LII. — SENTENZE, PROVERBI E SIMBOLI.

Nessuna cosa è da temere più che la sozza fama.

Questa sozza fama è nata da’ vizi.

Comparazione. Un vaso rotto crudo, rotto, si può riformare, ma il cotto no.

Il vôto nasce, quando la speranza more.

Non è sempre bono quel ch’è bello.... E in questo errore sono i belli parlatori, sanza alcuna sentenza.

Chi vuole essere ricco in un dì, è impiccato in un anno.

La memoria de’ beni fatti, appresso l’ingratitudine, è fragile.

Reprendi l’amico in segreto, e laudalo in palese.

Chi teme i pericoli, non perisce per quegli.

Tale è ’l mal, che non mi noce, quale è ’l ben, che non mi giova.

Chi altri offende, sé non sicura.

Non essere bugiardo del preterito.

La stoltizia è scudo della menzogna, come la improntitudine della povertà.

Dov’è libertà, non è regola.

Ecci una cosa quanto più so n’ha di bisogno manco si stima, è il consiglio.

Mal fai se laudi e peggio se riprendi la cosa, quando ben tu non la intendi.

Ti ghiacciano le parole in bocca, e faresti gelatina in Mongibello.

Le minaccie solo sono arme dello imminacciato.

Dimanda consiglio a chi ben si corregge.

Giustizia vol potenza, intelligenza e volontà, e si assomiglia al re delle ave.

Chi non punisce il male, comanda che si facci.

Chi piglia la biscia per la coda, quella poi lo morde.

Chi cava la fossa, quella gli ruina addosso.

Chi non raffrena la voluttà, con le bestie s’accompagni.

Non si po’ avere maggior nè minore signoria, che quella di sè medesimo.

Chi poco pensa, molto erra.

Più facilmente si contesta al principio, che al fine.

Nessuno consiglio è più leale, che quello che si dà dalle navi, che sono in pericolo.

Aspetti danno quel, che si regge per giovane in consiglio.

Tu cresci in reputazione, come il pane in mano a’ putti.

Non po’ essere bellezza e utilità? come appare nelle fortezze e nelli omini.

Chi non teme, spesso è pien di danni spesso si pente.

Se tu avessi il corpo secondo la virtù, tu non caperesti [non saresti contenuto, non vivresti] in questo mondo.

Dov’entra la ventura, la ’nvidia vi pone lo assedio, e la combatte; e dond’ella si parte, vi lascia il dolore e pentimento.

Le bellezze con le bruttezze paiono più potenti l’una per l’altra.

Raro cade chi ben cammina.

Oh miseria umana, di quante cose per danari ti fai servo!

Sommo danno è, quando l’opinione avanza l’opera.

Tanto è a dire ben d’un tristo, quanto a dire male d’un bono.

La verità fa qui, che la bugia affligga le lingue bugiarde.

Chi non stima la vita, non la merita.

Cosa bella mortal passa e non dura.

Fatica fugge, colla fama in braccio, quasi occultata.

L’oro in verghe, s’affinisce nel foco.

Spola: tanto mi moverò che la tela fia finita.

Ogni torto si dirizza.

Di lieve cosa nasciesi gran ruina.

Al cimento si conosce il fine oro.

Tal fia il getto, qual fia la stampa.

Chi scalza il muro, quello gli cade addosso.

Chi taglia la pianta, quella si vendica colla sua ruina.

L’edera è di lunga vita.

Al traditore la morte è vita, perchè, se usa gli altri, non gli è creduto.

Quando fortuna viene, prendil’a man salva, dinanzi dico, perchè dirieto è calva.

Constanzia: non chi comincia, ma quel che persevera.

Impedimento non mi piega.

Ogni impedimento è distrutto dal rigore.

Non si volta chi a stella è fisso.