SCENA SECONDA

Romano la guarda uscire, poi va alla finestra; prende tra le sue mani una rosa, aspira fino a empirsi i polmoni del suo profumo.

LORENZO

(entrando da sinistra)

Buone notizie!

ROMANO

(precipitandosi verso di lui)

Li hanno trovati?

LORENZO

Oh! No!... Di quelli là, ancora niente, purtroppo.

ROMANO

(con un gesto di sdegno)

E di che cosa allora, per Dio!... Che diavolo di buone notizie vuoi portare!... Che cosa ci può essere di buono per noi finchè non sappiamo dove ce l'ha portata quel mascalzone?

LORENZO

Non ti fidi delle ricerche di mio suocero?

ROMANO

Se non me ne fidassi, chi m'avrebbe tenuto qua?

LORENZO

E dunque?

ROMANO

Dunque che cosa?

LORENZO

Poichè abbiamo la certezza che tutto il possibile si fa per ritrovarli, mi pare che sia precisamente inutile di buttarsi tutti sdraiati a piangere su questo guaio, e non pensare più agli altri.

ROMANO

Qualche volta, Lorenzo, la tua praticità... ha ragione Luisa... è inumana!

LORENZO

È più umano, per lei, far finta di non capir più niente; perchè non le si mostrino più i conti, perchè non si riparli più del palazzo...

ROMANO

(con gran fuoco)

Finta!... Finta!... Ma chi ti autorizza a credere che tutto sia finto qua dentro, per Dio! È una vergogna che un figlio non creda al dolore della madre!

LORENZO

Io non ho detto che sia finto il dolore. Non ammetto che un dolore debba impedire di ragionare...

ROMANO

Dio non te lo faccia mai provare!

LORENZO

... Non posso ammettere che, per esempio, a causa di Selvaggia, non si debba poter discutere subito l'offerta che m'ha fatto l'Harlem, oggi! Un'offerta enorme.

ROMANO

Ah! Ci siamo!... Credi che non l'avessi capita la manovra di questo invito a pranzo... a te solo?... Ha già sentito odor di morto... Il corvo?

LORENZO

Il corvo... il corvo!... Ma siete buffi, per Dio! Vi riducete alla fame dentro queste gabbie di pietra, e poi, se qualcuno ve le cambia con del pane, lo chiamate corvo!

ROMANO

Perbacco! Che difesa calda! Si vede proprio che la ricchezza è cosa sacra per te!... Guai a toccartela!

LORENZO

Ma se la nobiltà non è buona ad altro che a vendere, per Dio, bisognerà pure che... la borghesia comperi!

ROMANO

Hai ragione. Infatti Serdoni non s'è vergognato di vendergli la villa dove i suoi antenati avevano accolto i Medici...

LORENZO

Sfido io! È un corvo che paga bene quello!

ROMANO

Diventa un piacere farsi spolpare!... eh? (ridendo convulso) Compra anche la vergogna!... che?... Ma Romano Della Lizza non è Pippo Serdoni!...

LORENZO

Babbo: (avvicinandoglisi) Tre-cen-to-mi-la lire!

ROMANO

Ah! Ah!

LORENZO

Assai più del valore reale... in fondo!... Io stesso son cascato dalle nuvole!

ROMANO

(ridendo c. s.)

Vorrebbe dire... una cinquantina di mila lire per la vergogna?!

LORENZO

No, babbo... non scherzare... è una cosa seria!...

ROMANO

Ma insomma gli hai sì o no detto che il palazzo non si vende?

LORENZO

Nemmeno per sogno! Ma non son mica matto io...

ROMANO

(violento)

Gli hai detto di sì?!

LORENZO

Di sì!... Di sì!... Non mi gli son mica buttato al collo!... Ma come si fa a nascondere la propria soddisfazione di fronte a un'offerta simile?... Ma babbo! Via!... Dimentica per un momento le utopie della mamma... Facciamo un po' di conto all'ingrosso. Con duecentomila lire cassi la partita passiva e ti sistemi... Ti restano la bellezza di centomila lire!... un patrimonietto perbacco!... Oggi il denaro ha degli impieghi che tu non ti sogni nemmeno!... Prendo io impegno di farteli fruttare il sette per cento nella mia industria... 7000 lire all'anno! più le 6000 del tuo stipendio!... senza la piaga di questo palazzo! senza altro pensiero che quello del tuo lavoro... Oh! Vivaddio! Non rispondi!... Segno che ci pensi: eh?... segno che rientri in te!... Vogliamo buttar giù una bozza di compromesso?... Eh?... Poche righe!.. tanto perchè le parole non se ne vadano al vento!.. Penserò poi io a farle firmare presto dall'Harlem... (guardando l'orologio) Guarda. Son le nove. Abbiamo giusto mezz'ora, chè alle nove e mezza devo veder Piero.

ROMANO

Piero? perchè?

LORENZO

Oh bella! non siamo amici da ragazzi? Ci troviamo al «Centrale» per fare due chiacchiere.

ROMANO

M'hai promesso di non parlargli della faccenda della dote!... Siamo intesi eh?

LORENZO

Intesi... intesissimi!... (ironico) Glie ne parlerai tu... quando compirà cinquant'anni!...

ROMANO

Glie ne parlerò più presto di quel che tu non creda!

LORENZO

(guarda un po' fisso Romano per penetrare il vero senso delle sue parole)

Come sarebbe a dire?

ROMANO

Ho detto che glie ne parlerò presto... (finto) Meglio... Non è vero?... (pentendosi a un tratto di fingere) Ma insomma... poi... alla fine! È o non è un debito anche questo? Ho dato o non ho dato la mia parola per quest'ottobre? Una volta che i denari ora ci sono, chi può negarmi il diritto di dotare mia figlia?

LORENZO

(contenendo un impeto di contrarietà)

Mah... Questo... del resto... si vedrà... è una questione secondaria... L'importante è non fare sfumare l'offerta... Non ti pare?

ROMANO

Ebbene, avanti per Dio!... (correndo, quasi, verso il suo banco) Gettiamo questo maledetto dado!... Che non sia più possibile tornare indietro!... Vendiamo!... Vendiamo! Vendiamo!... Succeda quello che vuol succedere! (cerca febbrilmente un foglio) Che cosa debbo scrivere?

LORENZO

(chinandoglisi vicino)

La solita formola: «Tra i signori Romano Ferruti Della Lizza, e Tommaso Harlem»...

A un tratto Romano tende l'orecchio all'usciolo del fondo, impallidendo.

Che c'è?... Qualcuno per la scaletta... vero?

ROMANO

(coprendo in fretta la carta con un grosso volume e quasi tremando)

Luisa? Sei tu? (bussano).

LORENZO

Avanti. (Entra Maddalena) Ooh!

ROMANO

Si risente male?

MADDALENA

No no, signor Marchese. Stia tranquillo. Anzi, questa sera, pare proprio che vada benino, grazie a Dio, la signora Marchesa!

LORENZO

Che c'è, insomma? Di' presto.

Maddalena fa per levar qualcosa dalla tasca del grembiule.

ROMANO

Un telegramma?

MADDALENA

No, no, signor Marchese. Un biglietto. Scusi eh? Non ho trovato il piattino... Me l'ha dato la portinaia... Dice che è un signore in automobile...

Romano leggendo ha un gran sussulto: poi resta lungamente con gli occhi fissi sulla carta da visita.

LORENZO

Chi è? (guardando) Eh?! Alla larga!!... (a Maddalena) Digli che il padrone non è in casa. Subito.

MADDALENA

(tentennando)

Devo dire che il signor Marchese non è in casa?

LORENZO

Sì, sì, sì! Va!... (Maddalena esce) Al diavolo! Ci mancherebbe questo!... Non te l'avrei voluto dire, ma... anche a Torino è venuto. Quest'aprile. Reduce dalla Russia... Albergo Europa... Amante... Automobile al portone... A fine di Maggio allontanato dal Club! Vinceva troppo, anche là!... Le solite spavalderie, le solite sfide, il solito giurì che non osa... Due duelli... e poi via!... partenza per altri lidi!...

ROMANO

(alzando finalmente gli occhi)

Maddalena! Dov'è Maddalena? Maddalena!

LORENZO

Ma l'ho mandata giù io, a dirgli che non ci sei.

ROMANO

A chi? A mio fratello? Dopo cinque anni che non lo vedo? Ma tu sei matto! (Precipitandosi fuor dell'usciolo del fondo) Maddalena!

MADDALENA

(dal fondo della scaletta)

Signor Marchese?

ROMANO

Fallo salire!!

LORENZO

Lo vuoi ricevere?... Credi che lui venga per rivederti. Ma quello viene per bussare a danaro: ci scommetterei la testa!

ROMANO

Non aver paura che io possa dargliene: non ne ho.

LORENZO

Non importa. Quella gente lì sa cavarne anche dalla sabbia! Sta in guardia!... Non ti scappi detto di questa fortuna che ci offre l'Harlem. Se quello sente odor di quattrini siamo fritti! Ci vuole un reggimento di cavalleria per metterlo fuori di qua!... Pensa a quello che fai! E spiccialo presto, chè tra un'oretta ritorno... Giudizio! (esce in fretta da sinistra).

ROMANO

(andando, agitato, incerto, poi decidendosi a sedere al suo banco)

In fondo... dopo tutto... siamo uguali!... Siamo due disgraziati!... Niente altro che due disgraziati.

MADDALENA

(entrando dal fondo)

Il signore ha voluto salire per la scaletta. È pratico della casa!... S'accomodi. (esce).