XXVII.

Dopo tante lagrimose vicende fu cercato a qualche pietà l'animo di Stefano, e venne dolente per la morte della figlia. Il Malaspina parlò allora sensi di pace almeno cogli estinti, e il Rosso ebbe per legittime le nozze di que' miseri nel cui amoroso sangue erasi macchiate le mani, e acconsentì avessero eguale sepoltura.

Anselmo coll'onore delle armi, e colle insegne di cavaliere levato sulle spalle de' Signori confederati, Bianca portata dalle spose, furono posti a sepoltura presso alla seconda porta che esce dal Castello, ed ivi s'innalzò una chiesetta ed un'ara. Stefano reso dalla canizie più mite, moveva sovente a visitare quella tomba, e a spargerla di qualche fiore, e solo negli estremi giorni di sua vita, spesso con amarezza ricordò ove il traesse l'ira ultrice e lo spirito di vendetta.