a. 1265
L'anno 1265, indizione 8ª, fu eletto in Perugia Papa Clemente IV, che era allora oltre monti, ed apparteneva al collegio de' Cardinali, e non volle recarsi a ricevere l'investitura del papato senza aver prima visitato in Assisi la chiesa ove giace il gloriosissimo corpo del beato Francesco. Lo stesso anno arrivò a Roma Carlo, fratello del Re di Francia, e fu fatto e confermato Re della Puglia e di Sicilia, d'onde il predetto Carlo, che era stato chiamato da Papa Urbano per la riconquista della Sicilia, venne a Roma per mare, ove era anche stato eletto Senatore. Dipoi invadendo la Puglia, in battaglia campale tolse la vita e il Regno al prenominato Manfredi. Lo stesso anno, i Modenesi e i Guelfi, che erano in Modena, un venerdì 6 Marzo, corsero sopra Reggio, e quei di Fogliano ed i Roberti ruppero con gran violenza Porta Castello, che era murata, ed i Modenesi e i Guelfi entrarono in città, ove si azzuffarono con quei di Sesso, e con furore ed isterminio li espulsero da Reggio. Perciò quei da Sesso coi loro partigiani si ritirarono a Reggiolo, e quasi tutti i popolani, che tenevano dalla parte di quei di Sesso, furono confinati a tre miglia al di sopra della città e della strada Emilia, liberi sulla loro fede e lealtà, tranne quelli che erano cittadini di Sesso. Così i Roberti nominarono subito Podestà Giacomino Rangone di Modena, deponendo Marco Gradenigo di Venezia. In quell'anno, que' di Sesso presero il castello di Canolo[210], che dopo fu ripreso dalla fazione de' Roberti. Parimente in quell'anno fu fatta e pattuita una tregua tra i Reggiani, che occupavano Reggio, e quelli che ne erano stati cacciati, a cominciare dal giorno di San Pietro sino a San Michele; e la convenzione fu stabilita per mezzo de' frati Predicatori, cioè frate Federico Priore di detti frati, frate Pellegrino lettore, e frate Pietro Falconi e alcuni frati Minori; della qual tregua trassero utile notevole ambedue le parti. L'anno stesso, verso Natale, arrivò un numeroso esercito Francese in aiuto di Carlo fratello del Re di Francia, che era a Roma. Ed io li ho veduti arrivare mentre andava a predicare in S. Procolo di Faenza, nella festa di S. Giovanni Evangelista. E corsero in Puglia contro Manfredi, figlio di Federico Imperatore deposto, per debellarlo, e lo uccisero e spogliarono di quanto aveva, l'anno 1266, verso Pasqua. E fu gran miracolo che l'anno in cui vennero non si ebbe freddo, nè gelo, nè ghiaccio, nè neve, nè pioggia, nè fango; ma buonissima era la strada, facile e commoda, come fosse il mese di Maggio. E questo avveniva per disposizione di Dio, perchè accorrevano in aiuto della Chiesa, ed a sterminio di quel maledetto Manfredi, che per le sue iniquità fu ben degno di tal fine. Ed erano veramente moltissime, come se ne diceva, e aveva perfino fatto uccidere suo fratello Corrado. E Corrado aveva fatto uccidere Carlo di lui fratello, nato a Ravenna da un'Inglese, moglie di Federico Imperatore, mentre Corrado gli era nato da una figlia del Re Giovanni. Ebbe anche Enrico, il primogenito, da una spagnuola; e Manfredi avevalo avuto da una sorella, o da una figlia d'una sorella del Marchese Lancia, Lombardo di Piemonte. Ma tra tutti i figli dell'Imperatore Federico, a mio avviso, il più valente fu Enzo Re di Sardegna, fatto prigioniero dai Bolognesi, e per molti anni sino alla morte tenuto in carcere. Questi non era legittimo. Anche un altro ne ebbe non legittimo, di nome Federico, cui creò Re in Toscana. Lo stesso anno, Uberto Pallavicino, Podestà di Cremona, coi Cremonesi e con ogni sua possa tentò di impedire il passo al Conte di Fiandra, Capitano della milizia dell'esercito di Re Carlo. Ma il Conte sforzò il passo dell'Oglio a Palazzolo[211], distrusse il castello di Capriolo[212], e gli abitanti del castello, perchè avevano impiccato uno de' suoi cavalieri, tutti, maschi e femmine, sino ai ragazzi, li fece passare a fil di spada. Il Conte passò poi vicino a Brescia, prese e distrusse Montechiaro, castello dei Bresciani, e poscia andò a Mantova.
Fine del primo volume
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ERRATA-CORRIGE
| Errori | Correzioni | ||
| Pag. | 2 | peliccie | pelliccie |
| » | 7 | sudarono | andarono |
| » | 14 | lni | lui |
| » | 14 | fondamento | fondamenta |
| » | 30 | dei Stefani | degli Stefani |
| » | 34 | 1225 | 1229 |
| » | 43 | Tebaldo | Tedaldo |
| » | 58 | Luigi Pizzi | Italo Pizzi |
| » | 82 | Roberto | Giberto |
| » | 96 | Sonio | Senio |
| » | 98 | qnando | quando |
| » | 116 | delle provincie | della provincia |
| » | 123 | Adriano III | Alessandro III |
| » | 129 | Cantorbery | Rouen |
| » | 140 | Bartolomeo | Gherardino |
| » | 141 | quatunque | quantunque |
| » | 145 | Isaia XXXII | Isaia XXXI |
| » | 160 | qnando | quando |
| » | 164 | Prefetessa | Prefettessa |
| » | 196 | Provvincia | Provincia |
| » | 196 | Perrocchè | Perocchè |
| » | 207 | Raimoudo | Rainaldo |
| » | 222 | Balbekie | Balbek |
| » | 259 | sovraccitati | sovreccitati |
| » | 305 | Adriano III | Adriano V |
| » | 323 | diocesi Reggio | diocesi di Reggio |
| » | 328 | cinquanta | cinquecento |
[ INDICE]
[DI FRA SALIMBENE E DELLA SUA CRONACA]
[AVVERTIMENTO]
[Ai Lettori]
[CRONACA DI FRA SALIMBENE DI ADAMO]
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