EDOARDO CALANDRA
Non è nome famoso quello di Edoardo Calandra. Ma giova appunto discorrere tra persone serie di coloro dei quali non parla a tutti la fama, questa moderna fama giocoliera, vestita di cartelloni e di giornali ritagliati, che suole ignorare l’esistenza di chi in qualche modo non la lusinghi e la paghi. Edoardo Calandra la trascurò, la sprezzò, e non ne ebbe i doni. Quando vedeva tanti altri comparire pomposi alla ribalta della celebrità, egli si ritraeva discretamente in disparte, quasi vergognandosi di assistere allo spettacolo non di rado inverecondo. Cominciato il conflitto con la Turchia, ricordava Alessandro Dumas padre, che, dopo tanti universali successi, era morto nel 1870 presso che oscuramente, perchè allora tutti in Francia avevano il capo alla guerra contro la Prussia; e diceva sorridendo: Non bisogna morire in tempo di guerra...
Morì appunto il 28 ottobre 1911, dopo le più sanguinose giornate dell’occupazione di Tripoli. Ma, guerra o non guerra, la sua morte non poteva passare inosservata. Era stato tale uomo e tale artista da non dover uscire dal mondo senza profondo pianto d’amici e rispettoso compianto di estimatori anco ignoti. Della nostra personale commozione non importa ai lettori; importa invece a tutti che le memorie alte e belle siano raccolte e tramandate.