II.

Ci sono in tutte le grandi città certe trattorie a terreno, composte d'una sala e d'una cucina con un'avviso sulla porta che dice: pensione a quaranta lire il mese. Si somiglian tutte: la sala è lunga e stretta; in una parete si vede il busto del Re; in un canto un padrone di cattivo umore, e in giro due o tre camerieri coi panni sudici, e coi capelli scarmigliati, che servono di mala grazia. Gli avventori sono quasi tutti giovani, che fanno il loro meschino desinare senza discorrere e senza alzar gli occhi. Non sono poveri, non sono operai, non sono studenti, non sono impiegati; è difficile determinare la classe sociale a cui appartengono. Son gente che vive alla giornata, sparsi pei fondachi, per gli Ufficii dei giornali e pei Ministeri; che ogni tanto, man mano che l'occasione del lavoro manca da una parte e si presenta dall'altra, mutan posto, occupazioni e nome; oggi procaccini di gazzette, domani revisori di conti, un altro giorno scrivani straordinarii. Dormono in una cameretta al quarto piano, fumano un sigaro al giorno, e vanno una volta al mese al teatro. Alcuni hanno i capelli lunghi; molti, l'inverno, son senza pastrano, e portano intorno al collo una sciarpa di lana o uno scialle vecchio; spesso s'incontrano fuor di città in qualche strada deserta, soli. Ce n'è degli scioperati; ma molti pure che risparmiano dieci lire sulle cento che guadagnano al mese; e le mandano a casa, o le mettono da parte. E sono i primi, per lo più, a levare di mezzo alla strada un ragazzo, quando sopraggiunge una carrozza, o a rialzare un vecchio caduto in terra, o a separare due monelli che si picchiano. Alcuni hanno sul viso un espressione costante di tristezza e guardan la gente in modo che par che rinfaccino a tutti qualcosa; altri invece hanno una fisonomia che esprime serenità, pace, sentimenti miti e benevoli. Tutti poi, o quasi tutti, mostrano di tempo in tempo qualche viva allegrezza di cui può esser cagione una lettera d'un parente lontano, o una buona parola d'un capo d'uffizio o l'aver trovato una camera che costi cinque lire di meno al mese. Vi sono nature ammirabili fra questa classe di giovani; cuori eletti, vite nobilissime piene di sacrifizii e di dolori terribili, sopportati senza lamento e in segreto.