XVI.
Già s'udivano d'ogni parte i bellici oricalchi in suono di gioja, le ostili schiere si ritiravano verso il Po; scorreva ogni fila il grido della vittoria, e il nome glorioso di Girani. Ei scese asperso di sudore e di sangue, e sulla piazza del mercato si avvenne nel Generale che moveagli incontro: stette a lui dinanzi in atto ossequioso, e offrendogli la propria spada, gli disse che omai decidesse del suo destino. Commosso il Duce gliela restituì con un amplesso, spiccò dal suo petto l'insegna d'onore, e la pose al vincitore proclamandolo colonnello e l'eroe della battaglia.
Risuonavano a lui d'intorno gli evviva, chè ognuno accogliea vera gioja per la gloria dell'amico. Si applaudiva anche all'ardire di Marcellina, ma ella non si vedeva:—Venga, dicea il Generale, ben venga questa figlia dei prodigi, e qui sul campo della gloria abbia la mano dello sposo e il premio che si conviene al suo coraggio.—Ognuno cercava di lei impaziente, suonava su ogni bocca il suo nome ed era Marcellina il desìo ed il voto di tutti.
I sacri bronzi dato appena il pattuito segno aveano cessato dal suono, e la vergine di Nebiolo essere dovea discesa dalla torre. Girani annuncia in qual casa potea avere ricovrato, si accorre, si cerca, si dimanda, si torna, ma mesti dolenti portano tutti un'inutile brama, la bella non si trova. Diverso si dipinge sui volti l'affetto: chi spera, chi teme, chi palpita presago di qualche sventura. Ma ecco in fine piangente il vecchio Nebiolo, e un grido universale gli chiede di Marcellina…—Marcellina non è più…—
Meraviglia, dolore, pietà, stringono i petti; l'un preme, l'altro chiede, tutti domandano che avvenne di lei chi colla voce, chi col gesto, chi coll'impaziente interrogare degli occhi.
Appena Marcellina ebbe dato il segno, accortasi che Girani co' suoi pochi saliva il colle, discese dalla torre per restituirsi all'asilo ove avea ricoverato, e impaziente attendere il destino dell'amico. L'improvviso squillo de' muti bronzi avea mosso meraviglia e curiosità, e attirate varie persone al tempio, per che quando ella discese, per quanto andasse cauta, non potè a tutti tenersi celata. In quello stesso mezzo si gridò al tradimento, si conobbe lo stratagemma militare e il fine per cui erasi desto quel suono. Scorreva il paese lo sdegno di guerra, lo spavento negli uni, la speranza negli altri: alcuni cacciatori pieni d'ardire cercavano ogni angolo, salivano sui tetti delle case, e cogli infallibili fucili dardeggiavano intorno la morte. Altri eransi indirizzati al tempio a rinvenire i complici del tradimento, e mentre la militare ferocia spargeva il terrore in quell'asilo, qualche voce imprudente accennò la Marcellina.
Già si annunziava la presa del Pistornino e il trionfo dell'inimico, si suonava a raccolta e si dava il segno della ritirata. Il Comandante della banda che avea assalito il tempio innanzi di ritirarsi, agognando a qualche vendetta, trasse furioso contro colei che gli venia indicata, e l'avrebbe trafitta, nè la vittima se gli opponeva, se il sacerdote non frapponea la mano di pace in mezzo ai micidiali ferri, e non chiedeva atteggiato di pietà e di sdegno, che non si macchiasse di sangue la casa di Dio. Allora il furente soldato ordinò a' suoi che seco trascinassero la Marcellina, serbandola a miglior uopo all'ira vendicatrice de' traditi, e si precipitò dal colle per condursi a salvamento.
Tanto narrava dirotto nel pianto il padre, che inquieto sul destino della figlia erasi coll'alba condotto a Casteggio, e nel bollore della mischia avea osato inoltrare il piede in fino alla chiesa. Fu il misero presente al duro caso, invano pianse e pregò, seguì da lunge il fuggiasco stuolo, imprecando ai crudi che gli strappavano l'unica sua figlia; ma temendo lui pure non facessero prigioniero nè più potesse giovare alla figlia, abbenchè con acerbissima ambascia, diede ai crudi le spalle, e coll'incerto piede ricalcando la via già trita, mentre lasciava addietro il cuore, venne in traccia di Girani. Gli chiede Marcellina e mettea col disperato dolore compassione, e animava ora questo ora quello a seguirla e sottrarla a tanto infortunio.