XXIII. — COME LA MUSICA SI DEE CHIAMARE SORELLA E MINORE DELLA PITTURA.

La Musica non è da essere chiamata altro, che sorella della Pittura, conciossiachè essa è subbietto dell’audito, secondo senso all’occhio, e compone armonia con la congiunzione delle sue parti proporzionali, operate nel medesimo tempo, costrette a nascere e morire in uno o più tempi armonici; li quali tempi circondano la proporzionalità de’ membri, di che tale armonia si compone, non altrementi, che si faccia la linea circonferenziale [il contorno] le membra, di che si genera la bellezza umana.

Ma la Pittura eccelle e signoreggia la Musica, perchè essa non more immediate dopo la sua creazione, come fa la sventurata Musica, anzi resta in essere, e ti si dimostra in vita, quel che in fatto è, una sola superfizie.

O maravigliosa scienza, tu riservi in vita le caduche bellezze de’ mortali, le quali hanno più permanenza, che le opere di natura, le quali al continuo sono variate dal tempo, che le conduce alla debita vecchiezza! e tale scienza ha tale proporzione con la divina natura, quale hanno le sue opere con le opere di essa natura, e per questo è adorata.