XXXIII.
Ma, se non è lecito dedurre da questi dati non esatti, o non sicuri, la decadenza dell’economia a schiavi e il progresso del lavoro libero, si può ben dedurli da altri dati; e la conseguenza, fatte le debite proporzioni, non varia.
Valutando semplicemente a tre dramme il medimmo di frumento, al tempo di Socrate, e a cinque in quello di Demostene, è stato osservato che “il salario avrebbe dovuto salire da sei a dieci oboli, giacchè i prezzi salirono nella proporzione di tre a cinque. Le iscrizioni invece provano che le mercedi salirono da sei a nove oboli, per il lavoro semplice, e più alto per quello specificato„[432].
Accogliendo queste premesse, apparirebbe dunque un rinvilìo relativo delle mercedi, spiegabile, in via più semplice e diretta, con la cresciuta concorrenza. Ma, si è già accennato che il prezzo de’ cereali, continuamente oscillante, era andato soggetto a forti rincari, che ne aveano elevato il prezzo, talvolta, assai oltre le cinque dramme. In quello stesso anno 329/8, l’orzo era stato venduto a tre dramme, ed anche a qualche cosa di più, e il frumento, di cui il popolo avea potuto fissare il prezzo, era stato venduto a sei dramme[433]. Ora, come è stato osservato, il prezzo della mano d’opera arriva sempre in ritardo a regolarsi su quello degli altri prodotti scambiati[434], e quindi questo aumento di mercede andrebbe probabilmente ragguagliato a’ rincari del periodo precedente, e apparirebbe perciò sempre più inadeguato e sproporzionato a’ cresciuti bisogni. Oltre di ciò va tenuto conto del peso un po’ calante della dramma e del notevole aumento di medio circolante, che, anche quando da sè solo non sia adatto a provocare un rialzo di prezzi, ottiene questo effetto, se coincide con una maggiore richiesta[435].