SCENA PRIMA

Romano è seduto al suo banco, coi gomiti sulle carte, il viso nascosto tra le mani. Bussano leggermente alla porticina del fondo. Romano non sente, tanto forte è preso dai suoi pensieri. Bussano più forte.

ROMANO

(riscuotendosi)

Chi è?

GAIA

(di fuori, timidamente)

Io!

ROMANO

(con rapida mossa prendendo la penna in mano, il volto come per incanto rasserenato)

Ah!... sei tu!... Vieni, Gaia!

GAIA

(entrando con una cartella da disegno e posandola sul banco)

Sei solo, babbo?

ROMANO

Sì, cara. La mamma?

GAIA

Calma! Tanto calma questa sera! Pareva quasi che volesse dormire ora...

ROMANO

L'hai persuasa a coricarsi?

GAIA

Ma vestita... sai... Oh non s'è voluta levar nulla... ripeteva come ier sera «bisogna vegliare» «bisogna vegliare»... ma lo diceva così dolce, così buona!... m'ha carezzato tanto!...

ROMANO

Povera Luisa!

GAIA

Ma che cos'ha, davvero, babbo? Perchè non chiamate il medico?

ROMANO

Non lo vuole!...

GAIA

Ha chiesto se è ritornato Lorenzo. È ritornato?

ROMANO

Ancora no, cara.

GAIA

Beato lui! Si sarà divertito! Deve averla trasformata in un regno di fate, quella villa, il signor Harlem!

ROMANO

Povera vecchia villa Serdoni!

GAIA

Come... Non è più bella adesso con tutte quelle aiole? Quando si passa davanti al cancello si sente un profumo da impazzire!... Perchè non ci sei andato anche tu, babbo?

ROMANO

L'Harlem ha invitato solamente Lorenzo, Del resto non ci sarei andato lo stesso.

GAIA

Perchè?

ROMANO

Ma!... che vuoi?... in mezzo a tutto quel museo d'anticaglie false...

GAIA

Oh! ma fa tanto bene un po' d'odore di fiori... sotto il sole!

ROMANO

Povera bambina mia!... Fiori... fiori... sole!.., tu non pensi ad altro!

GAIA

Però, non credere che invidii nessuno! Sarà tanto carina anche la villetta di Piero, quando l'avremo ricoperta di quelle rose là! (indica la finestra).

ROMANO

(con finto rimprovero)

Già! già... Però, sembra che tu non ti contenti di questo famoso rosaio... Ieri Piero mi ha detto che le tue pretese crescono ogni giorno...

GAIA

Perchè voglio due altre serre piccole?... Non ho ragione forse?... è lui che mi aveva ingannata. Ma sì!!!... Non me l'aveva detto che quella serra grande che c'è, tra due mesi si riempie coi limoni del viale!... Ma ieri mattina l'ho messo alle strette... non me l'ha potuto negare!

ROMANO

Ah! Ah! Ah!... Allora hai tutte le ragioni tu!

GAIA

Lo credo!... Di' babbo; ci verrai davvero tutte le estati da noi?

ROMANO

(coprendo con un sorriso la interna ferita)

Certo... che ci verrò...

GAIA

E mamma anche?

ROMANO

Perchè no?

GAIA

In campagna... lei...

ROMANO

Oh!... Ma per te, ci verrà! per te, ci verrà!

GAIA

Però... non gli devi voler bene nemmeno tu ai campi!... Altrimenti non li avresti venduti i tuoi!... Bel cambio! prendere del denaro, invece di terra, di verde, di luce, di fiori, di frutti, di cinguettii... Sai che hai fatto molto male, babbo?

ROMANO

(col pianto in gola)

Ho fatto molto male? Anche tu pensi così?...

GAIA

Come! Mi prendi sul serio?!... Piero ride sempre quando parlo d'affari io!... Povero babbo!... Mi perdoni eh? (abbracciandolo).

ROMANO

Io sì... Ma tu... mi perdonerai?

GAIA

(spaventata)

Che hai babbo?!...

ROMANO

(prendendole una mano, con tutta l'anima)

No, no, no!... Gaia. Non è vero! No! Non è vero niente!!

GAIA

Ma che cosa? Babbo?

ROMANO

Tu devi essere felice! Tu sei senza colpa... Tu devi essere felice!

GAIA

Sono già felice... Sono già... Ma perchè piangi?

ROMANO

Non mi guardare! Guarda le stelle là! Che meritano d'essere guardate!

GAIA

(girando gli occhi lucidi di lagrime)

Come son grandi!!

ROMANO

Vedi? vedi che fa bene piangere?... Dopo, si vedono le stelle più grandi!...

GAIA

(a un tratto con sùbita gioia)

Oh!

ROMANO

Che?

GAIA

N'è caduta una! Hai veduto?... di settembre... è raro!

ROMANO

Meglio! Segno che è caduta proprio per te!... A che pensavi?... di' la verità...

GAIA

A niente... guardavo là... le rose...

ROMANO

... e pensavi al rosaio?... Di' la verità che pensavi al tuo gran rosaio! Al tuo nido di rose?!...

GAIA

Questo che viene è mese buono per il trapianto... lo sai?

ROMANO

(con infinito strazio)

Lo so!

GAIA

Sono una gran chiacchierona eh? Non ti lascio scrivere... Ti volevo far vedere il mio lavoro... guarda! (apre la cartella e mostra a Romano due stemmi dipinti ad acquarello).

ROMANO

Ah, benissimo! Lo stemma dei Piccolomini. Ed il nostro.

GAIA

Perchè ridi? Ho messo qualche errore nel latino nel nostro?

ROMANO

No, no, cara. Va benone. (Ridendo con sarcasmo) «Semper invictus»! «Semper invictus»!... Non ti pare un po' troppo pretendere... da un povero professore di storia, come me?

GAIA

(senza dar peso alle parole di lui)

Babbino mio! (lo bacia in testa)... E questa è la settima tavola, sai?

ROMANO

Brava... brava...

GAIA

Altre quattro, poi ho finito... quindici giorni al massimo!... E tu?... (guardando le cartelle scritte da Romano).

ROMANO

(confuso)

Eh!... Io sono un po' pigro...

GAIA

(impressionata)

Più nulla?... da una settimana?... Anche tu?... Dal giorno che è partita Selvaggia!...

ROMANO

Eh?!... ma tu sbagli!!! (alzandosi e camminando) Assolutamente sbagli.

GAIA

Tutti quei telegrammi...

ROMANO

Affari!... Affari di Lorenzo!...

GAIA

M'hanno detto che il signor Ricotti non è in Siena...

ROMANO

(turbato)

Lo so!... è... a Napoli... ebbene?

GAIA

Davvero?!... Ma io ho paura, babbo!

ROMANO

Paura di che?

GAIA

Che stia male... e che non me lo vogliate dire...

ROMANO

(con sollievo)

Male? Selvaggia?... Ma nemmeno per sogno! Ma perchè?... Perchè non ti risponde?... Vuol dire che non ti vuol bene!...

GAIA

No, babbo!

ROMANO

(con grande strazio)

Sì! Perchè non vuol bene a nessuno! A nessuno!

GAIA

No, babbo! Non lo dire! Non lo posso sentir dire... Non è giusto... Perchè è partita, poverina, proprio per accontentar te!

ROMANO

(da sè, mentre cammina agitato)

Sgualdrina!

GAIA

Perchè l'hai fatta partire?... Se non potesse resistere lontano dalla persona che ama?

ROMANO

Ma non la vuoi capire che sta benone?

GAIA

Non è vero dunque, che sta male?

ROMANO

Ma no! Povera Gaia mia! Ti dico di no!

GAIA

Sareste andati a vederla? È vero?

ROMANO

Ma sicuro! Vedi? Questa è la prova migliore che non è successo nulla di quello che pensi... diamine!...

GAIA

Hai ragione.

ROMANO

Va, va a dormire, creatura mia... va a sognare!...

GAIA

Il bacio! (Romano la bacia sulla fronte) Buon lavoro!... Addio! (esce dall'usciolo di fondo).