III.
Tutti i particolari di quella confessione erano stampati in caratteri indelebili nella memoria di don Prospero a cominciar dalla fuga precipitosa del gatto Masaniello che, sguisciando dalla camera del malato in un accesso di folle terrore, gli si era impigliato nella tonaca e fra le gambe. C'erano momenti in cui egli sarebbe stato in grado di ripetere parola per parola le cose dettegli dal farmacista, e di aggiungervi l'esclamazioni che la sorpresa gli aveva strappato dal labbro, le interruzioni, l'esortazioni che aveva fatto. Gli bastava chiuder gli occhi per rievocare la scena.
Ecco, dopo liberatosi la coscienza di alcuni peccatucci minori, il signor Saverio si alzava faticosamente sul gomito, e tirando un sospirone principiava: — Ella sa, caro don Prospero, di quanta stima io godessi come farmacista....
A cui egli, il sacerdote: — Stima meritatissima, figliuolo. Ma non conviene esaltarsi.
— Eh si tratta di ben altro che di esaltarsi.... Se su cento medicinali esistenti nel mio laboratorio ce n'eran dieci di genuini è già molto.... L'olio di ricino, la cassia in canna, la polpa di tamarindo, non dico.... Ma il resto! Pillole, acque minerali....
Qui a don Prospero era scappata una frase di cui egli si pentiva amaramente, come di quella che tradiva una preoccupazione affatto personale: — Anche le acque minerali!
Don Prospero faceva ogni estate la cura delle acque di San Pellegrino.
— Le acque minerali sopratutto, — continuava l'infermo.... Però in modo da non recar danno alla salute....
— Meno male.... Avanti, avanti, figliuolo.
— Ah, da questo lato non ho rimorsi.... Delle disgrazie non ne son successe per causa mia.... Forse col mio sistema se ne sono evitate.... Si ricorda, don Prospero, quel giovine tedesco che anni sono, mentr'io ero fuori di paese, era riuscito a procurarsi dal mio garzone una fortissima dose di laudano ch'egli ingoiò tutta d'un colpo credendo di morire? Invece egli se la cavò con una dormita di ventiquattr'ore.... Mi son sempre servito di sostanze innocue.... Per i medicamenti liquidi, dell'acqua del mio pozzo, ch'è la migliore del paese.... Avevo un buon assortimento di bottiglie, di etichette, di tappi e facevo da me tutto il lavoro.... Per esempio da una bottiglia d'acqua di Vichy ne venivano tre.... Per le polveri, per le pillole, c'era la farina finissima, la gomma arabica....
A questo punto il signor Saverio s'era sentito mancar le forze e aveva lasciato ricader la testa sul capezzale.
— Basta, figliuolo, basta, — aveva detto don Prospero. — Non vi affaticate, non vi agitate.... Senza dubbio il peccato è grande. Avete ingannato la buona fede del pubblico.... vi siete arricchito illecitamente.
— Ho fatto molte carità, — sussurrò il farmacista con un filo di voce.
— Non sono carità buone quelle che si fanno coi danari carpiti agli altri.... A ogni modo, voi riconoscete il vostro torto?.
Il malato accennò di sì col capo.
— La misericordia di Dio è infinita e non manca mai a chi si pente con sincerità ed effusione di cuore. Vi pentite, figliuolo?
— Sì, sì.
Docile, ubbidiente, il signor Saverio, col poco fiato che gli rimaneva, compì il suo atto di contrizione, ripetè con fervore le preghiere recitate dal sacerdote, promise, se il cielo gli accordava ancora qualche anno di vita (non lo sperava, ma al Signore nulla è impossibile) promise di condurre d'allora innanzi la farmacia secondo le norme della più rigorosa onestà, di frequentare le funzioni di chiesa, di osservare il magro e i digiuni, di ristaurare a sue spese il campanile e di andare nel settembre in pellegrinaggio alla Madonna di Monte Balestro. Tutte cose che spiegavano l'affermazione enfatica di don Prospero: — Fa una gran bella morte.