XXX.

È probabile pure che in questo periodo cominciassero ad avere maggiore sviluppo le manumissioni di schiavi, come un fenomeno corrispondente a questa utilità decrescente della schiavitù. In Atene le manumissioni non lasciarono traccia documentale, come accadde più tardi a Delfo, in Beozia e altrove; e non è possibile quindi avere un’idea adeguata de’ limiti, in cui erano mantenute, o delle proporzioni, in cui si sviluppavano; ma un accenno, che troviamo, al divieto di manomettere i servi in teatro[414], può forse costituire un dato non trascurabile per metterci innanzi una consuetudine non infrequente di manumissioni, alimentata poi, come appresso a Roma, da un interesse materiale, che era fomentato, alla sua volta, da una ragione di vanità e ne prendeva le forme. E l’impulso così intenso che troviamo dato alle manumissioni in tutta la Grecia, nel secolo posteriore e nell’altro, è anch’esso un fatto tanto rilevante, che difficilmente possiamo acconciarci a credere avesse potuto sorgere e grandeggiare d’un tratto; e più probabile ci parrà invece il cercarne in questo quarto secolo il moto iniziale.