XXI. — ARGUIZIONE DEL POETA CONTRO ’L PITTORE.

— Tu dici, o pittore, che la tua arte è adorata, ma non imputare a te tal virtù, ma alla cosa, di che tal pittura è rappresentatrice. —

Qui il pittore risponde: — o tu, poeta, che ti fai ancora tu imitatore, perchè non rappresenti con le tue parole cose, che le lettere tue, contenitrici d’esse parole, ancora loro sieno adorate? —

Ma la natura ha più favorito il pittore che ’l poeta, e meritamente l’opere del favorito debbono essere più onorate, che di quello che non è in favore.

Adunque, laudiamo quello che con le parole saddisfa all’audito, e quel che con la pittura saddisfa al contento del vedere; ma tanto meno quel delle parole, quanto elle sono accidentali e create da minor autore, che l’opere di natura, di che ’l pittore è imitatore.

La qual natura è terminante dentro alle figure della lor superfizie.