SCENA OTTAVA. Elena, poi Blavetti.
Elena. (Resta immobile, guardando come persuasa di vederlo rientrare. Alla fine lascia cadere le braccia e discende palpitante la scena).
Blav. (Dopo un momento dal fondo) Si può? (Avanzando) Perdoni... disturbo?
Elena. (Distratta) Ah! è lei?
Blav. (Guardandola un po’ sorpreso) Non si sente bene?
Elena. Perchè?
Blav. Domando... così per abitudine, abitudine di medico. Ho incontrato adesso il conte; mi parve che avesse premura, non ho osato fermarlo. Mi dà una tal suggezione!... Donna Clelia non c’è?
Elena. Non so... non credo. Cosa vuole?
Blav. (Mostrando una boccetta) Vorrei consegnar questo. Lo dò a lei?
Elena. Sì, dia a me (Prende la boccetta).
Blav. Per l’operazione ci sarò io.
(Voci dei bambini dal giardino).
Elena. (Scuotendosi, e muovendosi come per correre loro incontro) Eccoli! eccoli!...
Blav. (Fermandola e volendo ripigliar la boccetta) Scusi, a me, allora... Eh no, perchè mi saltano addosso! (Indicando l’armadio) Là, là, sul palchetto più alto... Io li trattengo.
Elena. (Andando all’armadio) Così?
Blav. E chiuda, chiuda.