X.
Tale la politica degli imperatori Flavii.
A quest’opera loro, in rapporto all’istruzione pubblica, suole, nella storia della medesima, riconoscersi un’importanza decisiva. I Flavii — si dice — avrebbero deposto la prima pietra di quell’edifizio, che l’avvenire dedicherà solennemente alle cure della istruzione pubblica.
La disamina, che noi abbiamo precedentemente tentata, non ci consente un giudizio così entusiasta. L’opera di quei tre imperatori non contiene, salvo una sola eccezione, alcun elemento, che già non fosse stato posto dagli imperatori della casa Giulio-Claudia. Per qualche parte, anzi, il lavoro dei predecessori non è continuato; per qualche altra, l’opera stessa dei Flavii è demolita da un’insanabile intima contraddizione.
L’unico tratto originale è rappresentato dalla concessione dello stipendio ai maestri di retorica. A parte però il brevissimo àmbito di persone e di ordini di scuole, cui essa ebbe a riferirsi, è necessario, per poterla valutare, distinguere la portata e l’importanza del provvedimento, considerato isolatamente, dalla idea che esso ne induce nel pensiero degli storici moderni. Noi oggi non riusciamo più a concepirlo fuori dagli svolgimenti, che più tardi ne derivarono, e siamo costretti a scorgervi il primo consapevole passo verso quella statizzazione delle scuole primarie, medie e superiori, cui mirò la civiltà posteriore, e verso cui tende la civiltà attuale. Ma Vespasiano e i suoi ministri rimasero le mille miglia lontani da tanta preveggenza. Uno stipendio annuo a qualche retore — come le ingenti somme prodigate ai poeti, agli scultori, ai musicisti — non costituivano per loro una rivoluzione, non ebbero, per loro, l’importanza, ch’esso assume presso i tardi storici dell’avvenire. Vespasiano intese porgere — a chi lo meritava — nulla più e nulla meno di un principesco incoraggiamento, e sarebbe oggi meravigliato nel vedersi attribuire un più vasto pensiero.
Ma il merito, che certamente spetta agli imperatori Flavii, è di aver condotto alla perfezione e al trionfo parecchi dei nuovi elementi e dei nuovi indirizzi, introdotti nella politica scolastica dello Stato, dai loro immediati predecessori. L’educazione della gioventù, voluta da Augusto e da Nerone, riesce ora soltanto, in Roma e in Italia, a prevalere su le avverse intransigenze. La cura delle pubbliche biblioteche ha, con Domiziano, uno dei momenti migliori nella storia dell’amministrazione imperiale; ed uno dei punti fondamentali del programma scolastico dei ministri di Augusto — quello dei maestri pubblicamente retribuiti — si traduce in atto per la prima volta con Vespasiano.
E poichè la storia non è fatta soltanto di grandi, originali iniziative, ma del lavoro paziente della revisione e della perfezione, il merito della dinastia dei Flavii, nei rispetti della istruzione pubblica, se non deve esagerarsi, non deve neanche essere apprezzato al di sotto del suo giusto valore.
CAPITOLO III. Gl’imperatori da Nerva a M. Aurelio e l’istruzione pubblica nell’impero romano.
(96-180)
I. Reazione di Nerva e di Traiano alla politica dei Flavii; gli stipendi ai retori interrotti; esitanze nella riconferma delle immunità. — II. Reazione all’educazione fisica e musicale ellenizzante. — III. La biblioteca Ulpia-Traiana. — IV. I pueri alimentarii e i provvedimenti relativi in Roma, in Italia e nelle province. — V. Traiano e i maestri; rifiorimento della coltura. — VI. P. Elio Adriano. — VII. Adriano, le immunità, gli onori e i beneficii largiti ai maestri. — VIII. L’Athenaeum e la biblioteca Capitolina. Adriano e gli studi di giurisprudenza. — IX. Adriano e l’istruzione pubblica nelle provincie; riforme nelle scuole degli Epicurei; innovazioni nel Museo Alessandrino. — X. Le nuove norme di Antonino Pio circa le immunità dei maestri. — XI. Antonino Pio non inaugura scuole di Stato in provincia, ma vi promuove l’istituzione di scuole municipali di retorica e di filosofia. — XII. Marco Aurelio e la fondazione delle prime cattedre imperiali universitarie in Atene. — XIII. I concorsi universitarii. — XIV. Le cattedre di fondazione imperiale nell’Athenaeum romano. XV. Gli Antonini, le istituzioni alimentari e l’istruzione primaria. — XVI. Gli imperatori da Traiano a Marco Aurelio e l’istruzione musicale. — XVII. Il governo ed i collegi giovanili. La cura delle belle arti. L’amministrazione delle biblioteche. L’età degli imperatori da Nerva a Traiano, e la scuola e la coltura nell’impero romano.