XII. — COME LO SPECCHIO È ’L MAESTRO DE’ PITTORI.
Quando vuoi vedere, se la tua pittura tutta insieme ha conformità con la cosa ritratta di naturale, abbi uno specchio, e favvi dentro specchiare la cosa viva, e paragona la cosa specchiata con la tua pittura, e considera bene, se ’l subbietto de l’una e l’altra similitudine ha conformità insieme.
E sopra tutto lo specchio si de’ pigliare per suo maestro, cioè lo specchio piano, imperocchè su la sua superfizie le cose hanno similitudine con la pittura in molte parti.
Cioè, tu vedi la pittura fatta sopra un piano dimostrare cose, che paiono rilevate, e lo specchio sopra uno piano fa quel medesimo; la pittura è una sola superfizie, e lo specchio quel medesimo; la pittura è impalpabile, in quanto che quello, che pare tondo e spiccato, non si po’ circondare co’ le mani, e lo specchio fa il simile; lo specchio e la pittura mostra la similitudine dello cose circondate da ombra e lume; l’una e l’altra pare assai di là dalla sua superfizie.
E se tu conosci, che lo specchio, per mezzo de’ lineamenti e ombre e lumi, ti fa parere le cose dispiccate, e avendo tu fra il tuoi colori l’ombre e lumi più potenti che quelli dello specchio, certo, se tu li saprai ben comporre insieme, la tua pittura parrà ancora lei una cosa naturale, vista in uno grande specchio.