A UN VECCHIO CROCIFISSO

O buon Gesù, che invecchi sulla croce,
Scendi, ripiglia la tua veste bianca;
Vedi l'umanità, che a te la stanca
Mano distende e stanca alza la voce.

Il morto capo sgombra dall'incenso
In cui ti celi all'occhio dei meschini;
Dalle valli, dai monti e dai confini
Ultimi ascolta un singhiozzar immenso.

Scendi dal legno e le stecchite braccia
Sciogli, a stringere il mondo un'altra volta,
La tua greggia, o pastor, che va disciolta,
Teneramente al cor stringi ed allaccia.

Non vedi il nembo presso all'orizzonte
Già grave d'odio annuvolar la terra?
Dall'odio seminato urla la guerra
E volge sangue della vita il fonte.

Indarno il lento cantico di pace
Mandano i sacerdoti alla tua croce,
Chè rauca è fatta al chèrico la voce
E ignoto il libro tuo nel tempio giace.

Regna avarizia dei potenti in cuore
Famelica, e di lacrime si pasce:
Onde mal nasce e invidia già chi nasce
Il sonno a quel che affaticato muore.

Scendi; ritorna nella veste bianca
O del pietoso Amor biondo profeta!
Anche una volta l'aspre voglie accheta,
Sfamaci, o Padre, poi che il pan ci manca.

Sull'orme tue risorgeran gli ulivi
E stilleran dalle tue man gli unguenti
Dietro al profeta torneran le genti,
Recando in braccio i pargoli giulivi,

Vieni nel tuo splendor mite, siccome
Il dì che andasti placido sul mare;
Il popol vieni, Amico, a consolare,
Che mal si segna nel tuo santo nome.