II.
Erano piene di guerra queste convalli in cui ora s'ode l'umile belato delle agnelle; dove ora s'asside lo stanco agricoltore all'ombra, onde ristorar le forze vinte dagli agresti lavori, già si posò cruento e grondante di sudore il feroce eroe della battaglia. Qui nembi s'adunarono di guerra e i procellosi sdegni, qui muggirono le civili discordie e il fasto de' potenti, e la Copia e il Carvenzolo, travolsero nelle loro acque sangue ed eroi.
E tu, patrio nostro colle, ove poveri ma innocenti sediamo, già andasti altero per inespugnabile Castello, per temute armi e pel nome di valorosi. Passarono su te l'ire delle guerre e i secoli fuggitivi, e cadesti; nè più una pietra ricorda l'antico tuo splendore: fumano pochi focolari ove prima bollivano ira ed orgoglio.
Non era allora Nebiolo asilo di semplici agricoltori, nè dirupato calle conduceva all'altera sua cima; ancora sono le tracce della agiata strada che dal torrente metteva alla formidabile rocca armi ed armati. Fu questa innalzata nelle prime ire civili d'Italia, allorchè orde di barbari vennero dai servili loro solchi, come addensate tempeste, a distruggere la messe de' nostri fertili campi. Vide per lungo ordine succedersi or miti or turbolenti Signori i Cavalieri di Nebiolo: da questa sede ricevevano leggi e l'opposto Costiolo, e la sorgente Codevilla, e l'amena Torrazza in cui ergevasi la torre delle carceri, e talora vi prestò omaggio anche il delizioso Montebello.
Su quest'erta infieriva il feudalismo: al suono di sue catene invano fremea la morta libertà latina, invano la patria gemea nel vedersi, opera de' barbari, serva de' proprj figli, tiranni dei loro fratelli, e invano innalzava al cielo il sospiro della speranza. Qui sorgeva il tribunale e il patibolo, qui portavano gli schiavi di queste valli la primizia delle loro messi, e tremavano prostrati innanzi al fasto de' loro oppressori. Invano si spargeano i gemiti de' conservi, e mordeano i vassalli fremendo le proprie catene: l'ambizione de' vicini potenti facea loro sovente cangiare oppressore, non fortuna.