XXI.
La mattina dopo, Candida, che da due giorni si doleva di un forte mal di denti e aveva risoluto di liberarsene a ogni costo, doveva partire con suo padre per la città.
Riconovaldo la incontrò per la scala, mentre scendeva per andarsene, e la prese per una mano.
— Lasciatemi stare, — disse Candida, cercando di svincolarsi.
Riconovaldo le prese per forza anche l'altra mano.
— Lasciatemi stare, — ripetè la ragazza più severamente.
Il giovane cercò d'incrociarle le braccia.
— Lasciatemi, Riconovaldo! — gridò la terza volta facendosi pallida, e alzando fieramente la testa.
Il giovane la lasciò andare, sforzandosi di ridere; ma un sentimento impetuoso di dispetto e di rabbia gli offuscò la ragione, e disse con voce soffocata: — Stupida! — Poi disparve soffocato dalla vergogna.