II
Figlio del conte di Fuentes ambasciatore di Spagna alla corte di Francia, il signor De Mora era, secondo ciò che ne scrive il Galiani, acuto e credibile giudice, un uomo di merito straordinario e che pareva destinato al più glorioso avvenire. Era venuto a Parigi nel 1766. Giovine, bello, famoso, nobile di sentimenti e di modi, cavalleresco come uno spagnuolo, amabile come un francese, s’innamorò della Lespinasse, e ne fu riamato con pari ardore. Malato di petto, dovè lasciar Parigi l’agosto del 1772 per andare a respirare l’aria nativa. La separazione dei due amanti fu dolorosa.... pareva che ambedue presentissero il tragico loro destino e che non si sarebbero mai più rivisti. In dieci giorni egli le scrisse venticinque lettere (cifre eloquenti, infallibile termometro), e Giulia non sapea darsi pace....
Essa soffriva molto per l’assenza dell’amante, e cercava talvolta qualche innocente distrazione al suo dolore, qualche svago per passare le ore intollerabilmente eterne della lontananza. Un giorno, il suo cattivo genio le suggerì di andar a far visita al pittore Watelet, alla sua villa di Moulin-Joli, sulle rive della Senna, presso Montmorency. Fu là che Giulia vide per la prima volta il giovine colonnello De Guibert. Questo brillante ufficiale a cui era noto l’amore di Giulia per il signor De Mora e vedeva la sua malinconia, cercò di distrarla, di confortarla, e riuscì sventuratamente troppo al di là del suo intento. Bastò quel giorno (che essa invoca ed esecra, adora e maledice nelle sue lettere), per trasfonderle in tutte le vene il veleno che la dovea consumare.
O misteri, o contradizioni del cuore! Come potè questo signor De Guibert, in un sol giorno, contrabbilanciare nel cuore di una donna innamorata, e naturalmente buona e sincera come la Lespinasse, l’amore che essa provava per il signor De Mora, lontano, fedele e sofferente? Questo Guibert che non era altro che un fortunato ambizioso, di una immensa vanità e di un mediocre ingegno; autore di opuscoli militari che fecero un certo rumore; adulato adulatori delle celebrità contemporanee; uomo di un carattere comune, e qualche volta anche volgare! Eppure il fortunato ufficiale fece dimenticare a una donna come la Lespinasse un uomo come il signor De Mora; le fece disprezzare i teneri sentimenti di un D’Alembert.... e dopo l’agonia della povera Giulia, morta d’amore per lui, egli seppe ispirare i primi sentimenti d’amore alla figlia di Necker, e fa parlare anche oggi di sè, grazie ai nomi famosi della Lespinasse e di madama di Staël.
Era passato appena un anno dal giorno della fatale visita a Moulin-Joli, e la passione di Giulia per il signor De Guibert aveva trionfato, dopo strazianti contrasti, di ogni dovere, d’ogni rimorso, d’ogni pietà. E il signor De Mora, fortunatamente ignaro della infedeltà di lei, moriva quasi improvvisamente a Bordeaux.
Qui comincia la storia straziante, il dramma interno continuo, che conduce alla inevitabile catastrofe. Notiamo le gradazioni di questo fatale crescendo nelle Lettere che ci rimangono della infelicissima donna. Il gemito di Eloisa, il grido di Fedra, il delirio di Saffo si alternano in queste Lettere veramente uniche, e che sembrano bruciare la pagina....
Maraviglia, dolce commozione, dubbio, rimorsi, contrasto e lotta, debolezza e abbandono, trionfo dispotico della passione, estasi e spasimi, amari disinganni, sforzi inutili per guarire, gelosia, umiliazioni, abbattimento fisico e morale, delirio, agonia e morte — sono le fasi che percorre questa tragedia d’un’anima.