IX. — MODO DI FIGURARE UNA BATTAGLIA.

Farai in prima il fumo dell’artiglieria, mischiato in fra l’aria, insieme con la polvere, mossa dal movimento de’ cavalli e de’ combattitori. La quale mistione userai così: la polvere, perchè è cosa terrestre e ponderosa, e ben che per la sua sottilità facilmente si levi e mischi infra l’aria, niente di meno volentieri ritorna in basso, e il suo sommo montare è fatto dalla parte più sottile, adunque il meno fia veduta, e parrà quasi di colore d’aria; il fumo, che si mischia in fra l’aria impolverata, quanto più s’alza a certa altezza, parrà oscura nuvola, e vederassi ne le sommità più espeditamente il fumo, che la polvere.

Il fumo penderà in colore alquanto azzurre, e la polvere terrà il suo colore: dalla parte che viene il lume, parrà questa mistione d’aria, fumo e polvere molto più lucida, che dalla opposita parte; i combattitori quanto più fieno infra detta turbolenza, meno si vedranno e meno differenza fia dai loro lumi alle loro ombre.

Farai rosseggiare i volti e le persone e l’aria e li scoppettieri insieme co’ vicini, e detto rossore quanto più si parte dalla sua cagione, più si perda; e le figure, che sono in fra te e ’l lume, essendo lontane, parranno scure in campo chiaro, e le loro gambe, quanto più s’apresseran alla terra, men fieno vedute, perchè la polvere è lì più grossa e più spessa.

E se farai cavalli correnti fuori della turba, falli nuvoletti di polvere distanti l’uno dall’altro, quanto po’ essere lo ’ntervallo de’ salti fatti dal cavallo, e quello nuvolo, ch’è più lontano da detto cavallo, men si vegga, anzi sia alto, sparso e raro, e più presso sia più evidente e minore e più denso.

L’aria sia piena di saettume di diverse ragioni: chi monti, chi discenda, qual sia per linea piana; e le ballotte delli scoppietti sieno accompagnate d’alquanto fumo dirieto al lor corso.

E le prime figure farai polverose, i capegli e ciglia e altri lochi piani, atti a sostenere la polvere. Farai i vincitori correnti co’ capegli, e altre cose leggiere, sparse al vento: con le ciglia basse e’ caccia i contrarî membri innanzi, cioè se mandera’ innanzi il piè destro che ’l braccio stanco ancor lui venga innanzi. E se farai alcuno caduto fara’ gli il segno dello sdrucciolare su per la polvere, condotto [ridotto, trasmutato] in sanguinoso fango, e dintorno alla mediocre liquidezza della terra farai vedere istampite [impresse] le pedate degli omini e cavalli di lì passati.

Farai alcuno cavallo strascinare morto il suo signore, e dirieto a quello lasciare per la polvere e fango il segno dello strascinato corpo; farai li vinti e battuti pallidi colle ciglia alte nella lor congiunzione, e la carne, che resta sopra loro, sia abbondante di dolenti crespe. Le fauci del naso sieno con alquante grinze partite in arco dalle narici e terminate nel principio dell’occhio; le narici alte, cagion di dette pieghe; le labbra arcate scoprano i denti di sopra. I denti spartiti in modo di gridare con lamento. L’una delle mani faccia scudo ai paurosi occhi, voltando il dirieto inverso il nimico, l’altra stia a terra a sostenere il levato busto. Altri farai gridanti colla bocca isbarrata e fuggenti; fara’ molte sorte d’arme in fra i piedi de’ combattitori come scudi rotti, lancie, spade rotte, altre simili cose; farai omini morti, alcuni ricoperti mezzi dalla polvere, altri tutta la polvere, che si mischia coll’uscito sangue, convertirsi in rosso fango, e vedere il sangue del su’ colore correre con torto corso dal corpo alla polvere; altri morendo strignere i denti o travolgere gli occhi, strignere le pugna alla persona e le gambe storte. Potrebbesi vedere alcuno disarmato e abbattuto dal nemico volgersi al nemico, con morsi e graffi fare crudele e aspra vendetta; potresti vedere alcuno cavallo leggero correre coi crini sparsi al vento, correre in fra i nemici, e co’ piedi fare molto danno; vedresti alcuno storpiato, caduto in terra farsi copritura col suo scudo, e ’l nemico, chinato in basso, fare forza di dare morte a quello.

Potrebbesi vedere molti omini caduti in un gruppo sopra uno caval morto. Vederai alcuni vincitori lasciare il combattere e uscire dalla moltitudine nettandosi co le due mani li occhi e le guancia ricoperte di fango, fatte da lagrimare degli occhi per l’amor della polvere. Vederesti le squadre del soccorso stare pien di speranza e sospetto, co’ le ciglia aguzze, facendo a quelle ombra con le mani, e riguardare infra la folta e confusa caligine dell’essere attenti al comandamento del capitano; e simile, il capitano col bastone levato e corrente inverso il soccorso, mostrare a quelli la parte dove di loro è carestìa; e alcun fiume dentro cavalli correnti riempiendo la circustante acqua di turbolenza di onde di schiuma e d’acqua confusa, saltante infra l’aria e tra le gambe e corpi de’ cavalli. E non fare nessun loco piano, se non le pedate ripiene di sangue.