SCENA PRIMA

Maddalena sola piange silenziosamente, seduta sullo scalino della finestra. Si ode nella strada un'automobile fermarsi poco lontano. Maddalena sale i gradini, guarda fuori; poi rimane lì come nascosta, nel canto più buio della gran finestra, col viso tra i ferri. Con gran rumore di risa, irrompono da sinistra Selvaggia e Roberto abbracciati a passo di danza sbrigliata. Roberto è in frak, soprabito sul braccio, cilindro sulle ventitrè. Selvaggia, anch'essa col cappello, porta un bel vestito rosso, più scollato del bisogno.

SELVAGGIA

(fermandosi di botto sulla soglia di destra)

Ho sete ancora, Roberto (ironica) Sarà la grande commozione!

ROBERTO

Aspetta.

Va dietro al pianoforte, prende una bottiglia di champagne.

SELVAGGIA

Ce n'è ancora?... (battendo le mani) Bravo!!!

ROBERTO

(sul punto di far saltare il turacciolo)

Un bicchiere?

SELVAGGIA

(afferrando la bottiglia da cui salta il tappo e cade la schiuma)

Ma che bicchiere!... (portandola alla bocca e assorbendo lo champagne che sale) Come quella sera, in barca!...

ROBERTO

(in tono di finto rimprovero)

Uh! Si rammentano le cose?!... (accennando ai ritratti) davanti a tutte queste illustri signore e signorine!

SELVAGGIA

(mettendo la bocca della bottiglia alla bocca di Roberto, e dandogli un bacio sulla guancia)

Hai ragione... poverette! Chi sa che voglia! eh? (mentre Roberto beve, corre con indiavolata allegria al pianoforte, scorre con le dita l'estremità acuta della tastiera, dà uno strappo rumoroso alle corde del violoncello; poi, subito rimirandolo con voluta volgarità di modi) To'! guarda come si somiglia al Sindaco!... Tutto lui.... Eppure sarà divertente quel giorno, no? Roberto?... Te l'immagini tu, quando saremo anche noi seduti su quelle due sedie dorate, davanti a quel Trippetta serio serio!... Ah! Ah! Ah!... Quando dirà anche a me tutte quelle cosine commoventi!... Bisognerà bene che faccia la sentimentale anch'io come Gaia.... (facendo con goffo scherno l'atto di asciugarsi gli occhi) Farò così... va bene?

ROBERTO

Però attenta a serbare un po' di lacrime anche per il quaresimale di Monsignore!... Mi raccomando!...

SELVAGGIA

O per la stazione?!... Non hai visto quanto bisogna piangere alla stazione?... Sarà un affar serio!

ROBERTO

Ah! là ci vorrà il pizzicotto!... Facciamo la prova!... (le dà un pizzico)

SELVAGGIA

(mandando un grido e appiccicando un ceffone a Roberto)

To'.

ROBERTO

(rincorrendola)

Ah!

Escono e rientrano nella scena rincorrendosi intorno alla tavola. Selvaggia, per prima, lancia un panino sulla testa di Roberto: questi risponde nel medesimo modo; ne volano quattro o cinque.

SELVAGGIA

(da sinistra, fuori, mentre Roberto è in scena)

Buono! Buono! Facciamo pace! M'è venuta un'idea (entrando) Dove andremo per il viaggio di nozze? Non ci abbiamo ancora pensato?!

ROBERTO

Sfido io! L'abbiamo bell'e fatto.

SELVAGGIA

Poverino!... Ci vuol altro per contentar me!... Non vorrai mica fare come quello spiantato di Turrita... che con la scusa della filosofia la porta a Monte Cassino!... (Roberto ride e si rimette a bere alla bottiglia) Voglio che tu mi porti a Parigi... e a Londra... e poi in Scozia!...

ROBERTO

(levando alta la bottiglia)

E poi al Polo Nord!!!

SELVAGGIA

Uh! ecco la zia!!

ROBERTO

Qua... qua... (la tira dietro il pianoforte) Nascondiamoci!