XXIV. — PITTURA E MUSICA.

Quella cosa è più degna, che saddisfa a miglior senso: adunque la Pittura saddisfattrice al senso del vedere, è più nobile della Musica, che solo saddisfa all’audito.

Quella cosa è più nobile, che ha più eternità; adunque la Musica, che si va consumando, mentre ch’ella nasce, è men degna della Pittura, che con vetri [Vedi sopra al n. V] si fa eterna.

Quella cosa, che contiene in se più universalità e varietà di cose, quella fia detta di più eccellenza: adunque la Pittura è da essere preposta a tutte le operazioni; perchè è contenitrice di tutte le forme, che sono, e di quelle, che non sono in natura, è più da essere magnificata e esaltata, che la musica, che solo attende alla voce.

Con questa si fa i simulacri alli Dii; dintorno a questa si fa il culto divino, il quale è ornato con la Musica, a questa servente; con questa si dà copia alli amanti della causa de’ loro amori; con questa si riserva le bellezze, le quali il tempo e la genitrice natura fa fuggitive; con questa noi riserviamo le similitudini degli omini famosi. E se tu dicessi: — la Musica s’eterna con lo scriverla —; il medesimo facciamo noi qui colle lettere.

Adunque, poichè tu hai messa la Musica infra le arti liberali, o tu vi metti questa, o tu ne levi quella.

E se tu dicessi: — li omini vili l’adoprano —; e così è guasta la Musica da chi non la sa.

Se tu dirai: — le scienze non meccaniche sono le mentali —; io dirò che la pittura è mentale, e ch’ella, — siccome la Musica e Geometria consideran le proporzioni delle quantità continue, e l’Aritmetica delle discontinue, — questa considera tutte le quantità continue e le qualità delle proporzioni d’ombre e lumi e distanze, nella sua Prospettiva.