SCENA PRIMA.
TROCHILO,
mentre risciacqua certe anfore da vino:
Piangi ancora, padrone?...
IREO,
rimanendo com'è, seduto sotto la quercia di destra, col viso nascosto nelle mani:
Risciacqua a modo codeste anfore, Trochilo! S'io pianga o rida, t'ho detto, è cosa mia.
TROCHILO:
Meno male! Sento dalla voce che non piangi più.... Ma ti vedo passare così tristi giornate, che mi fai pietà.... tanta.... proprio....
IREO:
Se tu cianciassi meno, e lavorassi meglio!
TROCHILO:
Sono vent'anni che tu m'hai comprato, e tu mi trattasti sempre umanamente.... È giusto che ti chieda perchè....
IREO:
Che io possa esser mangiato dai cani, se ci fu mai servo più intrigante e cocciuto di te!
TROCHILO:
Come si potrebbe dir colpa, per un servo, essere affezionato al padrone? Che male ti faccio?
IREO:
Conteggio le spese che dovrò fare per le provviste.... e penso se pur mi basteranno i denari che ho, e tu mi disfai le somme nel capo col tuo chiacchierare....
TROCHILO:
Padrone! Ingannare è da servi! Giurerei che non pensi a denari nè a spese.... Facesti un affare d'oro, comperando tutto il vino di quel matto riccone di Cremete!... che t'è costato poco.... e regge l'acqua a maraviglia....
IREO,
afferrando il bastone, non senza lanciare una occhiata timorosa alle finestre della sua osteria:
Ti romperò gli stinchi!...
TROCHILO,
continuando subito più forte:
È amabile come il miele il tuo vino.... e non fa male nemmeno a berne un'anfora intera!... ma non mi dire che pensi a' denari, padrone! Tu n'hai fatti tanti quest'anno, da comprare un podere! E poi.... credi tu ch'io mi sia dimenticato di dieci anni fa? Allora ne avevi davvero pochi di denari!... ma io ti vedevo sempre contento! Egli è che allora Orione era un fanciullo.... e passava le giornate qui a giocare.... E guai a te se t'addormentavi seduto su codesto sasso!... ti saltava ad un tratto a cavalcioni sul collo, ti ricordi?... e tenendosi alla tua barba, e tempestandoti il petto di calci, gridava agli altri ragazzi che spiavano da lontano: «Venite, venite, il leone è domo! venite senza paura, toccatelo!...» e tu lo lasciavi fare finchè voleva.... è vero?... è vero?
IREO,
sorridendo mestamente:
È vero!
TROCHILO:
Ti contentavi di molto poco allora! e se per caso ti coglieva qualche brutto pensiero, chiamavi il tuo Orione.... e ti bastava carezzare quei capelli, carichi sempre di fango, perchè tu ritornassi beato!... E mi ricordo bene che, quando Orione incominciò a prender gusto alla caccia, tu ti divertivi a fabbricargli frecce e reticelle; e ogni sera, come ritornava carico di selvaggina, si facevan cene ghiotte e allegre!... Ma quando le reticelle non gli bastarono più, e volle grandi reti per le fiere e lance e iacoli avvelenati, tu incominciasti allora a tremare per lui!... Me ne ricordo bene sai.... La prima notte che passò fuori per aspettare il leone, fu anche la prima volta ch'io ti vidi piangere.... Di' la verità: non era quella la prima volta che piangevi, da quando t'era spuntata la barba?
IREO:
E per chi avrei potuto piangere prima d'allora?
TROCHILO:
Lo so bene che hai amato quel ragazzo solo al mondo, e l'hai amato d'un amore da mamma!... Ma io pagherei a sapere se quando Giove e Nettuno e Mercurio ingravidarono la Terra per darti un figlio, non pensavano a quel che facevano.... oppure vollero proprio divertirsi alle tue spalle....
IREO,
interrompendolo:
Che bestemmi, ciarlone?
TROCHILO,
continuando:
Ma ti pare ben fatto, a un buon oste come te, appioppare col nome di figlio, un simile spavento d'eroe, distruttore di fiere e di mostri, stupratore di ninfe.... Alla larga da simili grazie divine!... Non cambierei la mia tetra vecchiaia di schiavo, vedi? con la tua, padrone.... che tu passerai amando chi non t'ama.... e piangendo per le pazzie d'un figlio che non è della tua carne, e non ti chiama nemmeno babbo!
IREO:
Oh! No, no, no! Tu ti sbagli di grosso! Orione non mi dimostra amore, è vero.... ma pure ama il suo vecchio Ireo, che gli ha fatto da nutrice.... e ancora vedi?... qualche volta.... s'addormenta, quando gli parlo io.... come faceva da piccolo! Taci, taci! mi dicessero soltanto che è vivo e che ritorna presto, sarei oggi più felice di Giove!... Ah! s'io sapessi leggere nelle viscere calde delle vittime! come fanno gli indovini!...
TROCHILO:
A quest'ora avresti già sbuzzate tutte le tue pecore!
IREO:
E càpitano mercatanti, ricchi mattacchioni, meretrici, cacciatori, ladri, innamorati, a questa mia bicocca affumicata.... vi capitarono financo que' tre dei, e s'ebbero a lodare di me!... e mai non mi fu dato d'ospitarvi qualche saggio indovino...