographiae antiquariae, et sacrae critices capita aliquot illustrantur p. 270.

[17] De Numis Hebraeo-Samaritanis. p. 165.

[18] Venezia presso Gius. Bettinelli, 1747. in 8.

[19] Epitome linguae sanctae. Neapoli 1741. Il Sisti scrisse ancora trattato delle quattro dentali. Venezia. 1766. in 8. e Trattato delle quattro gutturali e della sola aspirazione H. Ivi 1768. in 8. che non ho veduti.

[20] Il celebre Cardinal Bellarmino si offeriva di insegnar l'Ebreo in otto giorni, come dice il P. Bartoli nelle sua vita Lib. 1. Cap. 10. Ruggiero Bacone secondo il Vood, Ath. et Ant. Oxon. asseriva, che potrebbe insegnare sufficientemente questa lingua e la greca in tre giorni soli. Il P. Bohslao Balbino Gesuita ne' verisimili delle umane lettere dice d'avere ammaestrati parecchi nella greca in un giorno in modo, che potessero in essa scrivere non solo correttamente, ma anche elegantemente. Ma questi non hanno palesato i loro metodi. Altri gli hanno pubblicati, come Guglielmo Schikerdo Horologium Hebraeum, sive consilium quomodo sancta lingua spatio vigintiquatuor horarum aliquot collegis sufficenter apprehendi queat. Michele Dilhero nel 1659. pubblicò Atrium linguae sanctae Hebraicae, che domanda nulla più di sei ore. Finalmente del Gesuita Ignazio Weintenaver si ha modus addiscendi intra brevissimum tempus linguas Gallicam, Italicam, Hispanicam, Graecam, Hebraicam, et Chaldaicam, ut ope Lexici explicare queas. Francof. ad Maen. 1755. e il tempo brevissimo da lui richiesto è d'un giorno per ciascheduna di queste lingue. Quanti sogni!

[21] Dikduk lascion hakodesc, hoc est Gramatica linguae sanctae institutio cum vocum omnium anomalarum indice, et explicatione auctore Josepho Pasino. Patavii 1739. in 8. Questa è la più antica edizione, che io ne conosca; ma debbono esservene altre anteriori.

[22] De Rossi Synopsis institutionum hebraicarum. Parmae 1807. in 8. Caluso Prime Lezioni di Grammatica Ebraica. Torino 1805. in 4.

[23] A me rincresce di non potere onorare queste mie carte facendo menzione delle opere, di un uomo così dotto nelle lingue Orientali e nella Greca, quale è il Sig. Amadeo Peyron. Ma egli l'anno 1800. termine a me prescritto non aveva che 15. anni, e le dottissime cose da lui scritte appartengono al secolo presente.

[24] Istruzione sopra gli studj Ebraici, e la maniera di ben condurli. Chiave dell'Ebreo senza punti, o epilogo d'osservazioni, che ne facilitano la lettura, e l'intelligenza. Synopsis phraseologiae hebraicae. Anthologia hebraica. Tutte opere inedite, tranne l'ultima.

[25] Dikduk, sive utriusque grammaticae hebreae scilicet atque Chaldaicae accuratae disquisitiones, praecaeteris quae hactenus prodiere, castigationes non tam aequa, quam facili methodo digestae ec.

[26] Lexicon haebraicum et Chaldaico-Biblicum ordine alphabetico ad usum Collegii Urbani de Propaganda fide. Romae 1737. in fol.

[27] Grammaticae hebreae rudimenta ad usum Collegii etc. Romae 1717. in 8.

[28] Otzar lascion hukodeso (Thesaurus linguae sanctae) Lexicon hebraicum ab Antonio Zanolino T. U. D. in Seminario Patavino linguarum Orientalium praeceptore contentum ad usum ejusdem Seminarii. Patavii. Typis Joannis Manfrè. 1732. in 4.

[29] Lexicon Hebraicum et Chaldaeo-Biblicum etc. Io. Buxtorfii et aliorum doctissimorum virorum operibus excerptum digessit, multisque auxit atque illustravit Fr. Ioseph. Montaldi Ord. Praed. ec. Romae ex Typog. Io. Zempel. 1789. T. 4. in 8.

[30] Bjoern. Lettere su i suoi viaggi. T. 2. p. 211.

[31] Considerazioni intorno alla Poesia degli Ebrei, e de' Greci. Roma 1707.

[32] Osservazioni di Ottavio Maranta (cioè del Garofolo) sopra la Lettera di Bernabò Sacchi ec. Venezia 1711. in 8.

[33] I Libri Poetici dalla Bibbia. Dissertazione preliminare Capo 1. e 2. Mi servo dell'edizione Napoletana del 1773. non avendo quella più ampia di Torino.

[34] Variae lectiones veteris Testam. ex immensa M. SS. editorumque codicum congerie haustae, ad vetustissimas versiones, ad accuratiores sacrae criticae fontes ac leges examinatas, perpetuisque notis historico-criticis illustratae a Io. Bernardo de Rossi Parmae 1784. 1788. T. 4, in 4. Ne aveva prima dato un luminoso saggio con un libro intitolato Specimen variarum lectionum sacri textus, et Chaldaica Estheris additamenta cum latina versione ac notes ex MS. codice Pii VI. ac variis dissertationibus. Accedit appendix de celeberr. codice tritaplo Samaritano bibliothecae Barberine. Romae ex Typ. Prop. Fidei 1782. in 8. e di nuovo cum nova auct. praef. et variis lect. ex antiq. MS. suo codice Tubingæ 1782. in 8.

[35] Scholia critica in veteris Testamenti libros, seu supplementa ad varias sacri textus lectiones Parmae. 1798. in 4.

[36] Tutto ciò che io dico delle opere MS. di questo autore, e parte ancora di ciò che dico delle stampate è preso dalle Memorie Storiche de' suoi studj stampate in Parma il 1809.

[37] Parma 1773. in 4.

[38] Parma 1775. in 8.

[39] Elementa Sacrae Ermeneuticæ seu institutiones ad intelligentiam Sacrarum Scripturarum etc. Castri Novi Carfagnanæ 1790. in 4.

[40] Jacobi Mariae Airoli dissertatio Biblica, in qua Scripturae textus aliquot insignores adhibitis lingua Hebraea, Syriaca, Chaldaea, Arabica, Graeca, Latina per dialogismum elucidantur. Romae. 1764. Liber LXX. hebdomadum resignatus ib. 1717. et 1748. Theses contra Judaeos de LXX. hebdomadis ib. 1720. et 1748. Dissertatio de annis ab exitu Israel de Aegypto ad quartum Salomonis nell'appendice del P. Tournemine al Menochio.

[41] De praecipuis SS. Bibliorum linguis, et versionibus polemica dissertatio, cui accedunt quaestiones aliquot ex ipsarum linguarum interpretatione ortae. Patavii typis Semin. 1716. in 12.

[42] Decem disseriationes selectae in Pentateucum. Aug. Taur. 1722. in 4.

[43] Antonii Zanolini quaestiones e Sacra Scriptura ex linguarum Orientalium interpretatione ortae. Patavii 1775. in 8. Ejusdem dissertationes ad Sacram Scripturam spectantes de festis et sectis Iudaeorum ex antiquis et recentibus tum Rabbinorum tum Christianorum monumentis collectae. Venetiis 1753. in 4. Ioannis Francisci Marchini tractatus de divinitate, et canonicitate sacrorum Bibliorum. Taur. 1777. in 4. Opera postuma. Di lui si conservano ancora altre opere inedite ricche d'erudizione orientale.

[44] Napoli 1763. T. 3. in foglio.

[45] Epistola qua Cl. Celotti emendatio v. 26. Matthæi Cap. 1. rejcienda ostenditur editio secunda aucta adnotationibus et Antirrhesi Romæ 1761. in 4. La prima volta fu stampata nella nuova raccolta del Calogerà T. 10. Essa è piena d'erudizion Greca, Latina, ed Ebraica.

[46] Lucae Typis Iosephi Rocchii 1767. in 4.

[47] Sebastiani Marcutii dissertatio in Matthaei XIX. 9. Quicumque dimiserit ec. in qua hic locus ex hebraeorum antiquitatibus illustratur, Catholicae sententiae auctoritas vindicatur. Taurisii. 1752. in 4. Questo dotto, e pio Ecclesiastico ha lasciate inedite varie osservazioni, e paralleli de' migliori autori Greci, Latini, ed Italiani. Giornale di Modena T. 43. p. 72.

[48] Encyclopædia Sacrae Scripturae, sive selectae in omni scientiae et doctrinae genere quaestiones ex sacris potissimum litteris enodatae. Venetiis 1747. in 4. Non ne fu stampato che il primo volume.

[49] I Salmi tradotti in Italiano dall'originale Ebraico con accanto la versione volgata dei medesimi, e colle differenze di essa dal detto originale. Si aggiungono in fine i Cantici de' quali si serve la Chiesa nel Divino Offizio. Lucca presso Francesco Bonsignori 1787. T. 2. in 12. senza nome d'autore. La traduzione de' Cantici è fatta sulla volgata. Lo stesso autore pubblicò ancora il bel comento sui Salmi di Marco Marino da Brescia, Bononiae 1748. T. 2. in 4. cui aggiunse la traduzione dei Cantici.

[50] Le opere del P. Hintz, del P. Fantuzzi, di M. Rugilo saranno da me citate fra poco. Quella del Canati è intitolata: Supplimento, che serve per Tomo nono all'edizione di Padova de' Salmi tradotti dall'Ebraico originale da Saverio Mattei, di D. Valerio Canati C. R. T. Venezia 1785.

[51] Evas. Op. T. 3. p. 135.

[52] Salmi, e Cantici parafrasati in versi Toscani dal Canonico Alberto Catenacci Patrizio Amerino. Lucca 1794. T. 2. in 8.

[53] I Libri de' Profeti parafrasati in versi dal medesimo. Fuligno Tomassini 1796. T. 5. in 8. Vi sono uniti il libro di Giobbe, e il Cantico de' Cantici.

[54] Parnasso de' poeti classici d'ogni nazione trasportati nella lingua Italiana T. 2. p. 23.

[55] Torino 1787. in 8. Di nuovo nel T. 1. del Parnasso de' classici trasportati in Italiano, e nel T. 1. delle susue opere stampate a Piacenza il 1812.

[56] Il libro di Giobbe recato dal testo Ebraico in versi (sciolti) Italiani dall'Ab. Giacinto Ceruti Dottor di Teologia. Seconda edizione corretta aumentata ed arricchita col testo originale e con note. Roma Casaletti 1773. in 8. La prima edizione è di Torino del 1754. In questa vi sono uniti alcuni saggi della Cantica, i Salmi 44. e 135. e il Canto d'Isaia al C. 14.

[57] Diz. Stor. degli Ant. Ebr. T. 2. p. 79.

[58] Questa edizione appartenendo al secolo presente non dovrebbe quì aver luogo. Io ne parlo solamente per non lasciare imperfetta la notizia, del testo Norziano.

[59] Compendio di Critica Sacra. p. 13. e seguenti.

[60] Thaddæi Ugolini Thesaurus antiquitatum sacrarum complectens selectissima clarissimorum virorum opuscula, in quibus veterum Hebræorum mores, leges, instituta, ritus sacri et civiles illustrantur. Venetiis 1744. 1769. T. 34. in f. E quì e in seguito, dove parlo d'altre lingue, passo sotto silenzio quelle opere d'antiquaria, che non appartengono alla illustrazione delle medesime. Seguo in ciò l'esempio del Rapport ec. dove s'è parlato del Museo Pio-Clementino del quale io pure farò parola, e s'è taciuto di moltissimi altri libri d'antiquaria.

[61] T. 27. p. 36. T. 28. p. 806.

[62] Le opere di bibliografia Ebraica di questo instancabile scrittore sono le seguenti. I. De Hebraicae Typographiae origine ac primitiis, seu antiquis ac rarissimis hebraicorum librorum editionibus sec. XV. Parmae 1776. in 4. E di nuovo colla prefazione dell'Hufuagel Arlangae 1778. in 8. II. De Typographia Hebraeo-Ferrariensi Commentarius historicus, quo Ferrarienses Judaeorum editiones hebraicae, hispanicae, lusitanicae, recensentur, et illustrantur. Parmae 1780. in 8. E di nuovo cum auctoris epistola, qua non nulla Ferrariensis typographiae capita illustrantur, Hufnagelii praefatione. Erlangae 1781. in 8. III. Annali Ebreo-tipografici di Sabioneta in fine della vita di Vespasiano Gonzaga del P. Affo. Parma 1780. in 4. E di nuovo tradotti in latino dal Roos con un'appendice dell'autore. Erlangae 1785. in 8. IV. De ignotis nonnullis antiquissimis hebraici textus editionibus ac critico earum usu. Accedit de editionibus hebraeo-biblicis appendix historico-critica ad nuperrimam Bibliothecam Lelongo-Marchianam. Erlangae 1782. in 4. V. Annales Hebraeo-typographici Saec. XV. Parmae 1795. in 4. VI. Annales Hebraeo-typographici ab ann. 1401. ad 1540. Parmae 1799. in 4. VII. Bibliotheca judaica antichristiana, qua editi et inediti judaeorum adversus christianam religionem libri recensentur. Parmae 1800. in 8. VIII. Apparatus hebraeo-biblicus, seu MSS. editique codices sacri textus, quos possidet novaeque variarum lectionum collationi destinat auctor. Parmae 1782. Non è di questo luogo il parlare del Catalogo di tutti i suoi codici, nè del Dizionario storico degli Autori Ebrei, perchè sono stampati nel 1802. e 1803. Dirò però che la sua Biblioteca forma l'ammirazione degli uomini dotti, che l'hanno veduta. Basti per tutti il celebre Adler il quale nel suo viaggio Biblico-critico di Roma dice, che essa merita di fare un viaggio a Parma per vederla; che chi vuole applicare allo studio de' MSS. Ebraici biblici, o alla critica de' Sacri testi primitivi può risparmiare d'intraprendere altri viaggi, e di vedere o consultare altre Biblioteche, perchè Parma sta in luogo di tutte. S. M. I. l'Arciduchessa Duchessa di Parma, per quell'amore che nutre pe' buoni studj, si è poi degnata di comprarla, e generosamente l'ha donata alla Libreria pubblica di quella Città, lasciandone però l'uso a lui finchè vivrà.

[63] Codices MSS. Bibliothecae R. Taurinensis Athenaei. Taurini ex Typogr. R. 1749. T. 2. in f.

[64] Bibliothecae Hebraicae et Grecae Florentinae, sive Bibliothecae Mediceae-Laurentianae catalogus. Florentiae 1757. in f. et in 8. T. 2.

[65] Stephani Evodii Assemani Episcopi Apamaeensis bibliothecae Mediceae Laurentianae et Palatinae codicum MSS. Orientalum Catalogus. Florentiae 1742. in f.

[66] Bibliothecae Apostolicae Vaticanae codicum manuscriptorum catalogus in tres partes distributus, in quarum prima Orientales, in altera Graeci, in tertia Latini, Italici, aliorumque Europaeorum idiimatum codices: Stephanus Evodius Assemamus. ec. digesserunt, animadversionibusque illustrarunt. Partis primae Tomus primus complectens codices Hebraicos et Samaritanos. Romae ex Typographia linguarum Orientalium Angeli Rotilii in aedibus Maximorum. 1756. in f. I tomi secondo e terzo contenenti i Codici Siriaci, e Caldei furono anch'essi stampati; ma un'incendio destatosi nella stanza dove erano questi volumi li consumò la notte de' 30. Agosto del 1768. Bjoerns. Lett. de' suoi viag. T. 3. p. 263.

[67] Si veda ivi l'elenco delle sue opere edite ai N. 1. 2. 4. 7. 11. e quello dello inedite ai numeri 2. 3. 9. 11. 12.

[68] Si veda il Catalogo delle sue opere inedite, che è unito all'Orazion funebre del Canonico Ciolli stampata in Roma il 1802.

[69] Roma 1792. in 8.

[70] Ratio institutioque addiscendae linguae Chaldaicae, Rabbinicae, Talmudicae cum singularum dialectorum etiam Latinitate donatis ec. Accedit Peregrinatio Patachiae cum interpetratione latina, et adnotationibus. Patavii 1750. in 4. Lexicon Chaldaico-Rabbinicum cum Rabbinorum abbreviaturis. Accedit disputatio de Targumim ec. et historia quædam a Rabbino Abrahamo Majemonide ex lingua Arabica in Hebraicam Rabbinicam translata. Ad usum Sem. Pat. Patavii 1747.

[71] Parimente nel Lessico alla facc. 595. alla v. רעב nel primo esempio si legge per errore ריאח invece di יראה perchè il Buxtorf nello stesso esempio ha lo stesso error tipografico.

[72] Part. I. col. 311. et 401.

[73] Rabbi Immanuelis filii Salomonis scholta in selecta loca psalmorum ex inedito eorum commentario decerpta et latine versa. Parmae 1806. in 8. Lexicon hebraicum selectum, quo ex antiquo et inedito R. Parchonis Lexico novas ac diversas rariorum ac difficiliorum vocum significationes sistit. A. B. de Rossi Parmae 1805. in 8.

[74] Voto per la verità nella Liburnen. Emphyteuseos quoad jus succedendi pendente in grado di appello avanti gl'Illustrissimi Signori Consoli di Mare di Pisa, fra i signori fratelli Moscato Ebrei da una parte, e i signori Giuseppe Pizzotti ec. dall'altra parte. Livorno 1787. in fol. Sotto nome di Rabbi Samuel Ozia è nascosto il signor Malanima. Un altro simil voto aveva egli apprestato in occasione di certa legge, che si voleva far contro al lusso dal Sinedrio di Livorno. Ma l'affare fu poi sopito prima che il voto venisse in luce.

[75] Rab. Davidis Kimchi commentarii in Isaiam Prophetam, quos ex Hebraeo in latinum sermonem vertebat notulisque illustrabat Caesar Malanimaeus J. U. D. Praeter nonnullas confutationes Jeudaicorum errorum inserta est post v. 15. Cap. 7. diatriba in explicationem totius prophetiae ile partu virgineo. Florentiae 1774. in 4. Con questo libro il signor Malanima ha mostrato quanto bene posseda le lingue Ebraica Rabbinica ed Araba, di che dà ottima testimonianza nelle brevi ma dotte annotazioni. Così avesse egli avuti maggiori incoraggiamenti, e quindi ci avesse dati i comenti dello stesso Rabbino sopra Geremia ed Ezechiele, essendo questi assai utili a ben penetrare l'indole della lingua Ebraica, ed a spiegare più, e diverse cose oscure di quei profeti.

[76] Bjoernens. Lett. T. 5. p. 35.

[77] Il Mazzuchelli lo chiama Abramo Sacerdote, cioè esprime in nostra lingua il significato del cognome, il che non si deve approvare, dovendosi dare i cognomi, come sono, non tradurli.

[78] Il Mazzuchelli ricorda solamente le sue Ottave Ebraiche colla versione Italiana all'A. S. di Francesco III. Duca di Modena ec. umiliate per il suo felicissimo ritorno ne' suoi Serenissimi Stati. Venezia, nello Stamp. Bragadina 1750. in f.

[79] MSS. Cod. Hebr. Bibl. de Rossi T. 3. Cod. 1110.

[80] Il Mazzuchelli chiama questo scrittore Sabbato Ambroni.

[81] T. 2. p. 521. 524.

[82] Ivi in fine.

[83] De Rossi Diz. degli Aut. Ebr. T. 2. p. 125.

[84] Bjoernstahel Lett. de' suoi Viaggi T. 3. p. 210.

[85] De Rossi Codd. MSS. T. 3. n. 1202. Pare che il Brièl abbia scritte ancora alcune cose sulla Scrittura sacra, le quali non sono note. Si veda de Rossi Diz. degli Aut. Ebr. T. 1. p. 75. Quelle da lui composte in lingua Italiana non appartengono al mio argomento.

[86] De Rossi Codd. MSS. T. 3. n. 1271. e Diz. degli Aut. Ebr. T. 2. p. 125.

[87] Diz. degli Aut. Ebr. T. 1. p. 62.

[88] I. D. a Lennep Etymologicum linguae Graecae. Trajecti ad Rhenum 1790. T. 2. in 8. L. C. Valchenaerii observationes academicae, quibus via munitur ad origines Graecas investigandas lexicorumque defectus resarciendos, et Io. Dan. a Lenep praelectiones academicae da analogia linguae Graecae ec. recensuit, suasque animadversiones adjecit Ev. Scheidius. ib. eod. Anno.

[89] Animadv. ad Velleri Gramm. Si aggiunga l'Hermanno de emend. rat. Gr. Gramm.

[90] Valckenaer luog. cit. Obs. VIII.

[91] Id. Obs. V. VI. Il Lennep però vuole, che i verbi di cinque lettere sieno tutti derivati.

[92] Nella sua edizione dell'Iliad. T. 7.

[93] T. 1. p. 16. edit Lips. 1691.

[94] Pyth. 2. 53: 3. 42. inopportunamente corretto dall'Heyne.

[95] Gramm. Arab. p. 447.

[96] Animadv. in Lenn. p. 285.

[97] Scheid. ivi p. 501.

[98] Dion. Halicar. lib. 1. cap. 90. Quintil. Instit. Orat. lib. 1. cap. 6.

[99] Il P. Ogerio scrisse ancora una dissertazione intorno ai motivi, per cui la lingua latina si corruppe più presto della Greca, e la stampò nel giornale di Berna; ma siccome non l'ho veduta nulla ne posso dire.

[100] Epitome Graecae Palaeographiae et de recta Graeci sermonis pronunciatione Dissertatio. Romae Typis Io. Mariae Salvioni 1735. in 4.

[101] Mitisbi Sarpedonii (Il P. Federigo Reiffemberg della Compagnia di Gesù) de vera Atticorum pronunciatione dissertatio, qua ostenditur quam longe hodierna Graecorum pronunciatio a veteri discesserit. Romae ex Typog. Hieronymi Mainardi 1750. in 4.

[102] Commentarium Graecae pronunciationis. Romae, 1751. in 4.

[103] Thomae Stanislai Velasti Soc. Iesu Dissertatio de litterarum Graecarum pronunciatione. Romae 1751. in 4.

[104] Nella pref. alla sua traduzione dei sette in Tebe tragedia d'Eschilo. Vinegia 1794. in 8.

[105] Ho detto per molti anni, perchè recentemente l'ha superato il Sig. Anastasio Giorgiade, che nel 1812 stampò a Parigi una dotta ed erudita apologia della pronunzia de' Greci moderni.

[106] Presso il Villoison Anecd. gr. p. 109. Si veda anche lo stesso Villoison. Prol. in Hom. p. XII.

[107] V. ivi.

[108] Arist. Rhet. lib. 3. cap. 8. Dionys. Halic. operum. T. 2. p. 29. 30. e altrove. Long. de Subl. Cap. 39.

[109] Napoli 1758. in 8.

[110] Fabbroni Vit. T. 15. p. 269.

[111] Siciliae et objacentium insularum veterum inscriptionum nova collectio prolegomenis et notis illustrata. Panormi, Bentivegna 1769. in fol.

[112] T. 7. p. 62.

[113] Palermo 1757. in 8. e poi di nuovo il 1759.

[114] Indirizzo per sapere in meno d'un mese la grammatica Greca distribuita in quattro lezioni. Napoli 1752. in 8.

[115] Lettera al P. D. Giusto V. contenente un metodo d'imparare la lingua Greca in cento lezioni. Fabbroni Vit. T. 11. p. 376.

[116] Compendiaria Graecae Grammatices institutio in usum Seminarii Patavini. Patavii typis Sem. apud Ioan. Manfrè 1705. in 8. E poi molte volte.

[117] Florentiae 1759. in 8.

[118] Gramatica et præcipui idiotismi linguæ Graecæ (Sebastiani Zappalà) Catinæ, typis Seminarii 1773. in 12. La seconda parte destinata ai più provetti è intitolata, synopsis linguæ Graecæ.

[119] Alex. Gabr. de Woiutyn Hulevvicz Nobilis Poloni Institutiones linguæ Graecae regulis quadraginta ortographiam etymologiam et Syntaxin simul plane et plene sistentibus comprehensae. Lugd. Bat. apud Io. Luzac. 1746. in 4.

[120] Ernesti Pref. ad Lex. Graec.

[121] Recueil de pieces lues dans les seances publiques de l'Accademie établie à Rouen. 1748. in 8. citato da M. Chardon della Rochette Mél. decrit. et de Phil. T. 3. p. 10.

[122] La Neoellenopedia, o sia il nuovo metodo per erudire la Gioventù nel Greco linguaggio. Napoli nella Stamperia Porfiliana 1779. T 2. in 8. Dee esservi un terzo volume contenente la prosodia che non ho veduto.

[123] Ioannis Mariae Becucci ars metrica, seu de Græcorum prosodia tractatus. Colle 1782. in 4.

[124] Patavii 1752. in f.

[125] Graecum Lexicon manuale primum institutum e Beniamine Hederico, tum castigatum a Samuele Patricio, demum locupletatum a Io. Augusto Ernesto. Editio prima Patavina auctior et emendatior. Patavii typis Seminarii 1774. T 2. in 4. Abbiamo ancora il Dizionario copioso di vocaboli Toscani, Latini, o Greco-Latini di Taddeo Cortigiani. Ferrara 1712. T. 2. in 4. Io non l'ho veduto, nè so se appartenga alla lingua Greca antica o alla moderna.

[126] Il Giardino delle radici Greche disposte in versetti con un trattato delle preposizioni ed altre particelle indeclinabili, ed una raccolta alfabetica delle voci italiane tirate dalla Lingua Greca per allusione, o per etimologia. Napoli 1782. in 12.

[127] De Graecorum Siglis lapidariis Veronae. 1746. in 8.

[128] Notae Graecorum, sive vocum et numerorum compendia que in æreis atque marmoreis Græcorum tabulis observantur. Florentiæ 1749. in f.

[129] Gregorii Placentini Abbatis ec. de Siglis veterum Græcorum opus posthumum, et de Tusculano Ciceronis ec. Romae. 1758. in 4.

[130] Dizionario d'antichità comune ai Greci ed a' Romani giusta il metodo di Samuele Pitisco. Venezia 1795. e seg. in 8.

[131] Osservazioni sopra alcune Lezioni della Iliade d'Omero. Milano. 1813. in 8.

[132] Eustathii Diaconi a supplicibus libellis et oratorum magistri, postea Archiepiscopi Thessalonicensis Commentarii in Homeri Iliadem. Alexander Politus Florentinus de Cl. R. Scholarum Piarum nunc primum Latine vertit, recensuit, notis perpetuis illustravit. Accedunt notae Antonii M. Salvini. Florentias apud Bern. Paeperinium. 1730.—1735. T. 3. in f.

[133] Anonymi Scholia Graeca in Homeri Iliados Librum primum. Venetiis 1740. in 4.

[134] Homeri Ilias ad veteris codicis Veneti fidem recensita. Scholia in eam antiquissima ex eodem Codice aliisque nunc primum edidit cum asteriscis, obeliscis, altisque signis criticis. Io. Bapt. Caspar d'Ansse de Villoison. Venetiis, typis et sumptibus fratrum Coleti. 1788. in fol. Sarebbe stato opportuno che il Grecista Francese avesse voluto mostrarsi in questa edizione meglior critico, e avesse purgati quegli scolj dai molti errori, di che sono soverchiamente imbrattati. Dovevasi ancora porvi gli accenti, perchè a questi vi si allude talvolta.

[135] Anecdota Graeca e Regia Parisiensi et e Veneta S. Marci Bibliothecis deprompta edidit L. B. C. d'Ansse de Villoison. Venetiis typis et sumptibus Io. Coleti 1781. T. 2. in 4.

[136] Apollonii Sophistae Lexicon Graecum Iliadis et Odisseae etc. Lut. Par. 1773. T. 2. in 4.

[137] Patavii 1747. in 8.

[138] Ex Regio Parmensi Typographio 1785. in 4.

[139] Theognidis Megarensis sententiae, Phocylidis poema admonitorium, Pythagorae aurea carmina. Graecis ex adverso Latina interpetratio adposita; multis in locis quam antea correctior prodierit. Accedit Italica versio metrica (Ant. M. Salvini) curante Ang. M. Bandinio etc. Florentiae typis Mouckianis. 1766. in 8.

[140] Callimachi Hymni etc. Ibid. 1763. in 8. Arati Solensis apparentia etc. Ibid. 1765. in 8. Nicandri Theriaca et Alexipharmaca etc. Ibid. 1764. in 8. Tryphiodori. Aegyptii Grammatici excidium Trojae etc. Ibid. 1765. in 8. Coluthi raptus Helenae etc. Ibid. 1765. in 8. Musaei Grammatici de Herone et Leandro Carmen. ec. Ibid. 1765. in 8.

[141] Egli avverte con ragione, che l'edizione del 1742. è del Lami, ma erra poi asserendo, che è proibita dalla Chiesa. Il Lami la fece ad uso del Seminario Fiorentino. Monsignore Incontri però se ne dolse con lui non essendo conveniente di porre in mano di giovani, e ciò che è più, di giovani ecclesiastici l'intera collezione delle poesie d'Anacreonte; onde il Lami fu costretto di mutare il frontispizio, togliendone le parole ad usum Seminarii Florentini. Io ne ho un esemplare con queste parole donatomi dal Ch. Sig. Ab. Fiacchi. Egli ha seguita la prima edizione d'Enrico Stefano, e vi ha aggiunta la versione poetica del medesimo, e in mancanza di questa ha supplito con quella d'Elio Eobano Hesso. Il testo è senza accenti tranne quei luoghi, dove giovano all'intelligenza. Ciò parmi strano giudicando, che o debbansi porre tutti, o tutti tralasciare.

[142] Notices des Mss. de la Bibl. Nat. T. 5. p. 465.

[143] Anacreontis Teii Odaria praefixo commentario, quo Poetæ genus traditur et Biblioteca Anacreontica adumbratur additi var. Lectionibus. Parmæ ex Regio Typographeio. 1785. in 4.

[144] Io aveva scritte queste cose, quando mi sono pervenuti Empedoclis et Parmenidis fragmenta. Lipsiae. 1810. carissimo dono dell'egregio poliglotto Sig. Ab. Peyron. Ivi alle pag. 32. 33. si difende questa edizione dalle inurbane accuse del Fischer. A lui perciò mi rimetto.

[145] Le Odi d'Anacreonte e di Saffo recate in versi Italiani da Francesco Saverio de Rogati. Colle 1782. T. 2. in 8. Una bella traduzione ha poi fatta d'Anacreonte e Saffo il signor Giovanni Caselli, che ha pubblicata magnificamente pe' torchi del Piatti a Firenze il 1819. in f.

[146] Roma. 1762. T. 3. in 8.

[147] P. 50. della prefazione alla sua edizione di Pindaro di Gottinga 1798. L'Opera del Mingarelli è intitolata: De Pindari Odis Conjecturae Bononiae 1772. in 4. Non 1775. come per errore si dice nella citata prefazione.

[148] Si veda fra gli altri luoghi la Prefazione p. 17.

[149] I Sette in Tebe Tragedia d'Eschilo recata per la prima volta dal testo Greco in versi volgari e con annotazioni illustrata. Vinegia Coleti 1784. in 8. Prometeo legato etc. Ivi 1785. in 8.

[150] Roma 1754. in 4.

[151] Padova 1743. e seg. T. 20. in 8.

[152] Pro Euripide et novo ejus Italico Interprete dissertatio P. Carmeli. Patavii 1750. in 8. Si replicò negli atti di Lipsia del 1751. con nuova, e più acre censura.

[153] Comment. in Anthol. T. 1. p. 12.

[154] Not. in Aristoph. T. 1. p. 47.

[155] Appar. Dem. T. 2. p. 468.

[156] V. Euripidis opera T. 3. p. XV. ed. Lips. 1788.

[157] Aristophanis Comoediae Graecae emendatae ex auctoritate praesertim libri optimi saec. X. cum scholiis antiquis hactenus ineditis et commentario, auctore Philippo Invernizzio Lipsiæ 1793. T. 3. in 8.

[158] Venezia 1752. in 8.

[159] Firenze 1751. ivi 1754. in 4.

[160] Giorn. de' Lett. di Fir. T. 3. p. 221. e 222.

[161] Demosthenis Orationes de Repubblica ad populum habitae Latio donatae ab. Io. Vincentio Lucchesinio Patritio Lucensi cum notis criticis et historicis. Romae 1712. in 4.

[162] Ad Charit. p. 177.

[163] T. 1. p. LI.

[164] App. Dem. T. 2. p. 5.

[165] Vediamolo solamente nelle tre Olintiache. Olint. 1. T. 1. Reiske nella nota alla p. 9. l. 13. adotta la spiegazione proposta nella prima nota all'Olint. 1. p. 153. La spiegazione del verbo διάθεσθαι per vendere dell'Olint. 2. è seguitata nella nota alla p. 22. l. 1. 26. La correzione della punteggiatura fatta nella prima nota all'Olint. 3. p. 155. è ammessa nella nota alla p. 30. l. 10.

[166] Firenze 1761. T. 4. in 12.

[167] Ambedue stampate a Parma pel Bodoni, la prima il 1780. T. 2. in 4. e la Seconda ivi p. 1792.

[168] Romae. 1759. in 4.

[169] Chardon de la Rochette Mel. T. 1. p. 253.

[170] Archimedis opera ec. Oxoniae 1792. in f.

[171] Lett. de' suoi viaggi T. 3. p. 201.

[172] Heliodori Larissaei capita opticorum. Pistorii 1758. in 8.

[173] Roma. 1791. 1794. T. 2. in 4.

[174] Lett. de' suoi viaggi T. 3. p. 202.

[175] Neap. 1747. 1749. T. 2. in f.

[176] Historiarum Romanorum fragmenta cum novis earumdem lectionibus a Iacobo Morellio Bibliothecae Venetae Praefecto nunc primum edita. Bassani 1798. in 8.

[177] Venetiis 1785. in 8.

[178] Herculanensium voluminum, quae supersunt Tomus I. Philodemi de Musica Liber IV. Neap. ex R. Typ. 1793. in f.

[179] Iacobs Animadv. in Anthol. V. 2. P. 1. p. 244. e segg. Chardon de la Rochette Mel. T. 1. p. 206. e segg.

[180] Rapport historique sur les progrés de l'histoire et de la litterature ancienne depuis 1789. presenté a S. M. l'Empereur et Roi par le Classe d'histoire etc. de l'Institut. p. 68.

[181] Ivi.

[182] Dicesi, che il celebre chimico Inglese Cav. Davy dia qualche speranza di riuscirvi. Certo è che se la chimica può somministrare mezzi per ottener questo intento egli saprà trovarli.

[183] Magasin. Encycl. de M. Millin Ian. 1812. p. 120.

[184] Libanii Sophistae Orationes XVII. Antonius Bongiovanni nunc primum e MSS. codicibus eruit, latine vertit, notisque illustravit, Venetiis. 1754. in 4. Leonardo Adami preparò un'edizione più ampia, e più corretta di tutte le opere di Libanio, che poi non fu stampata. Amaduzzi praef. ad leg. Nov. V. anecd. p. XXII.

[185] De originibus arabicis aliquot vocabulorum civitate Germanica donatorum in Act. Soc. Lat. Jen. T. 4.

[186] Chirurgici veteres. Florentiae 1764. in f.

[187] Xenophontis Ephesii de amoribus Anthiae et Abrocomae libri V. Londini 1726. in 8. E di nuovo Lucae 1781. in 4. Graecae Latine, Italice, et Gallice. Più altre fatiche ancora fece il Cocchi intorno ai Greci Codici Fiorentini. Imperciocchè raccolse le varianti di Filone Ebreo, che poi servirono all'impressione fatta in Londra per opera del Mangei il 1742. trascrisse il Romanzo di Caritone, e lo vendè al d'Orville, e finalmente molto lavorò intorno agli scrittori di medicina, che manoscritti si conservano nella Laurenziana, copiandoli, ed indicandone, le varianti. Fabbroni nella sua vita.

[188] Xenocratis Arphrodisiensis de alimento ex aquatilibus cum notis integris T. G. Frid. Franzii. Accedunt novae variantes lectiones ex Cod. MS. depromptae et animadversiones Diamantis Coray nunc primum editae: itemque adnotationes, additamenta in glossarium Franzii hodiernam ichthyologiam illustrantia, et lucubratio de piscium esu Cajetani de Ancora. Neap. typis regiis 1794.

[189] Florentiae. 1750. in 4.

[190] Romae 1788. in 8. Egli ha preparate altresì alcune correzioni ed illustrazioni alla Preparazione Evangelica d'Eusebio, a parecchie iscrizioni del Grutero del Muratori, dello Spon, e d'altri, ed a più e diversi autori Greci e Latini. Caballeros suppl. I. p. 246.

[191] Eustathii ec. commentarii in Dyonisium Periegetam Alexandro Polito interprete. Coloniae Allobr. 1745. in 8. Orationes octo Alex. Politi ad Accademiam Pisanam. Ejusdem animadversiones in Eustathium ad Dyonisium Periegetam. Romae 1742. in 4.

[192] Fabroni Vit. T. 8. p. 59.

[193] Corporis Historiae Byzantinae nova appendix, opera Georgis Pisidae, Theodosii Diaconi, et Corippi Africani Gramatici complectens. Romae 1771. in f.

[194] Georgii, seu Gregorie Cyprii Patriarchae Constantinopolitani vita, quae ex Codice Lugduno Batavensi nunc primum græce in lucem prodit cum latina interpretatione et notis. Accedunt dissertationes duae Historicae et Dogmaticae cum binis epistolis ejusdem Cyprit ad amicum, et Moschamperis Excorto phylacis ad ipsum nunc primum editis: queis Byzantina Georgis Pachymeris historia illustratur auctore Fr. Jo. Francisco Bernardo M. de Rubeis Ord. Pred. Venetiis 1753. in 4.

[195] Bjornstahel Lett. de' suoi viaggi T. 3. p. 42.

[196] Anecdota Graeca Patavii. 1713. T. 3. in 4. Oltre agli Aneddoti latini stampati separatamente.

[197] Graecae Eulesiae vetera monumenta Florentiæ 1761. T. 3. in 8.

[198] Deliciæ eruditorum seu veterum anecdotorum collectanea. Florentiæ 1736.—44. T. 15. in 8.

[199] Anecdotorum fasciculus. Romæ 1756. in 4.

[200] Clarorum virorum ec. epist. ex. codd. MMS. Bibliothecæ Collegii Romani S. T. nunc primum vulgatæ Romæ 1754. T. 2. in 8.

[201] Anecdota litteraria ex. MSS. Codicibus eruta. Romæ 1773. T. 4. in 8.

[202] Catalogus codicum MSS. Bibliothecae Lauretianae ec. Florentiæ. 1764.—93. T. 11. in f. Graeca Divis Marc. Bibliotheca codicum MSS. Venetiis 1740. T. 2. in f. Graeci codices manuscritti apud Nanios Patricios Venetos asservati. Bononiae 1784. in 4. Il P. Luigi Mingarelli descrisse altresì i codici Greci e Latini della celebre libreria del Cardinale Passionei, come dice il P. Cavalieri nella sua vita, e il Cardinal Quirini mentre era monaco compilò il catalogo di quella della Badia di Firenze. Un breve, ma bel catalogo della libreria Veneta di S. Marco dette il Cavaliere Abate Morelli nel 1802. co' torchi di Bassano, il quale non appartiene al mio instituto.

[203] Institutiones Thealogicae antiquorum Patrum ec. Romae 1769. T. 4. in. 4.

[204] Romae 1740. in fol. e Tom. 2. in 4.

[205] Bononiae 1779. in fol. II dottissimo Sig. Ab. Morelli, alla diligenza del quale niuna cosa fugge, ha benissimo osservato, che questa storia non è diversa da quella che col nome di Giulio Polluce pubblicò poi come inedita il Sig. Ignazio Hardt a Monaco nel 1792. in 8.

[206] S. Gregorii Agrigentini Explanationes Ecclesiasticae, Libri X. Ven. Coleti 1791. in fol. L'unica cosa, che è da desiderarsi in questa edizione è l'uso degli accenti, che si sono tralasciati contro la pratica de' migliori editori d'opere Greche principalmente di quegli scrittori non molto antichi, che certamente gli adoperavano.

[207] Romae 1788.

[208] Veronae 1732. in 4.

[209] Romae 1772.

[210] Romae 1721. in 4. Altre cose liturgiche de' Greci egli pubblicò ancora nelle Diatribae quinque etc.

[211] Romae 1794. in 4.

[212] Ivi. 1795. in f.

[213] Romae. 1795. in f.

[214] Nella Raccolta Milanese del 1757.

[215] Benedicti Averanii dissertationes habitae in Pisana Academia. Florentiae 1716. 1727. in fol.

[216] Fabbroni Vit. T. 8. p. 17.

[217] Avvedutamente ho trascurate alcune piccole cose di non molto momento impresse nelle Raccolte del Calogerà, e del Mandelli ec.

[218] Parnasso de' Poeti Classici volgarizzati. Venezia 1793. 1803. T. 41. in 12. Comincia dai Biblici, e termina con Giovenale. Dovevano seguire altri latini e poi i Francesi, Inglesi, Tedeschi, Spagnoli, Portoghesi.

[219] V. Prefazione alle Traduzioni poetiche, o sia tentativi per ben tradurre. 8. Verona 1746.

[220] Riflessioni intorno alla traduzione dell'Iliade del Salvini. Parma 1760. in 8. e Algarotti Opere. T. 14. p. 381. ediz. Ven. 1794.

[221] Padova 1764. in 8.

[222] Ces. Op. T. 28. p. 87.

[223] Ivi Pref. p. V.

[224] Ivi p. 385.

[225] Riflessioni sulla necessità di studiare gli antichi Scrittori. Venezia, 1800. in 8.

[226] Corso di Lett. Gr. Op. T. 20. p. 123.

[227] Hist Gr. lib. 6. cap. 4. Erra l'interpetre latino nell'edizione del Wels, che traduce in latitudine. Altrove si può spiegare così; ma quì il contesto mostra, che si dee intendere della profondità. Così nell'orazione per la Corona nel decreto de' Bizantini (p. 256. ed. del R.) dove si dice, che gli Ateniesi soccorsero quella Repubblica πλοίοισιν ἕκατον καὶ ἕικοσι, καί σίτω, καὶ βέλεσι, καὶ ὁπλίτως: navibus centum et viginti, frumento, telis, et legionibus, come traduce il Volfio. Ma sarebbe stato un debole soccorso il mandar dardi. Il Sig. Cesarotti pare che si sia accorto di questa difficoltà avendo volgarizzato le due ultime parole, arme e soldatesca, e certo sarebbe stato assai utile il mandar arme d'ogni sorte, ma il testo nomina soltanto i dardi, dunque non si mandarono armi in generale. Io dubiterei, che βέλεσι quì si prendesse per saettatori; e mi confermo in questo sentimento, vedendo che dopo si nominano gli Opliti, che significa armati, ma più specialmente si prende per soldati di armatura greve; onde tradurrei jaculatoribus et militibus gravis armaturae. Lascio di ciò il giudizio agli eruditi Grecisti.

[228] Op. T. 15. p. 272. 273.

[229] L'Iliade Lucca 1703. in 12. L'Odissea, ivi in 12. senza nota d'Anno.

[230] L'Iliade Venezia 1770. T. 4. in 8. L'Odissea. Mantova 1778. T. 3. in 8.

[231] L'Iliade in versi sciolti e la Batracomiomachia in ottave rime. Venezia 1776. T. 2. in 8.

[232] Il Signor Cav. Monti ha poi tradotta l'Iliade in versi sciolti, e la sua traduzione ha ottenuto un plauso corrispondente alla celebrità del suo nome. Essa è stata impressa nel secolo presente, e non è mio officio il parlarne.

[233] Li due primi Canti dell'Iliade del Marchese Scipione Maffei, e li due primi dell'Eneide da Giuseppe Torelli tradotti in versi Italiani, si aggiunge la traduzione di un'elegia di Catullo in Greco fatta dal Signore Anton M. Salvini. Verona 1749. in 8. E prima il solo primo libro dell'Iliade, e dell'Eneide nelle traduzioni poetiche, o sia tentativi per ben tradurre esemplificati col volgarizzamento etc. Ivi 1746. in 8. E di nuovo nelle sue opere T. 19. aggiuntovi il terzo libro.

[234] I viaggi d'Ulisse tratti dell'Odissea d'Omero. Venezia 1796. in 12.

[235] Algar. Op. T. 9. p. 89. 90. 91. 115. 116. T. 14. p. 247.

[236] Mazza Opere, Parma, 1817. T. 3. p. 196. si veda ancora alla facc. 87.

[237] V. Pind. Op. Gotting. ec. 1798. T. 1. Praef. p. 51.

[238] Sassari 1772. in 8.

[239] Patavii 1808. T. 3. in 4.

[240] Cesarotti Op. T. 17. p. 284.

[241] Ivi T. 18. p. 143.

[242] Altri hanno preso a tradurre Pindaro in questo secolo. Della bella e dotta versione del signor Mezzanotte abbiamo il primo volume stampato in Pisa, il quale sarà seguitato dagli altri. Questo poeta è stato poco fa tradotto in parte ancora dai signori Bellini e Bianchi le opere de' quali non ho vedute. V. Bibl. Ital. Gennajo 1820. p. 22. Non dovrei far parola di me che ho pure tradotte le Olimpiche, e la terza Istmica. Ma non so trattenermi dal dire, che il mio volgarizzamento (tranne la tredicesima Olimpica, che è inedita) fu sventuratamente malmenato dallo stampator Veneto nel tomo 15. del Parnasso de' poeti classici volgarizzati, avendo egli tralasciati intieri versi, mutate o tolte parole a capriccio, e commessi parecchi errori tipografici. Forse riparerò un giorno a tanta rovina.

[243] Sette in Tebe. Vineg. 1794. in 8. Prometeo legato. Ivi 1795. in 8. Il P. Caballeros Bibl. Script. soc. Jesu, suppl. II. p. 65. attribuisce per errore queste due traduzioni all'Ab. Marotti.

[244] Roma 1754. in 8. Su questa traduzione il P. Pietro Lazeri Gesuita scrisse una lettera a Monsignor Michelangelo Giacomelli stampata nel Giorn. de' lett. di Roma. 1754.

[245] Roma 1752. in 4. e 1756. in 8.

[246] Roma 1757. Vi è unito il testo Greco con ottime annotazioni che lo illustrano.

[247] Brescia. Bertoni 1806. in 4. Il chiarissimo editore signor Alessandro Verri nelle note ne ha indicati alcuni errori, ma non tutti.

[248] Giorn. de' Lett. di Firenze T. 7. p. 2. Art. 6.

[249] Filottete. Siena 1791. in 4. Sofocle volgarizzato. Vol. primo Siena 1791. in 8. Contiene le Trachinie, e i due Edipi. Il Secondo volume non si è stampato.

[250] Elettra, Edipo, e Antigone di Sofocle, e il Ciclope dramma satirico d'Euripide dall'original testo Greco nuovamente tradotto dall'Ab. Francesco Angelini Piacentino con un saggio di sue poesie Italiane, Latine, Greche ed Ebraiche etc. Roma Salvioni 1752. in 8. Non ho veduto questo libro e il giudizio che ne do è fondato sugli squarci riportati nel Giornale di Modena T. 26. Art. 7. A queste si aggiungono le seguenti. L'Elettra del Lazzarini fra le sue opere Venezia 1736. Il Filottete del Sig. Tommaso Farsetti Venezia 1767. L'Edipo (del Conte Agostino Piovene) Venezia 1711. La Morte d'Ercole (cioè le Trachinie) di Tommaso Farsetti fra le sue Opere Venezia 1764. Le Trachinie di Francesco Boaretti nel Tom. II. del Parnas. de' Clas. Volg.

[251] Roma 1763. in 8. con poche annotazioni in fine.

[252] Anecd. ex MSS. Codd. eruta T. 3. in principio.

[253] Lett. de' suoi viag. T. 3. p. 276.

[254] La traduzione del Giacomelli era nella libreria del Cardinale Zelada e passò poi in Ispagna. Io dubito che a questa alluda l'Invernizzi nella prefazione al suo Aristofane dove parlando delle traduzioni di questo Autore dice, quod aetate nostra vir quidem litteratissimus nec vulgaris poeta infelici tamen successu tentavit cujus in quatuor Comoedias conatus extant Romæ manuscripti in ornatissima Zeladiana Bibliotheca. Se quì si è voluto parlare del Giacomelli si dovrà dire che la sua opera si stendesse a sole quattro commedie, e saranno certamente quelle che non sono imbrattate d'oscenità.

[255] Milano 1731. in 4.

[256] Londra 1739. in 4.

[257] Lucca 1794. in 12.

[258] Colle 1782. T. 2. in 8.

[259] Parn. de' Cl. volg. T. 14. p. 214.

[260] Il chiarissimo Signor Giovanni Caselli ha poi vinto il de Rogati colla sua bella traduzione stampata egregiamente a Firenze dal Piatti in f. in quest'anno 1819 col testo Greco come ho detto altrove. Alcune odi tradusse ancora Costantino Ridolfi che non ho vedute Caballeros suppl. 2. p. 89.

[261] Venezia 1780. in 12.

[262] Modena 1781. in 8.

[263] T. 23. p. 316.

[264] Torino 1729. in 8.

[265] Dell'Europa di Mosco v'ha anche una traduzione di Vincenzo Corazza Ferrara 1736.

[266] Poesie di Greci scrittori recati in versi Italiani. Brescia, Bettoni 1808. in 4. Cito questa edizione, quantunque sia fatta nel secolo presente, perchè vi sono unite tutte le sue traduzioni. Parecchi anni sono egli mi disse, che meditava di recar in Italiano la Cassandra di Licofrone, ma forse no 'l fece.

[267] Venezia 1751.

[268] Dell'Antologia preparava una versione in versi Latini Biagio Ugolini, come si legge nelle Lett. del Bjoerns. T. 3. p. 182. Dell'Iliade del Cunich abbiamo tre edizioni di Roma, di Vienna, e di Padova, e due dell'Odissea del Zamagna di Siena, e di Padova. Più altre cose minori hanno tradotte in bei versi latini questi due celebri Exgesuiti, che tralascio, ma possono vedersi indicate dal P. Raimondo Diosdado Caballero Bibl. Script. soc. Jesu, suppl. I. p. 123. e segg.

[269] Romae. 1795. in 4.

[270] Ib. 1818. in 4.

[271] Fabbroni Vit. T. 8. p 45.

[272] Milano 1753. in 8. Non avrei voluto veder quì attribuita a Demostene l'orazion funebre, che Dionisio d'Alicarnasso, Libanio, e Fozio negano che sia di lui.

[273] Venezia 1751. in 8.

[274] Siena 1720. in 8.

[275] Venezia 1780. Il Conte Cornelio Pepoli e il Sig. Onofrio Gargiulli lo trasportarono in versi, il primo in Venezia 1763. in 8. e il secondo nel Parnas. de' Classici volgarizzati T. 15. e 35. Non conosco la traduzione del Tognaccini se non perchè la trovo nominata in una lettera, la quale il celebre Signor Canonico Domenico Moreni si è compiaciuto d'indirizzarmi.

[276] Verona 1772. 1773. T. 5. in 4.

[277] Venezia 1787.

[278] Verona 1785. in 4. Mi sia quì permesso di ricordare le belle traduzioni, che il chiarissimo Sig. Cav. Canonico Ciampi Professore di lingua Greca nell'Università di Varsavia ha fatte di tre opuscoli di Plutarco, cioè del tardo gastigo della Divinità. Pistoja 1801. dell'educazione de' figliuoli. Ivi 1806. e l'ammonizione ai Maritati. Pisa 1801. e del Convito di Senofonte, Venezia 1801. e finalmente di quella parte di Romanzo di Longo sofista, che era inedita, e M. Curier ha tratta da un codice della Laurenziana di Firenze. Esse sono posteriori all'epoca prescritta a questo mio ragionamento; ma non ho potuto astenermi dal farne parola pel merito del traduttore, e per la molta stima, che ho di lui. Le sue versioni sono eleganti ed esatte. Le prime sono corredate d'annotazioni eruditissime dirette o ad illustrare le storie, le favole, e gli antichi costumi, a cui alludono quegli scrittori, o ad esaminare le varianti proposte dai precedenti editori, e a proporne delle nuove molto lodevoli. Nell'ultima egli ha preso ad imitare lo stile del Caro, e vi è riuscito con somma felicità, e perciò nella nuova edizione del volgarizzamento dello stesso Caro fatta dal Molini il 1811. essa vi è stata con gran ragione inserita a preferenza di quella, che altri aveva scritta meno lodevolmente.

[279] Delle opere di Luciano filosofo tradotte dalla Greca nella Italiana favella, Parti 4. Londra (Venezia) 1764. 1767. T. 4. in 8. Del Gozzi sono il Sogno e il Timone nel primo Tomo, e il Maestro di Rettorica nel quarto. A questi fece il Lusi qualche piccola mutazione per renderli più conformi al testo, e principalmente all'edizione del 1743.

[280] Venezia 1761. in 4. Della traduzione del Salvini ho già parlato di sopra.

[281] Trevigi. 1764. in 8.

[282] Verona 1739. in 8.

[283] Verona 1779. T. 4. in 8.

[284] Firenze. 1711. in 4.

[285] Firenze. 1732. in 4.

[286] Venezia 1796. in 8.

[287] Venezia 1800. in 8.

[288] Napoli 1794. in 8.

[289] Hor. Ep. Lib. 2.

[290] Clementis XI. homilia in SS. Apostolos Petrum et Paulum ex Latino in Graecum versa a Blasio Caryophilo. Neapoli 1704.

[291] Zacc. Stor. Lett. d'Ital. T. 14. p. 275.

[292] Estro poetico armonico di Girolamo Ascanio Giustiniani T. 1. p. 12.

[293] Ann. Lett. d'Ital. T. 1. P. II p. 221.

[294] Ύπὲρ τỏυς γεωργικοῦ βίου διάλογος. (De Vita rustica dialogus) Florentiae apud Caj. Cambiagi 1796. in 8. Διάλογος bπρὸς τοὺς νέους παραινετικός. (Dialogus hortatorius ad Juvenes) Ibid. 1798. in 8.

[295] Alphabetum Etruscorum secundis curis illustratum et auctum. Lo aveva pubblicato prima nel 1771. colle stampe di Propaganda.

[296] Saggi di Diss. dell'Accad. di Cort. T. 1. p. 1. e seguenti e Bibl. Ital. T. 18. p. 1. e seg.

[297] Mus. Etr. T. 1. in. Prol. p. XLIX.

[298] Si vedano le sue osservazioni letterarie. Lascio stare quello affatto arbitrario proposto da Andrea Adami nella Storia di Volseno antica Metropoli della Toscana etc. Roma 1737. T. 1. p. 31. E quelli non dissimili ai numeri 23. e 25. dell'indice de' caratteri con gl'inventori e nome di essi, esistenti nella stamperia Vaticana e Camerali etc. Roma 1628. in 8. Ben'è vero però, che in questo libro anche riguardo a qualche altro alfabeto si mostra molta imperizia, dandosi il Siro per Fenicio, e in questo il Kof, e lo Scin. sono male espressi.

[299] Nuova trasfigurazione della lettere Etrusche. 1751. in 4.

[300] Bibl. Ital. T. 14. p. 1. e saggi di Dissertaz. dell'Accad. di Cort. T. 2. p. 33.

[301] Accad. di Cort. T. 2. p. 1.

[302] Mus. Etr. T. 1.

[303] Lett. Gualfond. Firenze in 12.

[304] Lett. Roncagliesi nella Raccolta del P. Calogerà e Paralipomena in Dempsterum.

[305] Degl'Itali Primitivi nella storia Diplomatica, indi nelle Osservazioni Letterarie.

[306] Saggi di Diss. dell'Acc. di Cort. T. 7.

[307] Della lingua de' primi abitatori d'Italia.

[308] Saggio di Lingua Etrusca e di altre antiche d'Italia per servire alla storia de' popoli delle lingue e delle Belle arti. Roma Pagliarini 1789. T. 3. in 8.

[309] Si veda l'Etimologico del Vossio, e Schedii Proleg. in Etymol. Lennepii et Index Etymologicus vocum Latinarum, che è in fine dell'Etimologico del Lennep. Il Passeri aveva scritto de Hebraismo Latinorum; (Govi Symb. Litt. Flor. T. 5. p. 69.) ma nulla si è pubblicato di lui su questo argomento, nè credo, che si potesse fare cosa di molto pregio. Si veda ciò che ho detto di sopra parlando del P. Ogerio.

[310] Ferrara 1775. in 8.

[311] Latium restitutum, seu latina lingua in veterem restituta splendorem opera et industria Augustini Mariae Savonensis Romae. 1720. e di nuovo ivi 1752. T. 3. in 8. Vi è in principio una critica della Minerva del Sanzio, ovvero di Francesco Sanchez, che egli attribuisce allo Scioppio con questo titolo Scioppii Minerva Sanctiana impugnatur atque refellitur, e fu ristampata dal Kappio a Lipsia il 1723.

[312] Lexicon Latinum criticum Io. Francisci Corradini de Allio in quo novæ latinæ voces etc. quæ in thesauris linguæ latinæ etc. desiderantur, præsertim in Calepino Patavino septem linguarum, cujus errores ingenii et eruditionis, fictitiæ voces, qua latinæ minime sunt, latinæ quae barbarae non sunt, in calce notantur. Venetiis 1742. in 4.

[313] Ambrosii Calepini dictionarium septem linguarum curante Iacobo Facciolato. Editio a Cl. Io. Baptista Galliciolo a mendis quam plurimis expurgata linguarum Orientalium millenis ac millenis vocabulis suis locis adaucta, et insuper articulis ad octo fere millia ex magnorum Lexicorum fontibus et * signatis locupletata. Venetiis. 1778. T. 2. in fol.

[314] Totius Latinitatis Lexicon consilio et cura Iacobi Facciolati opera et studio Ægidii Forcellini Alumni Seminarii Patavini lucubratum. Patavii typis Sem. 1771. T. 4. in f.

[315] Index criticus vocum ab iis, quì latine scribere velint, vitandarum auctore Ioanne Marchelli S. I. Mediolani 1753. in 4.

[316] Vocabolario manuale d'alcune voci latine, o d'altro linguaggio straniero, stravaganti, e d'oscuro significato, le quali si trovano ne' libri del vecchio, e nuovo Testamento, nel Messale, nel Breviario, nel Martirologio Romano nel Concilio Tridentino, nel Rituale, e in altri simili libri ad uso de' Chierici. Zaccaria St. Lett. T. 14. p. 357.

[317] Patavii 1715. in 12.

[318] Lexicon militare. Romæ 1724. Additiones ad Lexicon militare ib. 1727. in 4.

[319] Vocabularium architecturae edificatoriae cum indice vocum Italicarum. ib. 1734. in 4.

[320] Nomenclator agriculturae ib. 1736. in 4.

[321] Lexicon vocum, quae a brutis animantibus emittuntur opera et studio Vincentii Cavallucci Parisiis 1790.

[322] Cesar. Op. T. 17. p. 250.

[323] Zacc. Ann. Lett. d'Ital. T. 2. p. 482.

[324] Symb. Litt. Flor. T. 5. p. 70.

[325] Firenze 1735. in 8.

[326] I Luoghi occulti della Lingua Latina fra le sue opere T. 1. p. 404.

[327] Lexicon Ciceronianum Marii Nizolii ex recensione Alexandri Scoti, nunc crebris locis refertum, et inculcatum. Accedunt phrases et formulae linguae latinae ex commentariis Stephani Doleti. Patavii 1734. in fol.

[328] Gerardi Ioannis Vossi Etymologicum linguae latinae cura Alexii Symmachi. Mazzochii Neapoli 1762. 1763. T. 2. in fol.

[329] M. Tullii Ciceronis opera cum notis variorum. Neapoli Typis ac sumptibus Ioseph Mariae Porcelli 1777. e seg. in 8. Dovevano essere trentasei volumi.

[330] Patavii 1738. in 4.

[331] Patavii 1713. in 8.

[332] Patavii 1732. in 8. e di nuovo Venetiis 1744. in 8. Vi è unita la traduzione Italiana.

[333] Bjoernst. Lett. de' suoi viaggi T. 3. p. 23.

[334] Ne abbiamo solamente un saggio nell'orazione contro Pisone dal Lagomarsini stampata con questo titolo. M. Tullii Ciceronis oratio in L. Pisonem ex editione Jacobi Gronovii cum omnibus omnium Florentinorum MSS. Codicum ec. variis lectionibus ec. Character Scripture duodecim Codd. MSS. ec. Venetiis typ. Albriziniis 1741. E nell'anno medesimo stampò a Firenze specimen editionis operum M. Tullii Ciceronis. Caballeros Bibl. script. Soc. Iesu, Supl. I. p. 170.

[335] Alle illustrazioni di Cicerone s'aggiunga Loci Graecorum auctorum a Cicerone interpretati, sive Lexicon Ciceronianum Graeco-Latinum. Augustae Taurinorum. 1743. in 8. Nulla posso dire di questo libro, che non ho veduto, nè so se sia una ristampa del lessico Ciceroniano Greco-Latino stampato da Enrico Stefano il 1577. Il P. Zaccaria Stor. Lett. T. II p. 409. dice, che il Canonico Guenzi stampò, e comentò le partizioni oratorie di Cicerone, ma di questa edizione non ho contezza.

[336] Nuovo Dizionario Stor. Ediz. di Bassano alla v. Lagomarsini e alla v. Pontedera (Giulio). Una parte però almeno è nella Magliabechiana di Firenze secondo il P. Caballeros Bibl. Script. Soc. Iesu, Suppl. II. p. 54.

[337] Praef. in Script. R. R. edit. Lips. 1794. T. 1. p. VII.

[338] Caronelli Apotegmi agrarj p. XVII.

[339] Iulii Pontederae epistolae et disertationes, opus posthumum prefatione et notis auctum ab Iosepho Antonio Bonato Publ. Bibl. Pat. Praefecto. Patavii 1790. T. 2. in 4. Di quì lo Schneider ha prese quelle annotazioni che stampò col titolo: Iulii Pontederae curae posteriores e che si vedono nell'ultimo volume dell'edizione citata di Lipsia.

[340] Aur. Corn. Celsi de medicina libri octo. Patavii Cominus 1722. in 8. L. Sereni Sammonici de medicina praecepta saluberrima. ib. 1722. in 8.

[341] Io. Bapt. Morgagni in A. Corn. Celsum et L. Ser. Sammonicum epistolae decem. Patavii Cominus 1750. in 8.

[342] Bianconi Lett. sopra Celso p. 258.

[343] E di nuovo Lugd. Bat. 1785. in 4.

[344] Zeno Lett. T. 5. p. 154. Lett. del 1735.

[345] L'Architettura di M. Vitruvio Pollione colla traduzione Italiana, e comento del Marchese Berardo Galiani Napoli 1758. in fo.

[346] Sex. Iulii Frontini de aquaeductibus urbis Romae commentarius antiquae fidei restitutus, atque explicatus opera, et studio Io. Poleni. Patavii 1722. in 4.

[347] Titi Livii historiarum libri XCI. fragmentum Romæ 1773. in 4. e di nuovo ad Amburgo, a Napoli, e a Lipsia. Il P. Caballeros Bibl. Script. Soc. Iesu, Suppl. II. p. 40. cita del Giovenazzi dissertationes de versibus Plauti MSS. ed ivi a p. 116. alcune sue illustrazioni sopra Properzio, e sopra gli antichi Poeti Cristiani. Le seconde non sono stampate; ma le prime si possono dire pubblicate, perchè il Santenio nell'impressione di Properzio fatta in Utrecht il 1780. confessa d'averne fatto molto uso.

[348] C. Crispi Sallusti, quae extant ex optimis codicibus castigata. Accedunt Iulius Exsuperantius ec. cum notis et epistola ec. cura et studio Cajetani Vulpii Patavii 1722.

[349] L. Annaei Senecae Apocolocyntosis sive ludus in mortem Claudii Caesaris a Francisco Eugenio Guasco illustratus. Vercellis 1787. in 4.

[350] Clem. Vannetii commentariolus in scenam III. actus I. Heavtontimortimenon P. Terentii Venetiis. 1781. in 4.

[351] Patavii 1780. T. 3. in 8. Questa è l'edizione più abbondante, e più corretta.

[352] Anche Virgilio adoperò la stessa voce dicendo:

........Tu nunc Carthaginis altae
Fundamenta, locas pulchramque uxorius urbem
Exstruis. Aen. Lib.
4. v. 265.

E pure Virgilio non viene accusato d'usare uno stile comico.

[353] Rovesto. 1792. T. 3. in 8.

[354] Patavii 1737. 1755. T. 4. in 4. Del Volpi si ha ancora: Liber de Satyrae Latinae natura et ratione ec. item paraphrasis perpetua et commentarius uberrimus in X. satyram Iuvenalis. Patavii. 1744. in 8. Ed è veramente amplissimo questo commentario che in 248. facciate spiega una satira sola.

[355] Patavii 1710. T. 2. in. 8.

[356] Venetiis 1738. in f. Il P. Anton Maria Lupi Gesuita scrisse annotazioni sopra Catullo, (Fabbroni vit. T. 15. p. 53.) che sono inedite.

[357] Milano 1752. in 12. Vi sono altre edizioni anteriori a questa, che non ho vedute.

[358] Vedi le simbole Fiorentine del Gori T. 5. p. 68. Il signore Chardon de la Rochette Mel. T. 1. p. 355. dico che D. Pasquale Baffi Napoletano aveva preparata di Fedro une edition bien soignée, ma le sue carte si sono perdute alla sua morte.

[359] Romæ 1751.—1753. T. 3. in f.

[360] Venetiis. 1752. T. 3. in f.

[361] Veronæ 1734. 1740. T. 10. in f.

[362] Romæ. 1787.

[363] Romae. 1754. T. 14. in 8. Ejusdem de mortibus persecutorum notis illustr. a Io. Andrea Paternò Castello Venetiis. 1766. in 8.

[364] Veronæ 1741. 1754. T. 2. in f.

[365] Florentiae. 1721. in 8.

[366] Veronae 1739. in 4. E di nuovo Augustae Vindelicarum. 1758.

[367] Venetiis 1778. in f.

[368] Patav. Comin. 1720. in 4. E di nuovo August. Vind. 1757.

[369] Romae 1741. in 4. gli opuscoli.

[370] Veronae 1745. edizione non terminata di tutte l'opere.

[371] Venetiis 1736. in f. Bisogna aggiungervi tre Carmina natalitia stampati poi dal Mingarelli, Anacd. Fasc. Romae 1736.

[372] Venetiis 1750. in f.

[373] Romae 1784. in f.

[374] Flavii Cresconti Corippi de laudibus Iustini Augusti minoris libri IV. ac carmen panegyricum in laudem Anastasii Quaestoris et Magistri cum notis variorum. Romae 1777. in 4. Il Foggini promise di dare ancora Bellum lyricum libris octo e Bella syrtica del medesimo Autore.

[375] Storia de' Teat. T. 6. p. 233. Edizione del 1790.

[376] Venezia. 1733. in 8.

[377] Urbino 1736. in f. col testo Latino a fronte a le figure delle maschere ricavate da un MS. della Vaticana.

[378] Bassano 1758. in 8.

[379] Londra 1717. in 8.

[380] Filosofia della natura di T. Lucrezio Caro e confutazione del suo Deismo e Materialismo dell'Ab. Raffaele Pastore. Londra 1776. T. 2. in 8.

[381] La Bucolica di P. Virgilio Marone in rime italiane. Parma in 8. Senza indizio d'anno.

[382] Colle altre Opere di Virg.

[383] Nella seconda Raccolta milanese.

[384] Vicenza 1780.

[385] Colle altre opere di Virgilio e separatamente Roma 1758. in 12.

[386] Nella seconda Raccolta Milanese de' Poeti Latini.

[387] Modena Anno VI. della Repubblica Francese.

[388] Parma 1801. opera postuma.

[389] Vienna. 1800.

[390] Le odi di P. Orazio Flacco espresse in varj metri da Octavio dalla Riva. Verona 1746. in 8.

[391] Milano 1779.

[392] Bergamo 1789.

[393] Non posso indicare il luogo e l'anno della stampa, non avendo ora l'opera sotto gli occhi. La vidi alcuni anni sono, e ne do il giudizio che ne formai leggendola in parte.

[394] Le prime furono stampate a Siena il 1759. e le seconde ivi il 1764.

[395] Siena 1778.

[396] La prima edizione del Pallavicini è di Lipsia del 1736. L'Orazio del Venini è nella seconda Raccolta Milanese, e corretto in Milano, 1791.; e nel Parnasso de' Classici è quello del Bramieri. Francesco Borgianelli stampò le odi in Venezia il 1736. Il Cassola a Reggio nel 1786. e ne fece poi una seconda edizione miglior della prima, che non ho veduta. Il Cesari stampò prima in Verona 12. Odi nel 1788. che pubblicò di nuovo con altre diciotto in Bassano il 1789.

[397] Atti dell'Accad. It. T. I. p. XXXV. e CXXVIII.

[398] Sono fra le sue Poesie unite a Teocrito Mosco, e Bione.

[399] Osservazioni intorno ad Orazio T. 1. p. 93. L'epistola dal Vannetti volgarizzata è ivi p. 163.

[400] Tralascio quelli che poche cose hanno volgarizzate, come il Frugoni, l'Ab. Civetti, ed altri.

[401] Le opere loro furono tradotte da Raffaele Pastore. Venezia 1776. in 12. da Guido Riviera, ivi 1761. T 2. in 8. Nella prima Raccolta Milanese v'ha Tibullo, e Properzio di lui, e Catullo di Parmindo Ibichense, cioè Francesco M. Biacca. Non parlo della traduzione del primo, perchè non l'ho veduta; nè di quelle del Riviera e del Biacca, perchè avendo cominciato a leggerle non mi ha sofferto l'animo di terminarle.

[402] Parnasso citato. T. 20. p. 335.

[403] Ivi T. 36. p. 112. Prop. Lib. 4. El. 4.

[404] Elegie scelte di Tibullo Properzio ed Albinovano tradotte in terza rima da Oresbio Agreo P. A. ec. Lucca 1745. in 4. Giulio Cesare Becelli tradusse Properzio, ma la sua traduzione è insoffribile.

[405] Le altre traduzioni d'Ovidio a me note sono le Eroidi del Conte Giulio Bussi, dell'Ab. Cesare Frassoni, e di Marc'Aurelio Soranzo; le Tristezze di Francesca Manzona Giusta; l'Epistole scritte dal Ponto del P. Massimiliano Giusti Barnabita; gli Amori e i Rimedj d'amore di Giuseppe Baretti; l'Arte d'amare di Filippo Sacchetti; le Metamorfosi di Fabio Maretti. Si vedano le due Raccolte Milanesi, e il Parnasso dell'Ab. Rubbi.

[406] Venezia 1735. in 8. Felice è pure la versione anonima che abbiamo nella prima Raccolta Milanese.

[407] Venezia 1725. in 4.

[408] Roma 1707. in 4.

[409] La traduzione di Lucano del Signor Cristoforo Boccella non appartiene al mio argomento essendo impressa nel secolo decimonono. E già mi riuscirebbe malagevole il darne giudizio per l'amicizia che a lui mi unisce.

[410] Verona. 1776. in 8.

[411] Roma. 1729. in f.

[412] La Medea, l'Edipo, la Troade l'Ippolito di Seneca, e l'Ippolito d'Euripide. Venezia 1750. in 8.

[413] Venezia 1761. in 8.

[414] Nella prima Raccolta Milanese

[415] Venezia 1758. T. 3. in 8.

[416] Firenze. 1726. in 8.

[417] Milano 1771. T. 3. in 8.

[418] Le orazioni scelte di M. Tullio Cicerone tradotte in lingua Italiana ed arricchite di note dall'Ab. Placido Bordoni. Venezia 1795. T. 3. in 8.

[419] Orazioni di M. Tullio Cicerone in volgar Toscano recate ec. Venezia 1750. T. 7. in 8.

[420] Orazione in difesa di Sesto Roscio d'Ameria Lucca 1789. in 8. Orazione in favore della legge Manilia. Ivi 1789. Le quattro Catilinarie Ivi 1790. in 8. Orazione a favore di Milone Ivi 1794. in 8. Anche il P. Michele Angelo Bonotto tradusse alcune orazioni di Cicerone e le stampò in Venezia il 1789. in 8. ma non le ho vedute. La sua traduzione però dei libri della Repubblica di Platone da lui stampata in Venezia non mi fa concepire grandi speranze di questa, se pure si può giustamente dall'una trar congettura dell'ultra.

[421] Venezia 1762. T 2. in 8. Il P. Anton Maria Ambrogi Gesuita tradusse le lettere scelte Roma, 1780. e Venezia, 1800.

[422] Venezia 1744. in 8.

[423] Ivi 1754. T. 2. in 8.

[424] Ivi 1743. in 8.

[425] Verona 1737. in 8.

[426] Venezia 1750. in 32.

[427] Firenze 1756. in f.

[428] Venezia 1740. in 8. non sono però tutte.

[429] Ivi 1747. T. 2. in 8. Haller Bibl. Chir. T. 1. p. 43.

[430] Torino 1763. E' la congiura di Catilina solamente.

[431] Venezia 1761. in 8.

[432] Fra le opere postume.

[433] Bassano 1802. in 8. Questa è la quarta edizione. Le altre che non ho vedute sono del secolo decimottavo.

[434] Ho notata questa versione perchè fu scritta nel passato secolo, ed ho taciuto di quella bellissima del signor Abate Nardini, perchè giudico, che sia stata fatta in questo secolo.

[435] Roma 1717. in 8.

[436] Panegiricae orationes veterum etc. Venetiis 1708. in 8.

[437] Venezia 1756. in 8.

[438] Ivi 1792. e seguenti.

[439] Flam. Carm. Lib. 1. Carm. 18.

[440] Osservazioni critiche intorno alla moderna lingua Latina. Venezia 1740. in 8.

[441] Cesar. Op. T. 31. p. 10. Si veda ivi l'annotazione.

[442] Cesar. Opere. T. 1. p. 82.

[443] Flam. Op. p. 294. edit. Comin. 1743. Si veda tutta quella lettera.

[444] Ludovici Sergardii antehac Q. Sectam Satyrae argumentis, scholiis enarrationibus illustratae. Lucae 1783. T. 3. in 8. Vi è aggiunto il quarto volume contenente le altre sue opere.

[445] Io. Vincentii Lucchesini historiarum sui temporis ab Noviomagensi pace Tomi tres. Romae 1725. 1738. in 4.

[446] Cordara Opera. Venezia 1804. T. 3. in 8.

[447] De rebus gestis Eugenii Principis a Sabaudia bello Italico. Mediolani 1752. De rebus gestis Eugenii ec. bello Pannonico. Romae 1748.

Ambedue queste opere furono tradotte in purissima lingua Italiana dal P. Pietro Savi Gesuita. Tutte le sue opere furono poi stampate in Milano in sei volumi il 1791.

[448] Il Facciolati scriveva purissimamente in latino ma non vestiva i pensieri alla foggia latina.

[449] Ethicorum libri quinque auctore Jacobo Antonio Bacci Seminarii Lucensis Rectore. Lucae 1760. T. 3. in 4.

[450] Ho ricordato altrove le sue annotazioni sulle opere di Cicerone scritte egregiamente. Quì deve esser citato de vita Eustachii Zanotti Gasparis Garantonii commentarius. Romae 1785. in 8.

[451] Non so se si continui a spiegarle nelle scuole, ma so, che si continua a farne nuove impressioni. Il Dussdorf. nel 1779. fece stampare in Dresda il Commentario de rebus ad Velitras gestis.

[452] Phil. Buon. de claris Pontif. Epist. Scrip. inter ejus Op. T. 1. p. 77. edit. Luc. 1784.

[453] Senatus-Consulti de Bacchanalibus, sive æenæ vetustae tabulae musaei Caesarei Vindobonensis explicatio, auctore Matthaeo Aegyptio. Neapoli 1729. in f.

[454] Langlet Meth. pour etud. l'Hist. T. 14. p. 340. ediz. 1772. in 12.

[455] Egli lasciò manoscritta ancora un'ampia collezione d'iscrizioni cristiane e di figuline, ed i volumi, che contengono questo tesoro d'antiquaria, sono ora nella Vaticana.

[456] Stephani Antonii Morcelli de stilo inscriptionum latinarum libri tres. Romae 1781. in 4.

[457] Inscriptiones Commentariis subjectis Ibid. 1783. in 4. Possono gareggiare col Morcelli in questo genere il P. Guido Ferrari, che le sue iscrizioni stampò in Milano il 1765., e l'Abate Luigi Lanzi, che parecchie ne pubblicò in Firenze. Non parlo poi de' viventi signori Canonico Schiassi di Bologna ed Abate Zannoni di Firenze elegantissimi scrittori di questo genere.

[458] Meminerimus, quas nominibus discerpsimus Hebraicam, Phoeniciam, Samaritanam, Chaldaicam, Arabicam, Aethiopicam linguam, non totidem linguae esse, sed unius, quam communi nomine Orientalem recte dixeris, propaginem, ac dialectos. Michaelis in notis ad Lovvth de S. Poes. Hebr. apud Ugol. T. 31. p. 194.

[459] Specimen variarum lectionum sacri textus et Chaldaica Estheris additamenta cum latina versione et notis ex singularii codice Pii VI. Accedit appendix de celeberrimo codice tritaplo Samaritano Bibliothecae Barberinae. Romae 1782. in 8.

[460] Antonii Zanolini Grammatica Institutio linguae Syriacae. Patavii 1742. in 8.

[461] Lexicon Syriacum cum auctoris disputatione de lingua Syriaca, versionibus Syriacis, et de Maronitis. Patavii 1742. in 4. Sopra ho mostrato come questo scrittore fu plagiario del Buxtorf, e d'altri nella Grammatica e nel Lessico Caldeo-Rabbinici. Dubito, che la taccia medesima si sia meritata anche in queste opere. Certo è almeno, che quello che dico quì nella prefazione alla p. VII. intorno alle Versioni Siriache è preso dal Filologo Ebreo del Leusden.

[462] Bibliotheca Orientalis Clementino-Vaticana, in qua MSS. codices Syriacos, Arabicos, Persicos, Turcicos, Hebraicos, Aethiopicos, Graecos, Aegiptiacos, Ibericos, Malabaricos jussu et munificentia Clementis XI. ec. ex Oriente conquisitos etc. recensuit ec. Romae 1719. 1728. T. 4. in f.

[463] Acta SS. Martyrum Orientalium, et Occidentalium. Romae 1748. T. 2. in f. Si aggiunge il Codex Liturgicus, ed altre opere di questi instancabili e dottissimi scrittori.

[464] Romae 1732.—46. T. 6. in fol. Il cognome del P. Benedetti era Ambarach, che in Siriaco significa Benedetto.

[465] Opuscoli del P. Calogerà T. 37.

[466] Daniel secundum LXX. ex Tetraplis Origenis nunc primum editus e singulari Chisiano codice annorum supra DCCC. Romae typis Prop. Fid. 1772. in f.

[467] Specimen ineditae et hexaplaris Bibliorum versionis Siro-estranghelae cum simplici atque utriusque fontibus Graeco et Hebraeo, cum duplici latina versione, ac notis, ac diatriba de rarissimo Codice Ambrosiano. Parmae 1778. E di nuovo stampato dall'Eichornio a Lipsia nell'anno stesso, e poi dal Tyohsen a Rostock nel 1793.

[468] Daniel secundum editionem LXX. Interpretum ex Tetraplis desumptam ex Codice Syro-Estranghelo Bibl. Ambr. Syriace edidit, latine vertit, praefatione notisque criticis illustravit Cajetanus Bugatti ec. Mediolani 1778. in 4. Dopo avere scritte queste cose, una bella lettera m'è pervenuta del Sig. Abate Amadeo Peyron, del quale ho già parlato altrove. Egli con profonda dottrina mi ha indicati i pregj principali dell'opera del Bugatti, e parecchi errori commessi dal Norberg nel suo Geremia ed Ezechiele, e dallo Spohn nello Jeremias ex collatione septuaginta Interpretum. Mi parla altresì degli atti de' Martiri dell'Assemani, e mi indica qualche errore della traduzione, come nel T. 2. p. 68. dove si legge Maximianus Imperator anno post susceptum Imperium, e si doveva dire anno quarto Regni Numeriani. In generale mi avverte, che non è da fidarsi sempre di quella traduzione, la quale talvolta è troppo ristretta, talvolta è diffusa troppo. L'Assemani non era molto perito nella lingua Latina, e traducendo rozzamente consegnava la sua versione a non so qual latinista, perchè l'acconciasse in miglior foggia. Questi che nulla sapeva di Siriaco pensava solo ad essere elegante, e nulla era sollecito della fedeltà. La cosa andò assai meglio per l'opere di S. Efrem, nelle quali la traduzione è più ristretta e fedele. A me rincresce di non poter quì aggiungere la stessa lettera; ma questa contiene qualche tratto Siriaco, ed a me mancano i caratteri di questa lingua.

[469] Roma 1782. in 8.

[470] Romae 1779. in f.

[471] Neapoli 1767.

[472] Rudimenta Linguae Arabicae cum Catechesi Christiana. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1732. in 4.

[473] Fab. Vit. T. 11. p. 185.

[474] Cesar. Relaz. Accad. nelle sue opere T. 18. p. 358. e seguenti.

[475] Codice Diplomatico di Sicilia sotto il Governo degli Arabi. Palermo 1789. e segg. T. 6. in 4.

[476] Oltre all'opere del Cesarotti citate, dalle quali è preso tutto questo racconto, è da vedersi una Relazione su questi codici di Monsignor Adami Arcivescovo d'Aleppo nell'Allgemeinen litterarischen Anzeigen 1793. (indicatore letterario Tedesco) e nell'Allgemeine Bibliothek der biblischen litteratur 1794.(Biblioteca Tedesca della letteratura biblica) e più copiosamente nel fundgruben des Orients (Miniere dell'Oriente) T. 1.

[477] Padova nella stamperia del Sem. 1787. in 8.

[478] Catalogo de' Codici Manoscritti Orientali della Biblioteca Naniana. Vi si aggiunge l'illustrazione delle monete Cufiche del Museo Nanian. Parte I. e II. Padova nella Stamp. del Seminario 1787. 1788. in 4.

[479] Delle monete degli Arabi ha parlato egregiamente ancora il dottissimo Signor Abate Caluso nella Biblioteca Oltramontana Vol. 3. del 1793. dando ragguaglio d'un'opera dell'Alder.

[480] A questo dotte scrittore dobbiamo ancora l'illustrazione della Patena Mistica creduta di S. Pier Grisologo, la quale si conserva nella Chiesa Cattedrale d'Imola. Padova nella Stamperia del Sem. 1804. in 4. Essa non appartiene al tempo, che forma lo scopo di questi miei fogli. Pure non posso tacere, che quella Patena non si era nè pure potuta spiegare dal Mazzocchi; nè de uno de' vecchj Assemani. Il Tiebsen aveva riconosciute in essa lettere Cufiche, ma l'aveva spiegate in un modo sicuramente erroneo, e il nostro scrittore che pure le ravvisa tali, le spiega in maniera felicissima.

[481] E' unita allo specimen ineditae versionis Arabico-Samaritanae Pentateuchi e cod. MS. Bibl. Barberinae Romae. 1778. in 8.

[482] Venezia presso Giacomo Storti 1787. T. 3. in 8. L'Abate Cournand la tradusse in Francese e la stampò a Parigi il 1789. ma lasciò il catalogo della libreria del Serraglio in lingua Turca.

[483] Dizionario, Grammatiche e Dialoghi per apprendere le lingue Italiana, Greca Volgare, e Turca ec. Padova 1789. T. 3. in 4. edizione seconda corretta ed accresciuta.

[484] Romae Typis S. Congr. Prop. Fid. 1788. in 8.

[485] Dottrina Cristiana Etiopica—Araba—Italiana Roma 1786. in 4. Lo stesso traduttore lo trasportò anche in lingua Amharica, che è la volgare del paese.

[486] Alphabetum Aethiopicum sive Gheez, et Amharicum cum oratione Dominicali, Salutatione Angelica, Symbolo fidei, praeceptis Decalogi, et initio Evang. S. Iohannis. Romae 1789. in 8.

[487] Alphabetum Persicum cum oratione Dominicali et Salutatione Angelica. Romae. Typis S. Congr. de Prop. Fid. 1783. in 8.

[488] Rudimenta linguae Coptae sive Aegyptiacae ad usum Collegii urbani de Propaganda Fide. Romae typis ejusdem S. Congr. 1777. in 4.

[489] Didymi Taurinensis litteraturae Copticae rudimentum. Parmae ex R. Typographaeo 1783. in 4.

[490] Della lingua propria di Cristo. Parma 1772. in 8. p. 41. e seguenti.

[491] Ignatii Rossii Etymologiae Aegyptiace. Romae 1808. in 4. Il signor Sacy nel Rapport historique già citato non ha fatta menzione di quest'opera, nè del catalogo della libreria Nani del Mingarelli, di cui parlerò fra poco.

[492] Lexicon Aegyptio-Hebraicum, nempe vocum Aegyptiarum, quae ex Hebraica lingua derivantur. Precede, De Hebraismo Aegyptiorum dissertatio del medesimo. E' nelle simbole Fiorentine del Gori T. 4.

[493] Euchologium Alexandrinum Copto-Arabicum editum cura Raphaelis Tuki Episcopi Arsenovensis, cujus partes sunt Missale. Romae 1746. Pontificale ib. 1761. Rituale 1763. Teotochiae 1764. T. 5. in 4.

[494] Psalterium Alexandrinum Copto-Arabicum. ib. 1749. in 4. Diurnum Alexandrinum Copto-Arabicum. ib. 1750. in 4.

[495] Specimen versionum Danielis Copticarum nonum ejus caput Memphitice et Sahidice exhibens. Edidit et illustravit Frid. Munter Hafniensis. Romae 1786. in 8. Ejusdem Commentatio de indole versionis Novi Testamenti Sahidicae. Accedunt fragmenta epistolarum Pauli ad Timoteum ex Membranis Sahidicis Musaei Borgiani Velitricis. Hafniae 1789. in 4. Alcune opportunissime varianti al primo di questi due libri ha date il chiarissimo signor Quattremère nelle Notices et Extraits des MSS. de la Bibl. ec. de Paris T. 8. p. 222.

[496] Fragmentum Evangelii S. Iohannis Graeco-Copto-Thebaicum saeculi IV. Additamentum ex vetustissimis Membranis Lectionum Evangelicarum divinae Missae Cod. Diaconici reliquiae, et liturgica alia fragmenta veteris Thebaidensium Ecclesiae ante Dioscorum ec. opera et studio F. Aug. Ant. Georgii. Romae 1789. in 4.

[497] De Miraculis S. Coluthi et reliquiis actorum S. Panesniu Thebaica fragmenta duo ec. opera et studio ejusdem. ib. 1793. in 4. L'opuscolo de' Miracoli di S. Coluto aveva in gran parte veduta la luce nel 1783. nell'opera intitolata: Monumenta anecdota ex MSS. Cod. eruta. Romae, apud Fulg. T. 4. p. 47. colla traduzione e le note dello stesso P. Giorgi.

[498] Spec. Vers. Dan. Copt. p. 3. Il P. Giorgi aveva cominciata la traduzione delle profezie di Daniele dalla versione Copto-Memfitica, ma distratto da altre cure non potè condurla a fine. Egli lo dice in Fragm. Ev. S. Joann. p. 232. e lo ripete il signor Quatrèniere Notices et extrats de la Bibl. T. 8. p. 221. Anzi preparava ancora la traduzione de' Profeti minori secondo l'Abate Caluso, Dydimi Taur. literaturae Copticae rudim. p. 17.

[499] Aegyptiorum codicum reliquiae Venetus in Bibliotheca Naniana asservatae. Bononiae 1785. in 4. Il P. Cavalieri nella vita del Mingarelli ci avverte, che egli era presto di stampare la terza parte di quest'opera, e già l'impressione era al nono foglio pervenuta, quando morì. Il manoscritto però era compiuto, e forse sarà a Bologna. Ivi è nella libreria dell'Università una sua collezione di modi di dire e di voci Copte Memfitiche, Tebaiche ec. Egli le raccolse avendo in animo di dare un giorno un'appendice al Lessico Copto del La Croze, o anche un nuovo Lessico. Il P. Cavalieri c'insegna altresì, che il Mingarelli scrisse una lettera Latina al Canonico Giuseppe Guazzuli, in cui spiegò alcune voci Tebaiche, che ne' suoi Codici Naniani non aveva potuto intendere.

[500] Caballeros Bibl. Script. Soc. Iesu, Suppl. I. p. 246.

[501] Ignatii Rossii Etymologiae Aegyptiacae. Romae 1807. in 4.

[502] Efemeridi letterarie di Roma 1774. p. 348.

[503] De inscriptionibus Palmyrenis, quae in Museo Capitolino adservantur interpretandis epistola. Romae apud Fulg. 1782. in 8. E nel quarto volume del Museo Capitolino.

[504] Alphabetum Armenum cum Oratione Dominicali ec. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1784. in 8. Gli stessi torchj hanno dato ancora Exercitium a Christiano viro quotidie peragendum 1709. Jacopi Viliotte S. I. explanatio Fidei orthodoxae 1711. Commentaria in Evangelia 1714. Dictionarium Latino-Armenum 1714. Heliae Ionae Ductor in ecclesiarum visitatione, quae sunt intra et extra urbem Romam. 1725. Missale Dominicanum 1727. Epistola de erroribus Eutychianorum 1772. Liturgia 1787.

[505] S. Jacobi Nisibeni opera omnia nunc primum edita, atque ex Armeno in Latinum sermonem translata. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1756. in f.

[506] Giorn. de Lett. d'It. che si stampava a Venezia T. 30. p. 465. 466. Amaduzzi Pref. in Alph. Arm. p. 11.

[507] Mars. 1815. p. 194. et Suiv.

[508] Altre opere pubblicate da questa dotta Colonia ricorda il Signor Chahan, che appartengono al secolo presente. Nel 1802. si cominciò a stampare una Geografia, di cui si hanno fin quì dieci volumi, e ne mancano sei per compirla. Il P. Ciaxhciaxcian ha dato in luce un Dizionario Armeno e Italiano nel 1804., e il P. Gabriele Avedixian un comentario su le epistole di S. Paolo nel 1812. Oghulluxian Medico della stessa nazione nel 1806. stampò un'opera su la materia medica, e nel 1809. un trattato della navigazione molto commendato dai signori Sacy e Langlès in un rapporto da essi presentato alla classe di letteratura dell'Istituto di Francia. Buonaparte, mentre dominava colà, e in molta parte d'Italia, avendo empiamente aboliti tutti gli Ordini religiosi, cambiò questo Istituto in un'Accademia, chiamandola Accademia Armena dell'Isola di S. Lazaro, e la divise in tre classi, cioè delle scienze teologiche e morali, delle scienze fisiche e mattematiche, e della letteratura Armena antica e moderna. Il signor Ingigian in una lettera scritta da Costantinopoli ai due d'Agosto del 1813. e inserita nel Magasin Encyclopédique di M. Millin, Iuin 1814. p. 339. e seguenti, parla di questa Colonia Armena in un modo molto diverso dal mio. Egli dice, che il P. Mixitar di Sebaste formò il nobil progetto di faticare tutto il tempo della vita sua per la propagazione degli studj nella sua nazione: che perciò abbandonò i monti Pariardes, e andò a stabilirsi con un gran numero di discepoli in un angolo del golfo adriatico a Venezia: che la sua prudenza, ed il suo spirito penetrante vinse tutti gli ostacoli del tempo suo: che la sua costanza, ed il suo zelo per introdurre fra' suoi compatriotti le cognizioni europee colla pubblicazione di molti libri renderono immortale il suo nome: che sapendo quanto una società d'uomini letterati giovar poteva per far nascere in tutti i cuori l'amor dello studio molto faticò per formar a Venezia un'Accademia Armena, di cui tutti i membri si adoperassero in comporre e tradurre dei libri nella lingua natia, e così contribuissero ai progressi dei lumi nel loro paese. Ed ecco per opera del signor Ingigian i monaci del P. Mexitor, o Mixitar trasformati in tanti scolari. Ecco, che egli co' suoi pretesi scolari non ha altro scopo, che di erudire la sua Nazione, e per ben riuscirvi lascia la patria, e si stabilisce in un paese lontanissimo. Ecco, che un sacro Istituto monastico è trasformato in un'Accademia, nè più si parla del vero fine, che ebbero quei Monaci, abbandonando generosamente la patria, e fu, siccome ho detto, per conservarsi fedeli nell'esercizio della Cattolica Religione. Io però, che scrivendo cerco la sola verità, non ho creduto in questo racconto dovermi dipartire da ciò che ne disse Apostolo Zeno autore allora del citato Giornale, il quale, come ognun sa, era accuratissimo scrittore, e scriveva nel tempo stesso e nella Città, in cui que' Monaci si rifuggirono.

[509] Sidharubam, seu Grammatica Samscrdamica ec. Romae ex Typograph. S. Congr. de Prop. fid. 1790. in 4.

[510] Vyacarana, seu locupletissima Samscrdamicae linguae institutio in usum fidei praeconum in India Orientali, et virorum litteratorum in Europa adornata. Romae typis S. Congr. de Prop. fid. 1804. in 4.

[511] Viaggio all'Indie Orientali. Roma pel Fulg. 1796. in 4.

[512] Systhema Brahmanicum Liturgicum Mythologicum, Civile ex monumentis Indicis Musaei Borgiani Velitris. Ibid. typis S. Congr. de Prop. Fid. 1790. in 4.

[513] Musaei Borgiani Velitris Codices MSS. Avenses, Peguani, Siamici, Malabarici, Indostani animadversionibus. Historico-criticis castigati et illustrati ec. Ibid apud Fulgon. 1793. in 4.

[514] Examen Historico-Criticum codicum Indicorum Bibliothecae S. Congr. de Prop. Fid. ibid. Typis ejusdem S. Cong. in 4.

[515] Centum adagia Malabarica cum textu originali et versione latina Ibid. apud Fulg. 1791. in 4.

[516] De veteribus Indis dissertatio, in qua cavillationes autoris Alphabeti Tibetani castigantur. Ibid. apud Fulg. 1795. in 4.

[517] De latini sermonis origine et cum Orientalibus linguis connexione. Ibid. apud eund. 1803. in 4.

[518] De antiquitate et affinitate linguae Zendicae, Samscrdamicae, et Germanicae. Patavii typis Semin. 1799.

[519] De MSS. Codicibus R. P. Ioannis Hanxleden Epistola ad R. P. Alexium Mariam a S. Ioseph. Carm. Exc. (Viennae) in 4.

[520] Scitismo sviluppato in risposta alla lettera del sig. Conte Castone della Torre Rezzonico. Roma. 1793. in 4.

[521] Monumenti Indici del Museo Naniano illustrati. Padova nella stamperia del Seminario 1799. in 4. Fra queste opere quella de latini sermonis ec. non appartiene all'epoca della quale io parlo; ma per la connessione della materia non ho voluto ommetterla. Vi sono ancora altre opere di questo instancabile scrittore, che a me mancano, a non ho potuto vedere. Fra queste l'India Orientalis Christiana. Romae Typis Salomonianis 1794. e Mumiographia Musaei Obiciani, Patavii typis Seminarii 1799. potrebbono forse contener qualche cosa spettante alle lingue dell'Indie.

[522] Bibliotheca Indica referens 313. codices Indicos MSS. opus ineditum, quod aere curaque Stephani Card. Borgiae vulgari debuit. Così si legge in un foglio volante, che contiene il Catalogo delle sue opere.

[523] P. Paul. Cat. Cod. MSS. Bibl. S. Congr. de Prop. Fid. p. 75. 76.

[524] V. il suo Alfabeto Tibetano, e una lunga nota, o piuttosto dissertazione nell'Op. de Mirac. di S. Coluto p. CCI.—CCCV. che ho già citata.

[525] Alphabetum Grandonico-Malabaricum, sive Samscrudonicum. Romae typis S. Congr. de Prop. Fide 1772 in 12.

[526] Il P. Costantino Giuseppe Beschi Missionario Gesuita pubblicò a Tramquebar il 1738. in 8. colle stampe della Missione Danese una Grammatica Tamulica col titolo: Grammatica Latino-Tamulica, in qua de vulgari lingua Tamulica fusius tractatur. Egli vi aggiunse un capitolo de variis quotidiano usui praecipue necessariis: e con ciò egli soddisfece al bisogno di coloro, che trattar debbono con quegli Indiani, i quali parlano il Tamul. La lingua volgare è la chiave di quella che chiamano letteraria: e di questa ancora fece il P. Beschi una Grammatica, intitolandola: Grammatica Latino-Tamulica, ubi de elegantiori Linguae Tamulicae dialecto, cui adduntur Tamulicae prosae rudimenta, che non ha ancora veduta la luce. Egli scrisse altresì un Dizionario Tamulico-Latino pel dialetto volgare, come il Sader Agaradi, parimente non impresso mai. E' il Sader Agaradi un Dizionario del dialetto letterario, ed è diviso in quattro parti. La primo Peyer dà i significati diversi d'ogni parola; la seconda Porul dà i sinonimi; la terza Toguei dà le specie subordinate dei termini tecnici, delle scienze, o delle lettere; la quarta Todpe è un rimario. Si veda il dottissimo Signor Langlès negli Annal. Encycl. di M. Millin Dec. 1817. p. 291. e seguenti. Il suo Dizionario fu veduto anche dal P. Paolino all'Indie. Lo stesso signor Langlès (ivi p. 301.) parla ancora d'una dissertazione della stesso P. Beschi sul modo di calcolare il tempo usato dagl'Indiani per anni solari secondo il sistema del Vakia, e del Siddhanta che sono i due più famosi trattati d'astronomia, che si abbiano in Tamul. Il P. Angelo Francesco Vigliotti Piemontese Carmelitano Scalzo, poi Vicario Apostolico, e Vescovo Meletopolitano fece una Grammatica con un breve Vocabolario, che si conserva nella libreria di Propaganda. Quella delle Missioni Apostoliche di S. Pancrazio fuori di Porta Aurelia ha MS. un'altra Grammatica e un Vocabolario Portoghese-Latino-Malabarico del P. Stefano da S. Maria Veneziano Carmelitano Scalzo e Missionario. (Amaduzzi Praef. in Alphab. Grand. p. xviii. P. Paol. Cod. Bibl. S. Congr. de Prop. Fide p. 54.) Il P. Cassiano Beligatti da Macerata Missionario corresse il tesoro della lingua Indiana del P. Francesco Maria pure Missionario Cappuccino.(P. Paulino ivi p. 57. 58.) Egli altresì è l'Autore dell'Alphabetum Bramhanicum, seu Indostanum Universitatis Kasi Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1771. in 8. e di nuovo ivi 1787. Si aggiunga a questi Alphabetum Barmanum seu Romanum auctore D. Cajetano Mantegatio Insubre Cler. Reg. S. Pauli 1776. in 8.

[527] Romae typ. Congr. de Prop. 1785. in 8.

[528] P. Paol. loc. cit. p. 54. e 71. e Amaduzzi loc. cit. p. XVIII. e XX. Molte altre simili opere ad istruzion de' Cristiani, e ad eccitamento di pietà debbono aver fatte i Missionarj, delle quali niuna notizia è a noi pervenuta. Non voglio però omettere quei libri di questi, che la Congregazione di Propaganda fece pubblicare colle stampe senza nome d'Autore. Chiunque sia che gli ha composti è stato un Governo Italiano che gli ha fatti nascere, e gli ha pubblicati, onde non è alieno dal mio istituto il farne parola. Quelli che io posso indicare sono i seguenti. Doctrina Christiana Marastice 1778. in 8. Actus virtutum Theologalium Marastice 1718. Doctrina Christiana Lingua Peguana 1786. Catechisme abrégé en la langue de Madagascar 1786. Catechismus pro Barmanis eorum lingua etc. opera, et studio Clericorum Regularium S. Pauli in Regno Avae Missionariorum 1787.

[529] P. Paol. loc. cit. p. 69.

[530] P. Paol. Catal. Cod. Borg. p. 133. e seg. 151. 156. 158. 163.

[531] P. Paol. Cod. Bibl. S. Congr. de Prop. Fid. p 77.

[532] P. Paul. Cod. Bibl. S. Congr. de Prop. Fid. p. 77.

[533] Id. Cod. Borg. p. 1.

[534] Ivi Cod. Borg. p. 71.

[535] P. Paul. Cod. Borg. p. 71.

[536] Lettere sull'Indie Orientali di Lazzaro Papi Cittadino Lucchese. Filadelfia dalla Stamperia Klert. (Pisa Molini) 1802. T. 2. in 8. Il chiarissimo autore ha dimorato per dieci anni all'Indie Colonnello del Ràgia di Travancore, e comandò una brigata di Sipài da quel Principe mandata ausiliaria degl'Inglesi nell'ultima guerra, che questi sostennero contro il Sultano Tipoo. Di questa sua opera si parla nel citato rapporto dell'Instituto di Francia.

[537] Alphabetum Tibetanum. Praemissa est disquisitio, qua de vario litterarum ac regionis nomine, gentis origine, moribus, superstitione, ac Manichaeismo fuse disseritur, et Beausobrii calumniae in S. Augustinum aliosque Ecclesiae Patres refutantur. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1762. in 4.

[538] Georig, ou plutot Cassiano des papiers du quel l'ouvrage de Georgì est tiré, nous assure que ec. Rech. Asiat. T. 2. p. 179. Ma si veda l'Amaduzzi nella prefazione all'alfabeto Tibetano del P. Cassiano, il quale mostra, che questi solamente fu consultato da lui, e diresse l'impressione. Si veda principalmente ivi e p. V. e XV.

[539] La storia di questa tavola, e de' codici quì indicati, e come la cognizione della lingua Tibetana si spargesse in Europa si può vedere presso l'Ab. Amaduzzi nella prefazione da lui premessa all'alfabeto Tibetano del P. Cassiano Beligatti p. XIII.

[540] Gazzette litteraire d'Europe. À Paris 1764. T. 2. p. 262.

[541] Novel. Lett. di Fir. 1765. num 6. e segg.

[542] Recherches Philosophiques sur les Americains. À Berlin 1770. T. 2.

[543] T. 27. p. 290. Ed. Ven.

[544] Alphabetum Tangutanum, sive Tibetanum. Romae Typ. S. Congr. de Pr. Fid. 1773. in 12.

[545] Rab-giam-ba-Ton-ten-pelzam Dottore dell'Università di Serra. Il P. Cassiano co' Religiosi suoi compagni studiarono la lingua sotto l'insegnamento di tre Lami. Gior. Alf. Tib. p. 559. Il P. Francesco Orazio morì a Patana nel Tibet il 1747. d'anni 65. e gli fu posta doppia iscrizione in lingua Bramhanica e Latina. Giorgi ivi p. 435.

[546] Sarteschi de Cl. script. Congr. Matris Dei p. 253. e 254.

[547] P. Norb. Mem. Stor. T. 1. p. 419. e 442.

[548] Ora possiamo vantare Monsignor Mai e il P. Petrucci Gesuita a Roma, Peyron e Biamonti a Torino, del Furia e Zanoni a Firenze, Canonico Cav. Ciampi a Varsavia, ed altri parecchi, adesso che questi studj pare che prendano nuovo vigore.

[549] Ora sono chiarissimi in queste lingue i signori Peyron a Torino, Mezzofanti a Bologna, Lanci a Roma, Conte Carlo Castiglioni a Milano, e forse altri a me ignoti. E' fra gli ultimi il dotto autore degli opuscoli intitolati della Grecità del Frullone, e dell'erudizione orientale del Frullone, che si leggono nel Vol 2. P. 1. della Proposta del signor Monti. Egli farà cosa molto utile, se vorrà continuare queste sue ricerche etimologiche. Ma è desiderabile, che gli piaccia di ornarle colla necessaria urbanità, la quale non dovrebbe andar mai disgiunta dalle dispute letterarie.

[550] Hor. Lib. 4. Od. 4. v. 4. 5.

[551] Egli facc. 99. dice, che crisomalo è composto di Greco e di Latino. A me però pare tutto Greco, essendo la voce χρυσόμηλον, mutato l'eta in alpha pel dialetto Dorico.

NOTE DEL TRASCRITTORE

—Viene mantenuta la punteggiatura originale anche quando appare incongrua con l'italiano moderno. Sono stati aggiunti solamente, dove mancanti, i punti alla fine dei periodi.

—I numeri compresi nei paragrafi in corsivo vengono resi in carattere normale per aderire il più possibile allo stile ed alla grafica dell'epoca.

—Lo stile dell'epoca utilizzato dallo stampatore prevedeva che i numeri fossero sempre seguiti da un punto; questo viene mantenuto uniformando l'opera con l'aggiungere il punto laddove questo manchi per refuso o più spesso per difetto delle immagini.

—Vengono corretti gli ovvii errori tipografici.

—Viene mantenuta la convenzione di usare nei caratteri minuscoli due lettere v in luogo della doppia (vv anziché w).

—Talvolta i termini sono scritti con due o più varianti. Quando è stato possibile risalire alla grafia usata all'epoca sono stati uniformati, mentre in caso di dubbia valutazione sono state mantenute le doppie grafie originali. In particolare viene conservata la doppia grafia aggiungere/aggiugnere (con le relative coniugazioni) perché entrambe le forme erano largamente usate all'epoca.

—Le grafie Caen e Caèn sono state mantenute entrambe perché si riferiscono a due autori distinti.

—Alcuni corsivi sono chiaramente sviste del tipografo e se lasciati aderenti all'originale rendono il testo di difficile lettura; dove possibile senza alterare in maniera eccessiva l'opera sono stati modificati.

—La legatura -ae ed il carattere legato -æ sono entrambe massicciamente usate nell'opera; sono state mantenute entrambe così come stampate.

—Le citazioni dal greco non hanno, naturalmente, una univocità di scrittura tale che sia possibile una sicura trascrizione in caratteri greci. Si è cercato di restare il più aderente possibile alla forma usata (che pare sia il dialetto dorico). In particolare, è stata usata sovente la sigma finale (ς) all'inizio od in mezzo alla parola per indicare il digramma sigma-tau (στ). Eventuali errori sono da imputarsi all'autore e allo stampatore.

—Le citazioni e traduzioni dall'ebraico sono molto fantasiose ed approssimative. Laddove possibile sono stati corretti gli ovvii errori tipografici anche perché questi rendono inintellegibile il senso. Per il resto, è stata resa per quanto possibile l'intenzione e la grafia originaria usata dall'autore, che a quanto sembra non conosceva molto bene la lingua ebraica ed ha tradotto in maniera un po' creativa. Pertanto, gli errori riscontrati da coloro che dovessero conoscere la lingua ebraica sono anche qui, come per il greco, da imputarsi all'autore ed allo stampatore; il trascrittore declina qualsiasi responsabilità.

—Gli errori riportati nella lista dell'errata corrige in coda all'opera sono stati corretti nel corso della revisione del testo; l'errata corrige è stato qui mantenuto per completezza.

—La copertina è stata creata dal trascrittore ed è posta in pubblico dominio.