SCENA SECONDA.
Un allegro scoppio di risa e di parole femminili, che vien di dentro l'osteria, interrompe Ireo.
TROCHILO:
Ah! ah!... senti che riso limpido, padrone?... non ti scema il peso degli anni?
IREO:
Pensa ai casi tuoi e lascia in pace le mie ossa.
TROCHILO:
Se penso ai casi miei, e' m'avvedo allora di non essere tutto schiavo!...
Le risa si rinnovano più vicine.
Senti, senti! È già un'ora che s'è levata la bella Mirrina di Tespi! I suoi servi dormono ancora tutti. Io dico, padron mio, che tali donne, a dormir sole non ci si ritrovano!...
MIRRINA,
affacciandosi felice:
Servo! presto! desta la mia gente: che tutto sia pronto per far viaggio nel tempo ch'io discendo!
TROCHILO,
uscendo a corsa da sinistra:
Corro!
MIRRINA,
continuando, a Ireo che s'è subito levato:
E tu non far conto della spesa, oste: tieni la mia borsa con quel che c'è! Tanto che me ne faccio più io?... Da questa sera siederò alla mensa del re di Tebe!
Dispare ridendo.
IREO,
raccatta la borsa, la vuota e conta:
Due, quattro, sei, otto, dieci.... dodici, quattordici! sedici! dieciotto!... più che non mi sia costata tutta la cantina!
MIRRINA,
apparendo dall'uscio dell'osteria, alla schiava che porta un prezioso involto sul capo:
Hai dimenticato nulla? Va, e chiamami appena tutto sia pronto.
La schiava esce da sinistra.
IREO,
andando verso Mirrina con profondi inchini:
Permetti che anch'io goda della tua gioia, bella Mirrina, poi che tu sei stata così generosa con me.... e perdona a un vecchio oste curioso.... Ma chi mai ti portò, a mia insaputa, un così provvido messaggio dalla reggia di Tebe?
Trochilo sopraggiunto, udite queste ultime parole, ascolta avidamente.
MIRRINA:
Niente messaggi! Niente messaggi!
IREO:
E allora...? come mai...?
MIRRINA:
Ho fatto un sogno, vecchione mio, ma così strano.... così oscuro....
IREO:
E se così era, come lo potesti intendere?
MIRRINA:
Un indovino famosissimo, da Venere certo messo sul mio cammino, me l'ha spiegato!... or ora!... là!...
TROCHILO,
subito battendo la spalla di Ireo:
A te quello che cerchi!
IREO,
sbalordito:
Un indovino? hai detto?... Qui?!.. Ma dove? ma quando?... Perdona, bella Mirrina.... non son anche pronte le tue genti.... dimmi di lui.... dov'è.... come gli parlasti.... come....
MIRRINA:
Odimi. Stamane, assai per tempo, son uscita a passeggiare nel bosco, tutta ancora sbigottita per lo strano sogno che m'aveva destata. Sotto un vecchio lauro lassù, mi son seduta; e alla mia fedele schiava, raccontavo il mio sogno.... Te lo dirò: m'era parso, figurati!... di vedere due galline....
TROCHILO:
Ah!
MIRRINA:
.... e ciascuna con un serpentello al collo, venire contro a un gallo che aveva due creste d'oro....
IREO:
Uh!
MIRRINA:
Ogni gallina s'attaccò col becco a una delle creste d'oro....
TROCHILO:
Ah!
MIRRINA:
Allora il gallo incominciò a fuggire su per un'erta verde....
IREO:
Uh!
MIRRINA:
.... e a me, ora, pareva di stare tutta nuda....
TROCHILO:
Aaaah!
MIRRINA:
Sì!... seduta sulla cima di quell'erta; e di guardare di lassù il gallo che saliva a corsa, starnazzando l'ale, traendosi via le due galline furibonde....
IREO:
Uuuuh!
MIRRINA:
Quando, tutt'a un tratto, senza che io ne temessi per nulla, ecco il gallo entrò e disparve dentro il mio ventre!...
TROCHILO:
Oh!
IREO:
Oh?
MIRRINA:
.... e si liberò così di quelle due galline, che subito caddero morse dai serpentelli che avevano al collo!
TROCHILO:
Il gallo dentro? Che bellezza!
IREO:
E le due galline di fuori?!
MIRRINA:
Sì! sì!... Ma non avevo appena finito di narrar questo sogno, che una voce mi dice: «Buon per te! un tal sogno è di mirabile presagio!» Oh! che voce! che voce divina!...
IREO:
Qui presso?... l'indovino?!.. Ah! è certo che l'ha mandato Giove, per me!
A Trochilo:
Va, corri al vecchio lauro e vedi se c'è ancora.... corri dunque!
Trochilo va correndo dentro l'orto, ma subito si ferma a bocca aperta:
MIRRINA,
continuando, a Ireo:
È vestito alla maniera d'Oriente! Oh che grande indovino egli è, vecchione mio!... Che grande indovino!
IREO,
scorgendo Trochilo:
Che la sfinge t'ingoi! Vuo' tu andare sì o no?
TROCHILO,
tornando, con un dito sulla bocca:
Sssss! l'ho visto. Gira per l'orto.
IREO:
Per l'orto mio!... Oh!... che gran gioia! che gran gioia!
A Mirrina:
Narra, narra.... che dicesti allora tu a così grand'uomo?... Insegnami.
MIRRINA:
«Tu sei certo il portentoso Tiresia», gli dissi «capace di scatenar tempeste per forza di magia?» ma egli subito: «Gli dèi ti guardino sempre da simili ciurmatori!» «Ma allora dimmi il tuo nome?» pregai; ed egli, con una voce ch'io non potrò mai più dimenticare: «Sappilo dunque, io sono Matusio!...»
Trochilo guarda Ireo, il quale a sua volta guarda interrogativamente Trochilo, mentre Mirrina guarda l'uno poi l'altro maravigliata.
IREO:
Matusio?
MIRRINA:
Matusio.
TROCHILO:
Matusio?
MIRRINA:
Matusio, sì! Strano! anche voi ignoravate il nome di questo grande indovino che gli stessi dèi temono, per il suo potere!... Pure io, ora, non dubito punto ch'egli non sia il più grande indovino del mondo!... Ha letto nel mio sogno come in una pietra scolpita! e di tutto m'ha data ragione, e ancora m'ha dimostrato in modo certo, che nessun'altra donna.... nessun'altra, capite? mai! potrà tenere nelle sue mani l'austero core del re Pénteo!
TROCHILO:
Ma come puoi esser certa ch'egli abbia detto il vero?
MIRRINA:
Sciocco! potrebbe forse ingannarsi un tanto uomo?
TROCHILO:
Ma.... a quel che ho udito, dalla sua bocca sola hai sapute le sue lodi....
IREO:
Scimunito! e a chi vorresti credere se non credi a lui!... Va, va! non più ciancie, ch'io muoio dalla voglia di sapere del figlio mio.... Va e fa che subito me lo rechi.
Trochilo va.
LA SCHIAVA,
da sinistra:
Tutti son pronti, bella padrona: aspettano te sola.
MIRRINA:
Ah!... Addio buon vecchione mio! Possa darti gioia il responso di Matusio quanta a me.... che ne tremo tutta ancora!... e mi batte qua dentro il core, nell'aspettare, come quando il pazzo Cremete mi rapì dalla casa di mia madre.... e mi vestì tutta d'oro!
Ride.
IREO:
E tu parti con ogni mio felice augurio.... e ti sien rese grazie dagli dèi, bella Mirrina!...
MIRRINA:
Addio!
Esce da sinistra con la schiava.
IREO,
sorridendo e salutando:
Addio! addio!
MIRRINA,
di fuori:
Colgo di queste rose, vedi?... ne incoronerò il mio re!
IREO:
Cogli, cogli, bella Mirrina!
MIRRINA,
allontanandosi:
Addio!