VIII. — COME NELL’OPERE D’IMPORTANZA L’OMO NON SI DE’ FIDARE TANTO DELLA SUA MEMORIA, CHE NON DEGNI RITRARRE DI NATURALE.

Quel maestro, il quale si desse d’intendere di potere riservare in sè tutte le forme e li effetti della natura, certo mi parrebbe questo essere ornato di molta ignoranza, con ciò sia cosa che detti effetti son infiniti, e la memoria nostra non è di tanta capacità, che basti.

Adunque tu, pittore, guarda che la cupidità del guadagno, non superi in te l’onore dell’arte, che ’l guadagno dell’onore è molto maggiore, che l’onore delle ricchezze. Sì che per queste e altre ragioni, che si potrebbon dire, attenderai prima col disegno a dare con dimostrativa forma all’occhio la intenzione e la invenzione fatta in prima nella tua imaginativa; di poi va levando o ponendo tanto che tu ti saddisfaccia; di poi fa acconciare omini vestiti o nudi, nel modo ch’in sull’opera hai ordinato, e fa che per misura e grandezza, sottoposta alla Prospettiva, che non passi niente de l’opera, che bene non sia consigliata dalla ragione e dalli effetti naturali: e questa fia la via a farti onorare della tua arte.