SCENA DICIOTTESIMA. Clara, poi Don Rolando, Alban, Andrea.

Clara (si slancia come per seguire il cavaliere, si ferma, va per affacciarsi al terrazzino, indietreggia inorridita al pensiero di ciò che dovrebbe vedere. Percorre la scena agitatissima, porgendo l’orecchio ai rumori che si vanno allontanando).

Don Rolando e Alban (si presentano reggendo Andrea pallido e disfatto).

Clara (raccapricciando come davanti a un’apparizione). Reviglio! Voi?... Vivo?

Rolando (ad Andrea) Eccoci, ancora un passo; coraggio!

Alban. Coraggio, sor Andrea (a Clara). È lui che ha voluto venir su...

Andrea (alla presenza di Clara cerca di reggersi, di riprendere le forze).

Clara (avanzando rapidamente una poltrona). Qui, presto, adagiatelo qui.

Alban e Don Rolando vi adagiano Andrea.

Andrea (vi si abbandona, chiudendo gli occhi).

Clara (spaventata). Muore! Muore!

Rolando. No, no: la volontà lo tien vivo, ma per un miracolo. Non l’abbiamo salvato che dall’ultimo colpo, dal colpo di grazia. Son io che ho avvertito i contadini, che li ho guidati...

Alban. Si battono al ponte.

Clara. Silenzio!

Andrea (ha riaperto gli occhi, languidamente. Vede Clara, si agita, vorrebbe rialzarsi).

Clara. No, Andrea, vi prego. State tranquillo, state calmo...

Andrea (la guarda fissamente, come per esprimere un pensiero, un desiderio ardentissimo).

Clara (indovinando ad un tratto). Laggiù si battono, avete detto? Don Rolando, laggiù pure occorre l’opera vostra. Qui basto io.

Rolando (s’inchina e parte, seguìto da Alban).

Clara (facendosi anche più vicina ad Andrea). Sono qui con voi. Siamo soli...

Andrea (vorrebbe parlare, fa vani sforzi per articolare le sillabe).

Clara. Mio povero Andrea... (accostando l’orecchio per afferrare le parole). Sì, sì, v’intendo, sapete. Ho capito. Non ci separeremo più, è questo che volete? Guarirete, e poi sempre qui, sempre con noi, sempre con me. Siete contento?

Andrea (scuote il capo con un sorriso tristissimo, si lascia ricadere all’indietro).

Clara. Sempre con me, Andrea... Guardatemi... Coraggio, coraggio, ancora una parola! (Chinandosi e cogliendo un mormorio appena intelligibile). Ah! la memoria? Oh sì, nel cuore di tutti la vostra memoria. Come un fratello, per lui che avete salvato, e per me un amico, un grande, un dolcissimo amico. Ricorderò tutto, Andrea, tutto, ve lo prometto. (Con la mano al petto). Ho tutto qui, nell’anima, per sempre, per sempre, per sempre!

Andrea (si protende a lei col volto sereno, con gli occhi sfavillanti di gioia, stendendo avidamente le mani).

Clara (gli porge la destra).

Andrea (la prende, la stringe fra le sue con passione; abbassa lentamente il capo come per posarvi le labbra e rimane immobile).

(Un silenzio).

Clara (ad un tratto si scuote, getta un grido e si ritrae rapidissima. Dopo un momento, ricomponendosi, si riaccosta in atto d’infinita pietà).

Cala la tela.